LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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II° CONGRESSO NAZIONALE DELLA DC: MOZIONE POLITICA
(Napoli, 15-19 novembre 1947)

Le mozioni presentate e approvate dal II° Congresso sono state molte: mozioni sullo Statuto della Regione sarda (a firma dell'on. Mannironi), sul primato del lavoro (Dominedò, Segni, Cassiani, Mattarella, Scoca), sull'Unione europea, sull'assistenza sociale, sul problema agricolo, su mutilati e sui partigiani.
Le mozioni politiche vengono trasmesse al Consiglio nazionale per la formulazione definitiva.

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Mozione Politica

Il Consiglio Nazionale riassumendo, in base al mandato del Congresso, le mozioni presentate al Congresso stesso,

RILEVA

— che il momento politico in Italia e negli altri Paesi d'Europa si caratterizza per la crescente polarizzazione di vasti strati dell'opinione pubblica verso posizioni estreme di rivoluzione e di reazioni;
— che nell'asprezza della presente tensione più acuto ed immediato che mai diventa il problema della libertà e della difesa della democrazia;
— che la libertà può trovare la sua più sicura garanzia in una azione politica, a cui è particolarmente chiamata la D.C., diretta sin da ora a mantenere e sviluppare l'unità pacifica e costruttiva delle classi lavoratrici contro chi da destra vuole comprimerle e da sinistra opera in modo da dividerle facendone strumento di lotta e di parte;
— che la nuova Democrazia può essere edificata solo come regime in cui le forze del lavoro conquistino, secondo l'ispirazione cristiana, da prima quella posizione di parità e poi quella funzione dì preminenza, che, senza escludere gli altri elementi del sistema produttivo, fra i quali la proprietà, tutti li ordina al bene comune.
Sulla base di tali princìpi il Consiglio Nazionale riafferma la missione storica della D.C. e il suo compito concreto al servizio della Nazione, nel Paese e nel Governo.
Consapevole di tale missione, la D.C. non ha esitato ad assumersi il peso della massima responsabilità in una delle ore più difficili della Patria; agli uomini di Governo ed in particolare all'on. De Gasperi, il Consiglio Nazionale esprime la sua solidarietà e la riconoscenza di tutto il Partito, certo di interpretare il sentimento della grande maggioranza del popolo italiano.
Il Consiglio Nazionale indica al Partito e propone al Governo le seguenti direttive;

DIRETTIVE DI PARTITO

a) il Partito conservi la compattezza confermata dal Congresso di Napoli, per costituire, in ogni caso, la garanzia più sicura contro la formazione e l'urto di opposte forze democratiche;
b) il Partito eserciti con sempre maggiore consapevolezza e senso di responsabilità la sua autentica funzione politica, che è di orientare e guidare gli stati d'animo e le correnti d'opinione pubblica;
c) il Partito persegua una linea politica che, con il porre in primo piano i problemi della difesa della libertà e dei diritti del lavoro, non può non richiamare il consenso e la collaborazione di quei partiti democratici, i quali in piena autonomia da ogni influenza estranea agli interessi del Paese, si ispirino alle stesse finalità;
d) il Partito distingua da quella delle correnti conservatrici la sua opposizione alla politica del blocco comunista, in quanto tale opposizione non è determinata dalla preoccupazione di difendere privilegi di gruppi o di classi, ma dal convincimento che l'attuale politica comunista costituisce grave ostacolo sul cammino della libertà e del progresso sociale;
e) il Partito fiancheggi efficacemente, nel pieno rispetto dell'autonomia sindacale, l'azione che, dentro la CGIL (direttamente e attraverso la insostituibile azione delle ACLI) è svolta dai rappresentanti della corrente cristiana, appoggiandone attivamente le rivendicazioni e impedendo che il sindacato sia utilizzato ai fini di partito;
f) il Partito promuova, attraverso una organica Intesa fra i movimenti europei a ispirazione cristiana quella solidarietà politica che deriva dal carattere universale della sua coscienza morale.

DIRETTIVE DI GOVERNO

A) il Governo perseveri nella ferma e imparziale difesa dell'autorità dello Stato, nell'azione decisa contro tutte le formazioni palesemente e occultamente armate, e contro le forze che, seguendo uno spirito e un metodo di lotta illegale, costituiscono una minaccia per le libertà democratiche e repubblicane;
B) il Governo affermi il diritto ed il dovere da parte dello Stato di intervenire nella situazione economica con un programma organico che, pur non soffocando e pretendendo di sostituire le attività private, le disciplini o le orienti nel senso e nella misura necessaria per vincere le difficoltà della congiuntura post-bellica, per piegare gli egoismi di casta e di ceto, per avviare gli indifferibili rinnovamenti strutturali. In questo quadro il Governo continui nella politica della difesa della lira, diretta al consolidamento del potere reale di acquisto delle retribuzioni, e nella politica del lavoro volta a raggiungere il massimo impiego mediante una razionale soluzione dei problemi della riconversione delle industrie, della riqualificazione e dell'emigrazione, e a raggiungere per i lavoratori tutto il benessere consentito dalle risorse del nostro Paese;
C) nel settore internazionale il Partito si renda interprete della riconoscenza degli italiani per la solidarietà umana costantemente dimostrata dal popolo americano.
Fa voti che il Governo svolga una politica esterna attiva ed autonoma, caratteristicamente di pace, quale si addice alla posizione geografica dell'Italia, alla sua entità economica e demografica, alla sua capacità di lavoro, alle sue tradizioni di civiltà.

Mozione politica
II° Congresso Nazionale della DC
Napoli, 15-19 novembre 1947

(fonte: biblioteca Butini)


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