LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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IV° CONGRESSO NAZIONALE DELLA DC: RELAZIONE DI MARIO FERRARI AGGRADI
(Roma, 21-25 novembre 1952)

Al momento della celebrazione del IV° Congresso nazionale della DC, il Segretario politico è l'on. Guido Gonella (in carica dal 19 aprile 1950), ed i Vice Segretari sono Domenico Ravaioli e Vincenzo Sangalli. L'on. Alcide De Gasperi guida il suo VII° Governo, costituito dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Repubblicano. E in Parlamento è stata recentemente approvata la nuova legge elettorale maggioritaria.
All'interno della DC il dibattito politico intorno alla linea degasperiana, particolarmente animato nel III° Congresso da parte della sinistra democristiana di Giuseppe Dossetti, appare ora molto più attenuato.
La relazione del Segretario politico on. Gonella verte su "L'opera della DC per la difesa e il rafforzamento dello Stato democratico", data la necessità politica di rafforzare le istituzioni democratiche, una volta fermata la minaccia comunista sul Paese, e alla vigilia delle nuove elezioni politiche nel 1953.
Altre tre sono le relazioni su cui si svolge il dibattito congressuale: quella del prof. Mario Ferrari Aggradi su "Stato ed economia", quella del prof. Giordano Dell'Amore su "Stato e amministrazione" e quella del prof. Giuseppe Petrilli su "Stato e sicurezza sociale".

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Stato ed economia

Occorre trattare il tema in modo obiettivo nel quadro dell'ideologia cristiana e democratica, respingendo suggestioni e personalismi e conducendo l'esame su un terreno concreto, al fine di trame un indirizzo per il futuro.

Lo Stato e le mète finali dello sviluppo economico

Lo Stato è per noi uno strumento: noi respingiamo le concezioni che fanno dello Stato un centro di assolutismo, l'unico possessore e distributore dei beni e dei diritti, l'espressione della razza e l'annullatore degli elementi fondamentali della personalità umana. Queste concezioni appartengono ad un passato di cui l'Italia ha fatto una amara esperienza, o a posizioni ideologiche che sono nettamente antitetiche alla visione cristiana del mondo. Non è dunque lo Stato il soggetto dell'economia, ma la persona che agisce in una società organicamente costituita e che dobbiamo considerare soprattutto inserita nella famiglia. Questa strumentalità dello Stato impone la definizione di finalità specifiche nel settore economico: benessere e giustìzia con particolare riguardo alla famiglia, lavoro in uno sforzo di progresso della società, difesa ed aiuto ai poveri nell'amore della società.

Intervento statale

Famiglia e società sono dunque i cardini sui quali poggia la concezione di un'ideologia economica cristiana e democratica, e su di esse lo Stato deve misurare la necessità e l'utilità del suo intervento. Esso ha il dovere e il diritto di intervenire per salvaguardare il bene comune, ma v'è un problema dei limiti e dei modi di intervento, limiti e modi che vanno collegati alle concrete situazioni storiche ed ambientali.

Le difficoltà contingenti e strutturali del nostro Paese

Sulla situazione italiana gravano difficoltà contingenti e difficoltà strutturali. Le difficoltà contingenti, legate alle conseguenze della terra e a fatti non intrinseci alla natura del Paese, erano ed in parte sono: distruzioni materiali e perdita del patrimonio nazionale: diminuita capacità produttiva; pressione demografica esasperata per reduci, profughi e mancata emigrazione: disorganizzazione e appesantimento della macchina statale; paurosa diminuzione delle entrate statali; squilibrio nei settori economici ed alti costi di produzione. Le difficoltà strutturali, legate alla natura del suolo e a fatti secolari, sono: squilibrio tra risorse disponibili e popolazione; dipendenza dall'estero per la maggior parte delle materie prime; profonda diversità di livello economico fra nord e sud.

I criteri d'azione

Le mète prossime del programma d'azione ora sono: l'aumento della produzione e dell'occupazione attraverso l'incremento del risparmio, la spinta agli investimenti privati e una crescente destinazione della spesa pubblica ad investimenti produttivi, i quali dovranno essere predisposti in base a una visione unitaria ed a largo respiro e secondo criteri di priorità e con piani di coordinamento tecnico ed economico. Altri strumenti per l'aumento della produzione e dell'occupazione sono: un indirizzo degli investimenti pubblici alla costituzione di un ambiente favorevole allo sviluppo di tali iniziative e alla soluzione di esigenze essenziali e infine un'esecuzione più rapida possibile degli investimenti sia privati che pubblici.
Il secondo dei punti del programma d'azione dovrà essere l'eliminazione progressiva delle deficienze e degli impacci strutturali: vi è poi la difesa della moneta e con essa del risparmio e del salario reale; l'attuazione graduale ma progressiva di una maggiore giustizia distributiva con speciale riguardo alla famiglia e ai più bisognosi. Non ultimo obiettivo del programma d'azione è l'inserimento sempre maggiore dell'Italia nella comunità europea ed internazionale.

Prospettive di realizzazione specifiche nel prossimo quadriennio

Nel quadro di questo immediato programma generale si indicano alcune prospettive specifiche: case, acqua, strade, valorizzazione della campagna, sviluppo delle fonti di energia. Questo per quanto si attiene alle realizzazioni tecniche in campo economico. Ma si dovrà anche compiere un deciso passo avanti di carattere strutturale, riferito cioè alla composizione del nostro partito, alla sua posizione interclassista o superclassista, ai suoi ideali che raccolgono nella solidarietà comune i ceti medi e i ceti lavoratori. È al servizio di questi ideali e, in particolar modo del benessere e della serenità delle famiglie e della armonia e della giustizia sociale, che va posto l'intervento economico dello Stato.

Prof. Mario Ferrari Aggradi
IV° Congresso Nazionale della DC
Roma, 21-25 novembre 1952

(fonte: biblioteca Butini)


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