LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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IL VIAGGIO NEGLI STATI UNITI: INTERVENTO DI ALCIDE DE GASPERI AL PAN AMERICAN UNION DI CHICAGO
(Chicago, 8 gennaio 1947)

Il viaggio negli Stati Uniti di Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri, costituisce una tappa fondamentale per l'Italia e per il suo Capo di governo. Svoltosi nel gennaio 1947, rinsalda ulteriormente la fiducia e la credibilità della nuova Repubblica italiana in uno dei Paesi chiave del mondo.

* * *

È per me altissimo privilegio ed onore trovarmi oggi tra Voi e desidero esprimere a Voi, ai vostri Governi ed ai vostri popoli, anche a nome del popolo italiano che nella mia persona avete qui voluto salutare, il più vivo commosso ringraziamento.
Il Vostro invito costituisce non solo per così dire una riconsacrazione di quei vincoli di sangue, di cultura, di religione e di tradizioni che sono comune patrimonio dei nostri Paesi, e che Voi, Signor Presidente avete or ora con così elevata parola rievocati, ma mi pare possa assumere nelle attuali circostanze un particolare significato di squisito valore politico. Il vostro caloroso atteggiamento mi induce a ritenere che, con l'accogliere tra Voi il rappresentante di un Paese che alcuni formalismi giuridici tengono ancora al di fuori dei grandi consessi internazionali, abbiate inteso riconfermare di aver già nella sostanza superati tali formalismi e di voler tener conto più che di situazioni contingenti dei valori permanenti che formano il sostrato dei rapporti tra i popoli: che abbiate cioè voluto dar prova di guardare all'avvenire anziché al recente passato.
E' per questo avvenire, non solo dell'Italia ma della comunità delle Nazioni, che il mio Paese, pur tuttora grandemente sanguinante per le ferite infertegli dalla guerra e dalle sue terribili conseguenze, sta ora duramente lottando. In tale suo sforzo, la nuova Italia democratica, quella Italia cioè che ha ripreso il cammino sulla vecchia via da cui solo temporaneamente una fatalità aveva potuto allontanarla, si sente assistita e sostenuta non solo dalla comprensione e dalla simpatia di tutti quei popoli che, come i Vostri, valutano appieno il contributo da essa dato alla comune civiltà, ma anche dalla consapevolezza che essa si inspira in tale sua opera di ricostruzione agli stessi ideali che sono alla base della vostra Unione, dei vostri rispettivi Governi — tra cui quello del grande e nobile Paese che tutti qui ci ospita — così come di quei Paesi che in ogni parte del mondo hanno le stesse aspirazioni per una comunità internazionale retta dalla giustizia e dalla libertà.
È perciò per me un motivo di particolare soddisfazione e conforto il poter oggi constatare ancora una volta, attraverso di Voi, che l'Italia può contare sulle nobili Nazioni del continente americano. Come nella famiglia degli individui così nella famiglia dei popoli i conti del dare e dell'avere seguono le alterne vicende della vita di ciascuno di essi. Voi avete voluto rievocare quello che l'Italia ha dato nel corso della sua storia alla civiltà del mondo ed in particolare a quella dei Paesi che possono trarre motivo di vanto dalla loro qualifica di latini; ed avete rievocato il contributo di sangue e di energie di lavoro dato dall'Italia all'insieme del continente americano. Ma io voglio ricordare quello che voi avete dato e state dando al mondo. L'esempio cioè di una comunità di popoli che, nel nome del progresso, ha realizzato all'interno la felice cooperazione dei cittadini nel rispetto della libertà dei singoli e che nei reciproci rapporti ha instaurato un regime di pacifica e proficua convivenza che assicura alle Nazioni grandi come a quelle piccole eguali diritti e doveri. Quello che Voi avete realizzato nell'ambito dell'emisfero occidentale addita la meta al cui raggiungimento l'intera umanità deve rivolgere i suoi sforzi. Per quanto concerne più direttamente l'Italia, non è senza significato che tra le prime mani amichevolmente tese alla nuova Italia che, in un travaglio forse senza precedenti, ha ritrovato se stessa, vi siano state quelle delle Nazioni sorelle dell'America Latina e che da queste ci siano venuti in un momento tanto difficile della nostra storia, così numerosi incoraggiamenti ed aiuti nel campo morale come in quello materiale.
Come Voi avete voluto ricordare quanto caro sia alle Nazioni qui rappresentate il loro retaggio di civiltà latina, così consentite che io vi dica che l'Italia guarda con altrettanta fierezza ed orgoglio alle civilissime, libere, prospere Nazioni americane che hanno aperto un nuovo mondo alla nostra comune vecchia civiltà e che in questo tengono accesa la fiaccola di quegli ideali di libertà e dignità umana che sono l'essenza stessa del nostro modo di vivere.
Desidero, prima di chiudere queste mie brevi parole, esprimervi ancora la mia profonda gratitudine per le accoglienze che avete voluto riservarmi e pregarvi di rendervi interpreti presso i Vostri Governi ed i Vostri popoli dei ringraziamenti del popolo italiano e dei suoi voti per la prosperità e la grandezza delle Nazioni che Voi così degnamente qui rappresentate.

On. Alcide De Gasperi
Pan American Union di Chicago
Chicago, 8 gennaio 1947


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