LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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CONGRESSO DEL PARTITO SOCIALE CRISTIANO DEL BELGIO: DISCORSO DI AMINTORE FANFANI
(Bruxelles, 17 dicembre 1954)

Dall'aprile 1954 il Belgio è governato dal Partito Socialista, con il Partito Sociale Cristiano all'opposizione. Accettando l'invito dei cristiano-sociali, il Segretario politico della Democrazia Cristiana, Amintore Fanfani, si reca al congresso del Partito Sociale Cristiano belga per portare il saluto dei democristiani italiani. Di seguito si riporta il testo del discorso tenuto da Fanfani.

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Cari amici, la Democrazia Cristiana ha gradito l'invito rivoltole di partecipare al Congresso del Partito Cristiano Sociale belga. Tocca quindi a me recarvi il saluto fraterno dei democristiani d'Italia ed i loro rallegramenti per l'attività benefica che per tanti anni avete svolto al Governo del vostro Paese.
Vi fummo fraternamente vicini nei giorni dell'azione; restiamo ancor più vicini in questi giorni di preparazione ad una azione ancor più rigorosa e conserviamo la certezza che tornerà presto per voi il tempo di riprendere la guida del vostro Paese per continuare l'opera che avete incominciato.
Tanto più facile sarà per voi riprendere il cammino quanto meglio avrete utilizzato il tempo di oggi per rinnovare l'organizzazione del vostro Partito, così come state facendo.
E a coloro che oggi non si rallegrano sentendo parlare di rinvigorimento dei Partiti ad ispirazione cristiana, vorrei dire che meglio sarebbe stato per tutte le democrazie europee se tale concorde rinvigorimento fosse avvenuto diversi anni fa. Sicché si rallegrino pure i veri democratici nel constatare che ad esso almeno ora si è posta mano, senza alcun intento di egemonia, ma con il desiderio vivo ed il proposito fermo di dare un contributo maggiore, il massimo possibile, alla difesa del patrimonio di tradizioni, di cultura, di ideali, di giustizia e di libertà che sono propri a tutti i popoli europei amalgamati dal diritto di Roma, elevati dal rinnovamento cristiano, sollecitato dall'amore proprio a ciascun popolo alla culla dei propri avi.
I pericoli a cui la civiltà europea è esposta non consentono ai democratici d'Europa di coltivare invidie. A noi che ci ispiriamo al pensiero sociale cristiano, quei pericoli danno un solo consiglio: recuperare il tempo perduto, dissotterrare tutti i talenti possibili, farli moltiplicare con appropriate forme, e metterli al servizio della civiltà europea in efficienti organizzazioni.
Questo è il nostro dovere di cristiani. E se altri, che si ispirano a diversi e non cristiani ideali, sapranno fare altrettanto, noi ci rallegreremo, così come ci rallegrammo mesi or sono quando vedemmo tornare ad occuparsi attentamente delle cose europee, della difesa dell'Europa, e del coordinamento dell'azione dei popoli europei, un grande popolo che, al di là della Manica, per troppi anni aveva dato l'impressione di lasciare ai popoli del continente di risolvere da soli le proprie difficoltà.
Quindi, quando si constata, come alla lettura della relazione di Vermiere, che la preoccupazione del Partito Sociale Cristiano del Belgio è quella di darsi una organizzazione sempre più adeguata al momento e alle difficoltà, allora si rallegra la Democrazia Cristiana che ad eguali compiti attende, e si devono rallegrare tutti i Partiti democristiani dell'Occidente, constatando che le forze politiche cristiane si accingono a compiere interamente e con scrupolo il loro dovere.
Soprattutto una cosa è certa: senza l'apporto del messaggio e del pensiero cristiano, l'Occidente non sarebbe sorto, né sarebbe progredito; e un'altra cosa è ugualmente certa: senza l'apporto delle forze cristiane portatrici consapevoli del pensiero sociale cristiano, l'Occidente non si difende né sopravviverà. Le armi non bastano a difendere la libertà dei popoli, se questi popoli non hanno vivo l'amore per la propria civiltà e libertà.
Certi come siamo che vi è qualche cosa di grande e di importante, anzi di essenziale da salvare nella civiltà occidentale, noi dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi. Essi sono necessari ad integrare quelli che anche altre forze compiono in vista dell'organizzazione comune.
Dare la consapevolezza ai nostri concittadini che il nostro programma – realizzato – difende la loro personalità e ne garantisce lo sviluppo nell'ambiente sociale più favorevole e con le massime garanzie per il bene comune; dare ai nostri concittadini la testimonianza delle opere compiute per accrescere, a ragione veduta, la speranza nell'avverarsi di ulteriori promesse; dare ai nostri concittadini la certezza che la nostra organizzazione li difenderà dall'assalto di uno Stato onnipotente, così come difenderà la Patria e l'Occidente da una ideologia estranea alle nostre tradizioni e alle nostre più profonde ispirazioni: ecco il primo compito dei partiti democristiani, rinnovati nei programmi, nelle forze, nel vigore. Ciò facendo noi non compiremo all'interno di ciascun Paese soltanto opera di proselitismo, pur necessaria nella vita politica, ma compiremo anche opera di vittoriosa opposizione ai seminatori di disperazione.
Amici del Belgio, sappiate che non siete soli in questa opera di rinnovamento; con voi uguali sforzi stanno compiendo i vostri amici d'Italia. Un uguale desiderio ci muove, quello di rendere un servizio alle rispettive comunità nazionali. Un uguale successo ci arriderà: quello di favorire il progresso sociale dei nostri rispettivi Paesi, accrescendo in concreto la libertà dei cittadini e rendendo più efficace ed apprezzata la democrazia.
Non ultimo effetto dell'azione comune sarà quello di allontanare dall'Europa Occidentale la tentazione di considerare su di uno stesso piano la civiltà tradizionale certamente difettosa, ma cristiana, e migliorabile in un clima di libertà, ed una civiltà nuova, che si pretende infallibile ma anticristiana e comunque solo peggiorabile data l'assenza di libertà in cui vive.
I popoli d'Europa non ci rimproverano di presentar loro in politica gli ideali cristiani. Essi ci rimproverano di non essere riusciti a infondere la fede in questi ideali con i mezzi più idonei e più efficaci. Nella battaglia che ci attende, entriamo quindi con rinnovata fiducia nella forza realizzatrice dei nostri ideali, con decisione, ma anche con il corredo dei più moderni strumenti che la tecnica politica ci consiglia.
Decisi e premuniti, fiduciosi e prudenti, corredati di tutto ciò che è necessario per parlare ai popoli, per essere seguiti. Svegli e con lampade accese, come nella parabola evangelica, e ben forniti di tutto ciò che è necessario ad essere sempre pronti.
Chi, come noi, ha destato i popoli chiamandoli alla lotta per un migliore avvenire fondato sui principi cristiani ha il dovere di mostrare che non siamo solo diffusori di idee, ma anche forgiatori di strumenti che quelle idee difendono e sanno rendere efficaci.
Corrono nel mondo idee false sulla incapacità organizzativa dei democristiani. Il compito di domani è di mostrare la falsità di quelle idee. Il risultato di ciò sarà uno sviluppo impensato della nostra azione sociale cristiana per il progresso dei popoli europei, laboriosi, liberi, uniti.
Amici del Belgio, siete stati per decenni all'avanguardia del movimento sociale cristiano; quindi per voi è un particolare dovere percorrere con maggiore lena vie vecchie e vie nuove.
Molti amici d'Europa seguiranno con attenzione questa vostra ripresa; e tra quegli amici particolarmente affettuosi ed attenti saranno quelli dell'Italia.
Buon lavoro quindi e pieno successo ! I vostri progressi saranno anche i nostri; la vostra opera garantirà al Belgio un avvenire migliore e all'Europa un più tranquillo cammino.

On. Amintore Fanfani
Congresso del Partito Sociale Cristiano del Belgio
Bruxelles, 17 dicembre 1954

(fonte: biblioteca Butini)


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