LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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IL TRATTATO SULLA C.E.C.A.: INTERVENTO DI ALCIDE DE GASPERI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
(Roma, 16 giugno 1952)

Dopo l'approvazione del Senato al disegno di legge di ratifica del Trattato istitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, il provvedimento passa all'esame della Camera dei Deputati. Il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, dopo il suo intervento il 12 giugno 1952, interviene anche a conclusione del dibattito parlamentare, prima della votazione finale. Il provvedimento viene approvato.

* * *

DE GASPERI, Presidente del Consiglio dei ministri, Ministro degli affari esteri. Credo che ritornare sullo sfondo politico generale in questo momento non sia opportuno. Non vorrei però sottrarmi alle domande che mi sono state poste durante la discussione. Ma poiché domani, in occasione dell'interpellanza dell'onorevole Togliatti, dovrò trattare della situazione politica interna, se la Camera permette, vorrei rinviare le mie osservazioni a domani.
Desidero dire oggi che sono completamente solidale con il sottosegretario onorevole Taviani per tutto ciò che egli ha detto e per la forma con cui ha esposto i suoi argomenti di carattere tecnico e politico.
Mi pare poi di poter interpretare il pensiero della maggioranza ringraziando la delegazione italiana per la sollecitudine e la tenacia con la quale ha partecipato ai lavori di stesura del trattato.
Come gli onorevoli senatori, così anche gli onorevoli deputati possono essere tranquilli che tutto quello che umanamente si poteva fare per prevedere eventuali rischi e per superare le perplessità è stato fatto. La Camera può con tranquillità votare a favore del disegno di legge di ratifica.
La costruzione dell'Europa è un problema complesso, difficile, che esige molta pazienza e che esige soprattutto energica volontà e fede nell'avvenire. Dimostriamo oggi che l'Italia possiede questa volontà e questa fede. (Vivi applausi al centro e a destra).
Il Governo è persuaso che la forma che è stata raggiunta nel trattato rappresenti l'optimum possibile, dopo faticose, molteplici trattative. Il Governo è persuaso che le obiezioni che sono state qui portate - specialmente quella riguardante la mancanza della garanzia, cioè la sostituzione della garanzia che il sottosegretario Taviani ha dichiarato che non abbiamo voluto in quella forma, e che accettammo nel passato e che non accettiamo oggi perché, secondo noi, non è vantaggiosa - il Governo è persuaso, dicevo, che quelle critiche non abbiano fondamento. Siamo persuasi che non ci sia più niente da fare a quel riguardo.
Ma vi è una questione più importante ancora. Non dobbiamo nasconderci dietro una buona intenzione, un desiderio, una aspirazione: noi siamo l'ultimo Stato che viene a ratificare il trattato. Cinque Stati l'hanno già approvato. Con grandi sforzi, si è raggiunto l'accordo. È una base per la costruzione dell'Europa. Non votare oggi, votare in ritardo, rappresenta una colpa, una responsabilità che il Governo non vuole assumersi e che il Parlamento italiano non deve assumersi.
Oggi bisogna dimostrate che l'Italia, nonostante le obiezioni, nonostante le minacce che ci sono state fatte in questi giorni, è un fattore efficiente di pieno diritto e di pieno valore, nella collaborazione internazionale. Diamo questa prova! (Vivissimi applausi al centro e a destra).

On. Alcide De Gasperi
Camera dei Deputati
Roma, 16 giugno 1952

(fonte: Camera dei Deputati - Atti parlamentari - Resoconto della seduta di lunedì 16 giugno 1952)


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