LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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L'ADESIONE DELL'ITALIA ALLA NATO: DISCORSO DI GIUSEPPE BETTIOL ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
(Roma, 19 luglio 1949)

Il dibattito sul voto del disegno di legge di ratifica dell'adesione dell'Italia al Patto Atlantico si svolge alla Camera dei Deputati dal 14 al 20 luglio 1949, ed al Senato della Repubblica dal 26 al 29 luglio 1949. Il disegno di legge viene approvato da entrambi i rami del Parlamento.
Durante il dibattito alla Camera dei Deputati, interviene il 19 luglio l'on. Giuseppe Bettiol che, oltre ad essere membro della Commissione Affari Esterni, è anche Presidente della Commissione Giustizia della Camera.

* * *

BETTIOL GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo il discorso-fiume dell'onorevole Nenni - e il suo è un fiume che sfocia nel Mar Caspio, e non v'è speranza che dighe o sbarramenti ne possano deviare il corso - dopo questo discorso lungo ed irruento, è chiaro che non posso ardire, anche data l'ora, di tediarvi con un altro discorso-fiume che sfoci questa, volta nell'oceano Atlantico.
Indubbiamente, onorevoli colleghi, noi dobbiamo, dato che siamo anche alla chiusura del nostro dibattito, determinare con estrema precisione le rispettive posizioni e le rispettive responsabilità.
Ma, prima di entrare nel merito del problema che tanto ci sta a cuore, quello dell'imminente ratifica del patto atlantico, atto culminante della nostra politica estera, atto che indubbiamente resterà nella storia civile e politica del popolo italiano nella sua ripresa democratica, mi sia concessa una breve parentesi - diremo così - cortesemente polemica con l'onorevole Palmiro Togliatti. Non credo che l'onorevole Palmiro Togliatti passerà alla storia politica d'Italia, perché non basta a tal fine compiere nuove fatiche di Ercole, ma bisogna trovare anche degli storici come Sallustio, come Tito Livio, come Tacito disposti a celebrare i grandi campioni della vita politica; e non credo che Benedetto Croce, il quale passa per il primo storico vivente italiano, sia disposto a celebrare le gesta di Palmiro Togliatti.
Ma se una cosa è certa è questa: che Togliatti passerà alla storia, della critica .letteraria italiana, perché, indubbiamente, ha dimostrato in tutti i suoi interventi – ormai sono più di 4 anni che lo sentiamo in questa aula - una profonda conoscenza della letteratura italiana. Certo, l'onorevole Togliatti non cita mai nei suoi discorsi Alessandro Manzoni. Non so perché v'è una specie di paura nel citare Alessandro Manzoni, forse perché egli ha naturalmente vaticinato la storia della democrazia cristiana, quella democrazia cristiana che fra grifi e grifoni è andata all'altare. L'onorevole Togliatti ha citato però Guido Cavalcanti.

Una voce all'estrema sinistra. Ci parli del patto atlantico!

BETTIOL GIUSEPPE. Mi sia concesso di intrecciare il mio debole fioretto con la scimitarra di Palmiro Togliatti. Vi ho chiesto venia. Però, dicevo, ha citato Guido Cavalcanti in un suo memorabile discorso. Perché lo ha citato ? Perché c'è un sonetto di Guido Cavalcanti che gli piace moltissimo, quello dove il poeta dice:

Guido vorrei che tu, e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel ...

NATOLI ALDO. È Dante, non Cavalcanti.

BETTIOL GIUSEPPE. E lui vorrebbe leggere: « Pietro, vorrei che tu, Alcide ed io fossimo presi per incantamento » (Applausi al centro e a destra).
L'onorevole Palmiro Togliatti ha scoperto Cavalcanti, il poeta del tripartito, il poeta del Governo tripartito, ed io sono sicuro che tale è la forza di questa idea del tripartito che egli sarebbe ben disposto ad inghiottire l'acqua amara dell'Atlantico pur di poter tornare al Governo (Si ride).
Ma, onorevoli colleghi, il ritorno di Togliatti al Governo vorrebbe dire per noi bloccato decisamente il corso della storia d'Italia, fermata l'ascensione del nostro paese sulla strada del progresso democratico; vorrebbe dire veramente il cappio intorno al collo di questo nostro tanto martoriato paese perché, per usare un'espressione di un poeta moderno, Trilussa, quando tre stanno in una barca ed uno rema in avanti e l'altro all'indietro, la barca non procede più e può andare a picco. Questa è indubbiamente la politica dell'onorevole Togliatti.
Onorevoli colleghi, parole povere, parole chiare, parole schiette: noi democratici vogliamo fare la storia d'Italia perché la storia o la si fa o la si subisce. E nessuno pensi che noi, in nome di un'imbelle e decrepita democrazia, si voglia qui subire la storia anziché farla. Noi la democrazia non la intendiamo come la intendevano certi vecchi dromedari della democrazia prefascista, privi di senso di responsabilità; sono essi che hanno creato le premesse per il trionfo del regime totalitario e del fascismo. Noi abbiamo il senso della nostra responsabilità e coerentemente a questo senso di responsabilità noi procediamo avanti; abbiamo assunto tutta integralmente la nostra responsabilità di fronte al popolo che ci ha affidato il mandato e di fronte alla storia di cui vogliamo essere gli artefici come italiani e come cattolici, perché non pensi l'onorevole Nenni a dividere in questo momento, da vecchio santo padre della politica italiana, i cattolici in cattolici anti-patto e cattolici pro-patto. In questo momento tutti i cattolici italiani sono per la ratifica del patto ! (Applausi al centro - Proteste all'estrema sinistra).
Indubbiamente, l'opposizione vorrebbe che noi rinunciassimo a fare la storia (Rumori all'estrema sinistra), vorrebbe che noi maggioranza accettassimo tutte le istanze dell'opposizione, vorrebbe che noi, che abbiamo in mano il potere per volontà del popolo italiano, rinunciassimo ad esercitare in concreto questo potere, rinunciassimo ad avere una nostra politica estera ai fini della sicurezza nazionale e ai fini della pace fra tutte le nazioni europee, fra tutte le nazioni del mondo (Applausi al centro e a destra).
Ora, sia ben chiaro - perché non vogliamo equivoci in materia - che noi non sottovalutiamo l'istanza di pace che è stata fatta valere in questi giorni, in questo Parlamento, perché anche noi sentiamo il valore dello straziato grido del povero Daniele Antonio massacrato da una guerra mondiale, che cerca lavoro, che cerca pace e vuole un avvenire per i suoi figli, un avvenire per la sua famiglia; ma appunto perché noi non sottovalutiamo questa istanza di pace, noi lottiamo per la pace in nome di tutto indistintamente il popolo italiano.
Ho già detto nel mio precedente intervento che noi rappresentiamo qui l'istanza di pace di 45 milioni di italiani (Rumori alla estrema sinistra) e non soltanto di coloro che hanno firmato la petizione di pace. Noi procederemo per la nostra strada, senza tentennamenti; noi procederemo senza declamare, come fa Palmiro Togliatti, il verso del Tetrarca: « i' vo gridando pace, pace, pace ! » (Applausi al centro - Rumori all'estrema sinistra).
Il Governo della maggioranza del popolo italiano ha sempre e soltanto perseguito la pace. Noi ratificammo il trattato di pace, prima della ratifica russa - sottolineo: prima della ratifica russa - perché noi volevamo eliminare una zona di attrito nell'alto Adriatico, perché soltanto la nostra ratifica del trattato di pace, in sé ingiusto, poteva dare il senso della distensione e creare le premesse della distensione nell'alto Adriatico. È stato, quindi, da parte nostra un gesto costruttivo e un gesto responsabile che ha avuto, come sua conseguenza, la partenza delle divisioni alleate dal suolo del Veneto. Perché se noi avessimo voluto speculare sulla presenza delle truppe alleate sul nostro territorio, sulla nostra patria, noi potevamo non ratificare il trattato di pace e puntare sulla carta della discordia fra l'oriente e l'occidente in un settore delicatissimo, nel settore dell'alto Adriatico.
E si ricordi quanto per la pace ha fatto questo Governo, ha fatto il capo di questo Governo a Parigi (Commenti all'estrema sinistra). Qui è stato detto da un irresponsabile oratore della minoranza che il comportamento dell'onorevole De Gasperi e della delegazione italiana a Parigi è stato il comportamento di una delegazione vile che ha subito tutti i ricatti e si è automutilata pur di arrivare ad una qualsiasi decisione; ma ricordiamo che il comportamento della delegazione italiana e del suo capo è stato fermo e dignitoso; e se non siamo riusciti a ottenere migliori condizioni di pace, questo lo si deve esclusivamente all'atteggiamento di quella grande potenza che allora sollecitava gli appetiti del piccolo compagno dell'Adriatico, del maresciallo Tito, allora enfant gâté e amico carissimo dell'onorevole Palmiro Togliatti, quando in quella luna di miele si scambiavano sorrisi e carezze, brindavano con lo slizoovitz. e si scambiavano città italiane contro città italiane, sangue italiano con sangue italiano ! (Applausi al centro e a destra - Vive proteste all'estrema sinistra).
Questa è la storia, e non ci potrà essere nessuna menzogna al mondo capace di cancellarla. Questi sono fatti, queste sono precise responsabilità !
E badate che allora la Russia avrebbe voluto fare una politica favorevole verso l'Italia, perché al Governo era anche il partito comunista; allora il Governo non era un Governo monocolore di preti, frati e monache; allora vi era il Governo del tripartito e allora Palmiro Togliatti aveva maggiori chances di Alcide De Gasperi di arrivare al potere, perché la situazione per noi, per la democrazia in Italia, era vacillante e pericolosa. Ma allora l'onorevole Togliatti non protestò; anzi, l'onorevole Togliatti incitava a sottoscrivere il trattato di pace, costasse quel che costasse, perché appunto l'aspirante dittatore italiano era in luna di miele con il vicino dittatore d'oltre Adriatico, e i pesci rossi, estatici, li stavano a contemplare.
Si è parlato qui della questione di Trieste come se si trattasse di una débacle, di una catastrofe della politica internazionale di questo Governo. Onorevole Nenni, ella è l'ultima persona qualificata per parlare del problema di Trieste, perché ella nella Commissione dei trattati, ancora un mese fa, richiedeva per Trieste il governatore straniero (Applausi al centro - Proteste all'estrema sinistra).
Ripeto: davanti alla storia ciascuno deve assumere le proprie responsabilità; l'onorevole Nenni è la persona meno qualificata per parlare del destino politico di Trieste, o per criticare l'opera di questo Governo, perché ancora un mese fa richiedeva alla Commissione dei trattati il governatore straniero per Trieste. (Interruzioni all'estrema sinistra - Rumori).
A Trieste vi è un sindaco italiano eletto democraticamente dopo la vittoria dei partiti italiani. A Trieste è stata ribadita la nota tripartita; se c'è però ancora una potenza che sta a guardare, ciò non è per responsabilità o per colpa del Governo, dell'onorevole De Gasperi o dell'onorevole Sforza, che hanno avuto sempre pieno il senso della loro responsabilità e al riguardo hanno compiuto tutto quello che poteva essere compiuto per il ritorno di Trieste all'Italia.
E' soltanto la Russia che impedisce il il ritorno di Trieste all'Italia (Commenti all'estrema sinistra). E non ci parli, l'onorevole Nenni, del problema coloniale, perché egli non è qualificato a parlarne, in quanto fa parte di coloro i quali stanno incendiando il mondo sul piano coloniale per eliminare dall'Africa e dall'Asia le potenze straniere, gli alleati, gli europei e gli americani.

BOTTONELLI. Non volete dunque la liberazione dal dominio coloniale ?

BETTIOL GIUSEPPE. Qui non discutiamo il problema. Ma quando si parte da queste premesse, quando si incendia l'Indonesia, quando si incendia la Birmania e si spinge a fondo una politica anticolonialista, non si può accusare questo Governo ...

CLOCCHIATTI. Fanno bene a cacciarli via !

BETTIOL GIUSEPPE. Il massima sforzo è stato fatto ed era stato coronato da quell'accordo Bevin-Sforza, bocciato perché, secondo loro, fin troppo favorevole ai nostri desideri o ai nostri interessi.
Non si può parlare di politica guerrafondaia, di politica di guerra, di politica di separazione, di politica di odio e di contrasti, voluta da questo Governo, quando questo Governo concretamente ha dato le prove di voler realizzare l'unione federativa dell' Europa.
Voi parlate di fantasmi, di utopie, di altre cose del genere, ma la storia, come sempre, vi darà torto anche questa volta (Commenti all'estrema sinistra).
Parlate d'un concerto europeo e c'è chi sogna di suonare l'organo di Stalin in questo concerto europeo.

BOTTONELLI. E lei quello del Vaticano.

BETTIOL GIUSEPPE. C'è chi desidera suonare il violino; c'è chi vuole essere, come l'onorevole Berti, il flauto magico di questo concerto europeo. Io penso, onorevole Berti, che ella suoni le pive e tornerà con le famose pive nel sacco (Applausi al centro).
Ma poi, onorevoli colleghi, la nostra dottrina, alle sue fonti più cristalline, più pure, è dottrina di pace, di concordia, si pone contro tutti gli odi, mentre voi seminate odio all'interno e odio all'esterno (Rumori all'estrema sinistra).

CLOCCHIATI. Dite di predicare la concordia, voi che dividete le stesse famiglie ...

BARBINA. Siete voi che le dividete !

BETTIOL GIUSEPPE. Queste colombe che cantano la pace e volano col ramoscello di ulivo, l'altro ieri, domenica, hanno pubblicato sul cosiddetto Avanti - che meglio si chiamerebbe Il Gambero - una poesia intitolata « Il canto dei muratori », ove nell'ultima strofa si leggono queste parole a proposito dell'operaio che uccide il capitalista: « ti ficcherà le pale, i bastoni dentro al core, a fondo a fondo nelle budella di sterco, piangendo perché ha faccia di uomo ... ». Oh, gran bontà dei cavalieri antiqui ! Poesia che può interessare, se mai, il ministro di grazia e giustizia (Rumori all'estrema sinistra). Questo è il pacifismo che voi difendete ! E questo è un documento: qui non ci sono sofismi o acrobazie dialettiche che possano giustificare o nascondere la vergogna, la bruttura e l'ignominia morale di questo stampato (Applausi al centro - Proteste all'estrema sinistra - Rumori).
Sia ben chiaro che per noi la pace è la tranquillità nell'ordine, non è l'immobilità nel disordine. E in questo, onorevole Pajetta, siamo fieri di riallacciarci al pensiero di San Tommaso che, trattando del concetto della pace nei rapporti fra uomo e uomo come nei rapporti fra gruppo e gruppo e fra nazione e nazione, dice: tranquillità nell'ordine, pace. Pace, che è l'espressione di uno sforzo fatto per tradurre in concreto il sentimento della propria responsabilità, non già la neghittosità dell'ignavo o del vile che tutto subisce pur di salvare la propria pancia per i fichi rossi, come certi borghesi i quali hanno votato per il « fronte popolare » il 18 aprile per trovare la loro pace, la pace della viltà, della paura, della catastrofe morale ! (Vivi applausi al centro e a destra - Rumori all'estrema sinistra).
Per noi, sul piano internazionale, la pace è concordia, è cooperazione di popoli liberi che non minacciano nessuno ma che di fronte al pericolo di venire sopraffatti e sommersi sono tutti per uno e uno per tutti ! (Interruzioni all'estrema sinistra).
Voi mi dite che la Russia non minaccia nessuno, la Russia conduce la guerra idilliaca di Mao-Tse, come ci ha raccontato l'onorevole Berti, la pace dei rami fioriti, la pace... (Rumori all'estrema sinistra).

CLOCCHIATTI. La pace delle armi americane !

BETTIOL GIUSEPPE. ... la pace dei gas asfissianti o dei 40.000 aeroplani di Stalin fabbricati ogni anno che dovrebbero, come le frecce dei Parti, oscurare il sole e farci ombra ! Voi mi dite che la Russia non è per la guerra, che la Russia è per la pace e per la distensione. Posso credere anch'io e credo che il piccolo padre preferisca pur sempre i sorbetti della guerra fredda alle sorbole della guerra calda (Ilarità al centro – Rumori all'estrema sinistra): è un sentimento profondamente umano, ed anch'io, se fossi nei suoi panni, seguirei questa politica.
Ma, onorevoli colleghi, vi sono delle realtà, delle situazioni da fissare, delle responsabilità da chiarire. I1 comunismo è pur sempre una dottrina di divisione, una dottrina di discordia in quanto parte dal presupposto che la storia dell'umanità sia la storia della lotta fra classi antagonistiche. Questa idea degli uomini divisi aprioristicamente in due categorie non può certamente portare alla pace, o per lo meno porta alla pace di questo canto dei muratori che vogliono ficcare bastoni e pale nei ventri dei cosiddetti capitalisti. Questo è dogmatismo bellicoso, voi partite da questa idea fondamentale del dogmatismo bellicoso, per cui necessariamente siete portati ad operare anche sul piano internazionale e non soltanto sul piano interno, nonostante tutte le dichiarazioni fatte da uomini cosiddetti responsabili della politica russa, i quali continuano ad affermare che fra il capitalismo ed il comunismo vi potrà .essere collaborazione e pace, quella pace di cui parlava anche Hitler nei confronti delle altre potenze europee ed extraeuropee prima di sferrare l'attacco decisivo contro la Polonia, che se risorse in un primo momento,dalle sue ceneri, risorse soltanto per merito dell'intervento franco-inglese e della garanzia britannica. Se oggi la Polonia è caduta nuovamente sotto la dittatura e non è più un paese libero, ciò è dovuto alla volontà dell'Unione Sovietica che ha calpestato la libertà e la sovranità della Polonia ! (Rumori d'estrema sinistra).

BOTTONELLI. Vada in Polonia ! (Commenti al centro).

BARBINA. Ci vorreste mandare tutti in Siberia !

BETTIOL GIUSEPPE. Si aspetta al varco la famosa crisi con le sue conseguenze apocalittiche. Ce lo ha raccontato l'onorevole Riccardo Lombardi (Interruzione d'estrema sinistra), questa prèfica parlamentare che predice sempre catastrofi e pericoli incombenti (Interruzioni all'estrema sinistra). La verità è che, dopo il suo discorso, la situazione è sempre migliore: è inutile fare la Cassandra, amici cari ! Se anche è vero che, militarmente parlando, secondo alcuni in questo momento, secondo anche la relazione della minoranza che parte dall'onorevole Donati, non è in atto un attacco militare russo contro l'Italia, se anche ciò è vero - e diamolo per ammesso - nessuno potrà cancellare, nessuno potrà sorvolare su questo punto: che la Russia ha cercato di inserirsi, di entrare nell'orbita degli occidentali per far cadere le pere ad una ad una. Purtroppo più pere sono cadute nel paniere di quel vendemmiatore !
La quinta colonna ! (Commenti all'estrema sinistra). Voi ridete sulla quinta colonna, ma voi siete la quinta colonna della Russia sovietica in quest'aula ! Questa è la realtà. Non è in corso l'attacco militare russo, ma l'attacco politico del comunismo internazionale è in atto contro la nostra democrazia: la vostra presenza in quest'aula. ne è la testimonianza. E domani, se dovessero cadere i tre continenti, l'Asia, l'Europa e l'Africa, in mano del comunismo, in un sistema di interdipendenza continentale che ha messo in soffitta tutta la vecchia geopolitica militare e strategica, l'America si troverebbe tra i due fuochi e potrebbe essere sommersa. Ecco perché lo Zio Sam ha aperto gli occhi, è diventato attento.
L'America è intervenuta con atto cosciente e responsabile per impedire questo saldamento del mondo ai danni dei democratici europei, e tutto a suo danno. L'intervento americano non si comprende se non si parte .da questo punto di vista della necessità di salvare la democrazia dei popoli liberi, di salvare la sicurezza dei popoli liberi, di rafforzare il principio delle nazioni libere. E allora., non resta che una politica vigile, una politica. attenta, pronta, saggia, la quale faccia in modo che ciascuno di noi sappia assumersi tutte le proprie responsabilità (Interruzioni all'estrema sinistra).
Parlate di crepe tra noi. Nessuno creda di trovare nel nostro schieramento delle crepe: non ci sono crepe di nessun genere ! Nei confronti di questo vitale problema della nostra posizione, di questo vitale problema della nostra sicurezza, della nostra pace, ci trovate tutti compatti. Non speculate, non crediate di potervi inserire nel nostro schieramento, perché siamo decisamente compatti, perché tutti abbiamo assunto le nostre responsabilità e andremo fino in fondo lungo questa strada che porta logicamente alla pace.
Certo, voi preferite una politica d'isolamento, voi preferite quella politica che l'onorevole Nenni ha testé chiamato della libertà di movimento, di questa Italia a pendolo, la quale oscilla tra oriente e occidente, pulcinella della politica internazionale ! La politica dei Pulcinella noi non la facciamo, non la vogliamo fare; noi vogliamo che il mondo sappia la realtà della nostra linea di politica estera, e su questa linea di politica estera, su questa realtà noi marceremo sino in fondo e lasceremo fare a voi la politica dell'asino di Buridano. Nenni dice che è la politica di Buridano, ma in sostanza egli aveva già scelto il suo schieramento (Interruzioni all'estrema sinistra) nella battaglia contro la democrazia, contro la libertà, contro l'indipendenza del nostro paese ! (Vivi applausi al centro e a destra). Noi non seguiamo il sistema di fare la politica degli struzzi: la possono fare coloro che hanno scelto la via soltanto perché hanno paura della Russia.
Badate bene che la paura fisica, la paura vile, noi non la conosciamo (Interruzioni all'estrema sinistra); la paura degli uomini i quali temono per la loro sorte fisica noi non la conosciamo. Noi non abbiamo paura di coloro che ci possono torcere il collo; noi abbiamo paura invece di coloro che possono uccidere l'anima; anche se l'onorevole Nenni fa dell'ironia, noi siamo fieri di avere questa paura (Interruzioni all'estrema sinistra). La paura fisica, la paura brutale, la paura della bomba atomica la lasciamo a voi. (Applausi al centro - Interruzioni all'estrema sinistra). Nel discorso dell'onorevole Nenni, nel riferimento alla paura atomica, sembrava di sentire Goebbels ! Noi seguiamo la politica del patto atlantico perché questa politica ci porta realmente ad un qualche cosa di costruttivo, ad un qualche cosa che può realmente salvare la nostra anima, la nostra anima di europei, perché noi vogliamo essere europei e vogliamo continuare ad esserlo. Disse bene l'onorevole Sforza che « Europa è ciò che vuol rimanere Europa »: l'Europa non è una penisola dell'Asia, non vuole essere una dépendance americana o inglese, ma è quella che realmente vuole essere Europa in quanto tutela i fondamentali valori morali.
Per voi vi sono solo gl'interessi di classe, vi è solo questo mito degl'interessi di classe (Interruzioni all'estrema sinistra). L'Europa è ciò che vuol essere, in quanto gelosa custode delle proprie tradizioni civili e delle proprie tradizioni cristiane (Vivi applausi a1 centro e a destra – Commenti all'estrema sinistra).

CLOCCHIATTI. Cristiana con la bomba atomica !

BETTIOL GIUSEPPE. Si è detto che la politica del patto atlantico è una politica che viola la Costituzione. Lo ha detto il relatore per la minoranza dimostrando di non essere all'altezza del suo ruolo di giurista; lo ha detto l'onorevole Laconi l'altro giorno. Il patto atlantico violerebbe la Costituzione perché vi sarebbe l'articolo 11 della Costituzione che è contrario a tutti i patti.
Ma, onorevoli colleghi, l'articolo 11 lo abbiamo voluto noi, lo abbiamo sottoscritto noi, lo abbiamo approvato noi: il patto atlantico non è in contrasto con la Costituzione perché è un patto difensivo, e non. può essere in contrasto con il diritto naturale per la conservazione e la propria difesa, che è veramente la norma giuridica numero uno sulla quale riposa ogni costituzione di popolo civile, perché la Costituzione è strumento di vita, è strumento di pace, non può essere strumento di morte.
Quando voi mi dite che il patto atlantico contrasta con l'articolo 11 della Costituzione voi sapete di dire cosa non esatta, voi sapete realmente di affermare qualcosa che non sta scritto nella Costituzione, che non si trova nello spirito della Costituzione italiana, la quale è contro ogni raggruppamento di stati che siano in funzione dell'aggressione e in funzione della guerra, ma non può essere contro un raggruppamento di stati che è soltanto ed esclusivamente in funzione difensiva, per la conservazione della propria esistenza e del proprio avvenire. La Costituzione come strumento di vita non è contro il patto atlantico (Interruzioni all'estrema sinistra), ma è la concreta manifestazione di quell'altro principio già contenuto nella Carta dell'O. N. U., dove è detto che l'aggruppamento delle Nazioni Unite non può essere in contrasto con il diritto fondamentale di difesa proprio a ciascuno Stato, quando questo Stato sia aggredito o leso nelle sue condizioni fondamentali.
Si dice che il patto atlantico è un patto che è contro la Carta dell'O. N. U., perché la Carta dell'O. N. U. prevede soltanto dei patti regionali, ma non prevede dei patti mondiali. Altra spiritosa invenzione della minoranza anche questa. Dico spiritosa invenzione, perché non posso francamente credere che la minoranza interpreti veramente l'espressione « regionale » come un'espressione usata nel senso strapaesano. Ora, l'area dell'Atlantico è oggi purtroppo l'area dove si può profilare la possibilità o la probabilità di un conflitto: ecco, dunque, un altro esempio di quella interpretazione capziosa, quando si vuole attribuire al testo ciò che il testo assolutamente non dice. Ma è questo un punto che in tal momento, a chiusura di questo nostro dibattito, noi siamo obbligati a sottolineare, perché qui veramente si assumono le proprie responsabilità. Noi consideriamo questo patto principalmente come uno strumento di difesa della democrazia: di difesa della democrazia che consideriamo come un postulato della natura razionale dell'uomo, come un postulato della natura razionale dell'individuo, come un qualche cosa che è radicato veramente nella nostra natura, come un qualche cosa che deve costituire il fondamento d'ogni società civile.
E, parlando in tal modo della democrazia, non parlo certo della democrazia progressiva, perché per noi la democrazia progressiva sta alla società civile come la paralisi progressiva sta all'organismo sano dell'uomo. (Applausi al centro - Proteste all'estrema sinistra - Interruzione del deputato Clocchiatti). Per noi la democrazia, caro Clocchiatti, non è quello che è per te, cioé la libertà di digerire ! (Vivaci proteste all'estrema sinistra).
Per noi la democrazia non è soltanto quello che ci racconta l'onorevole Basso nella sua rivista Quarto Stato, che del resto leggo da cima a fondo, dove si parla soltanto di democrazia nel senso di libertà della classe e non già come libertà di individui nell'ambito della classe, perché nell'ambito della classe l'individuo è destinato miseramente a scomparire come un frammento della natura, o un frammento di qualche altra cosa.
Noi non possiamo ammettere questa teoria, come base della nostra concezione della vita, perché tutte le volte che l'uomo è ridotto ad un frammento finisce per essere soffocato e ingoiato dal sistema, mentre l'individuo è il perno del sistema. (Interruzioni - Commenti all'estrema sinistra).
Su questo punto voi non siete d'accordo, e non potete essere d'accordo. Su questo punto, che per noi è fondamentale, voi siete agli antipodi della nostra concezione dell'individuo. Ma sia ben chiara un'altra cosa (e anche qui mi rivolgo all'onorevole Nenni il quale irride a queste cose supreme e fondamentali dello spirito: e irrida pure, onorevole Nenni, vedremo poi la realtà): che, per noi democratici cristiani, democrazia è anzitutto libertà di pregare, libertà di fronte al grande problema dell'assoluto, libertà che viene negata a tanti nostri fratelli negli stati dell'Europa orientale (Vivi applausi al centro - Proteste all'estrema sinistra), mentre si minacciano i vescovi e si strappano alla fede cattolica milioni e milioni di credenti.
Voi irridete al problema della scomunica, ed io non sto a discuterne. Però una cosa devo dire: che anche voi non siete tutti concordi in un atteggiamento sprezzante di fronte alla scomunica. Sappiamo che ci sono delle crepe nella vostra compagine, che ci sono degli uomini tormentati, lacerati, e speriamo che noi li potremo trovare non su questi banchi, ma su altri banchi, là dove si sente l'unità fondamentale del corpo mistico del Cristo che voi oggi lacerate ! (Vivi applausi a1 centro).
Per noi questa è democrazia, e per questo sottoscriviamo al patto atlantico, anche perché il patto atlantico è garanzia di democrazia e di libertà di pensare liberamente, come pensatori ed artisti (Interruzioni all'estrema sinistra).
No, gli artisti negli Stati marxisti devono ispirarsi ai dogmi di Marx e non c'è per loro altra libertà ! (Interruzioni all'estrema sinistra).
Per noi democratici cristiani libertà è libertà dal giogo della classe, dal gioco del sistema chiuso, opprimente; ed è e vuole essere la libertà dalla forca sulla quale voi fate penzolare i vostri avversari ! (Interruzioni all'estrema sinistra). E noi non siamo soltanto garanti della nostra libertà, ma anche della vostra, nella concezione integrale della nostra politica.
Noi crediamo anche ad un'altra cosa a cui voi irridete: !a supremazia del diritto. Tutte le cose che voi toccate diventano brutte cose, e questa è una vostra situazione tragica. Voi ci avete dileggiato quando abbiamo esaminato il problema della nostra adesione alla Carta fondamentale dell'Europa, dove le nazioni si uniscono per proclamare la supremazia del diritto su ogni altra cosa; ma per voi è assoluto l'interesse di casta e di categoria (Interruzioni - Commenti all'estrema sinistra). Questa è la misura della vostra mentalità !
Abbiamo sentito l'onorevole Basso criticare noi, perché siamo tuttora ancorati alla concezione formale del diritto, mentre sentiamo una romanista gonnella che ci critica perché non saremmo legati allo Stato di diritto (Interruzioni all'estrema sinistra). Prima di fare questi ragionamenti, cari colleghi, mettetevi d'accordo ! Abbiate chiarezza di idee prima di criticare l'atteggiamento della maggioranza e l'atteggiamento del Governo !
Sia ben chiaro, onorevoli colleghi dell'opposizione, che noi voteremo a favore del patto con coscienza tranquilla, perché facciamo il nostro dovere e perché esprimiamo la volontà di pace del popolo italiano. Il 18 aprile il popolo italiano ci ha dato un mandato: a questo mandato noi dobbiamo essere fedeli. Siamo decisi, siamo oltremodo decisi, siamo uniti, siamo concordi ! Nessuno ci potrà dividere, né voi potete pensare di poter penetrare nel nostro campo per poter dividere una presunta destra da una presunta sinistra o da un presunto centro. Noi siamo tutti compatti e decisi a marciare fino in fondo, perché in fondo a questa strada c'è una parola che noi scriviamo con lettera maiuscola e che non affidiamo a farfalle o a colombelle prese a prestito all'ultimo momento, le quali nascondono il becco di uccello rapace ! Noi, in fondo a questa strada, in fondo a questa via scriviamo la parola «pace» e incitiamo il Governo a proseguire per questa strada.
Il Governo ha la fiducia del popolo, ha la fiducia di una compatta maggioranza, della stragrande maggioranza, anche in questo Parlamento, e noi diciamo al Governo: bene avete fatto a sentire ciò che il popolo italiano voleva, bene avete fatto a sentire ciò che la maggioranza voleva, ciò che il Parlamento voleva ! Voi, con questo patto, realmente coronate la vostra politica estera, che è la politica della sicurezza e della pace. Voi non seguite lusinghe o canti di altre sirene, voi proseguite serenamente su questa via e il popolo italiano ve ne sarà grato, sarà grato a voi, uomini di Governo che appartenete a tutti i partiti politici di questa coalizione, divisi in altri problemi, ma uniti in questo sforzo duro, tenace, di arrivare fino in fondo per dare al popolo italiano la pace nella sicurezza e la pace anche nel progresso e nel benessere !
Lo so, per voi è finita ! Diceva nel suo discorso di qualche mese fa l'onorevole La Malfa: « Che volete fare ? Sarete i fanali di coda del comunismo internazionale, i fanali di Mio Mao » (Ilarità al centro – Interruzioni all'estrema sinistra).
Ebbene, cari colleghi, io vi esorto alle letterature. Ugo Foscolo esortava alla storia, io, molto modestamente, alle letterature. L'onorevole Palmiro Togliatti ha già dato l'esempio: conosce a fondo la nostra letteratura dai primordi; è giunto a Petrarca: « Pace, pace, pace ! ». Si fermi però a Dante - Inferno, canto V: « ... Nessun maggior dolore - Che ricordarsi del tempo felice – Nella miseria » ! (Applausi al centro – Rumori all'estrema sinistra).
E, onorevole Berti, stia pur sicuro che, modificando il verso dantesco, non dirò io all'onorevole Togliatti: « Palmiro, i tuoi sospiri a lagrimar mi fanno triste e pio » ! (Vivissimi applausi al centro e a destra - Molte congratulazioni).

On. Giuseppe Bettiol
Camera dei Deputati
Roma, 19 luglio 1949

(fonte: Camera dei Deputati - Atti parlamentari - Resoconto della seduta pomeridiana di martedì 19 luglio 1949)


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