LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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IL GOVERNO SCELBA: INTERVENTO DI MARIO SCELBA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
(Roma, 18 febbraio 1954)

Il 10 febbraio 1954 si insedia il nuovo Governo centrista guidato da Mario Scelba, una coalizione tra DC, PSDI e PLI. Dopo l'arretramento elettorale della DC nelle elezioni politiche del 1953, e il fallimento della nuova legge elettorale, l'alleanza centrista vede innanzitutto la nascita prima del Governo Pella. Successivamente, dopo un tentativo di brevissima durata di Amintore Fanfani, si ricostituisce l'alleanza con PSDI e PLI con Scelba a capo del Governo.
Il Presidente del Consiglio Mario Scelba presenta le linee prohrammatiche del suo governo il 18 febbraio 1954 alla Camera dei Deputati

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SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un'analisi delle cause delle crisi governative succedutesi dopo l'ultima competizione elettorale e, in modo particolare, le risultanze del dibattito svoltosi in occasione della presentazione alle Camere del precedente Governo, avevano reso evidente a tutti i responsabili che, per dar vita ad un Governo, non bastavano né un programma capace di riscuotere l'approvazione della maggioranza dei settori parlamentari, né uomini altamente qualificati e preparati ad attuarlo (Interruzione del deputato Almirante).
Lo stesso onorevole Pella superò lo scoglio del voto di fiducia presentando i1 suo Governo come Governo di affari e con la ripetuta assicurazione di ritirarsi non appena si fosse verificata una chiarificazione dei rapporti fra i vari partiti che potesse dar luogo ad un Governo con una maggioranza precostituita. Per contro, l'onorevole Fanfani non superò il voto di fiducia nonostante avesse presentato un programma, particolarmente nel settore economico-sociale, che riscosse vasti consensi.
L'impossibilità di costituire un Governo senza una maggioranza precostituita fu avvertita dalla Democrazia cristiana che, come partito di maggioranza relativa e, nell'attuale Parlamento, perno di qualsiasi combinazione governativa, era stata costretta ad assumersi la responsabilità di formazioni monocolori, in attesa di un chiarimento della situazione.
Era naturale pertanto che la stessa Democrazia cristiana, dopo la crisi del Governo Fanfani, rivolgesse l'invito, per la costituzione del nuovo Governo, a quei partiti con i quali ha in comune l'accettazione piena, leale e sicura della Costituzione e con i quali aveva altresì collaborato, negli anni passati, alla ricostruzione del paese.

PAJETTA GIAN CARLO. Alla legge truffa!

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Se la collaborazione delle forze politiche, che accettano il metodo della libertà, è l'aspirazione di tutti gli italiani e la meta alla quale ci sforziamo di tendere, è evidente che una simile azione avesse inizio fra quei partiti che, pur avendo insieme collaborato, si erano divisi in seguito alla diversa valutazione dei risultati elettorali (Commenti a sinistra e a destra).
La legge delle affinità elettive, oltre tutto, ha un valore anche in politica (Interruzioni a sinistra e a destra).
L'invito ripetuto in passato con esito sfavorevole è stato questa volta prontamente accolto, perché nel frattempo qualche cosa è maturata.
Anzitutto:
1°) si sono ancora una volta palesate inconsistenti le prospettive di un'alternativa socialista, come alternativa democratica, di fronte alle posizioni rigorosamente intransigenti e al rifiuto ripetutamente opposto dal P.S.I. di caratterizzarsi con una politica autonoma, distinta da quella del P.C.I. (Interruzione del deputato Nenni Pietro - Commenti).
Nessuno che abbia realmente a cuore l'avvenire della democrazia e della libertà in Italia e che non abbia di mira la reazione sociale oltreché politica, può trascurare il problema posto dalla esistenza di milioni di elettori i quali, votando per il partito socialista, hanno inteso certamente differenziare il loro voto da quelli dati al partito comunista. (Rumori a sinistra).
Quei lavoratori italiani non hanno votato casualmente per l'uno o l'altro di questi due partiti o, quanto meno, pensando che essi avrebbero fatto la stessa politica; e, poiché la battaglia elettorale dei dirigenti socialisti e sopratutto del suo leader onorevole Nenni si era svolta sul tema dell'alternativa democratica, crediamo di non andare lontano dal vero affermando che proprio su questo terreno gli elettori, almeno la grande massa dei più avveduti, abbiano cercato la loro differenziazione. E questo è anche un indice favorevole per la situazione e valutazione oggettiva della democrazia in Italia. Ma la politica realizzata dai dirigenti del partito socialista dopo il 7 giugno, malgrado lusinghe o attenuazioni momentanee, in realtà non ha saputo trovare, purtroppo, una propria caratterizzazione (Interruzioni dei deputati Nenni Pietro e Lizzandri - Commenti), e, di fronte ai vari esperimenti governativi, ai tentativi per organizzare concretamente un governo che accogliesse le nuove istanze sociali di cui il partito socialista si proclama assertore, ha finito sempre per ripiegare sulle esigenze scaturenti dal patto di unità d'azione con i comunisti, senza più curarsi degli impegni assunti verso il corpo elettorale (Applausi al centro);
2°) un secondo motivo che ha facilitato l'accordo è sorto dalla coscienza dei pericoli insiti nella discordia dei partiti della coalizione: come la divisione delle forze democratiche crea le condizioni più favorevoli per l'avanzata delle forze totalitarie, così l'unità ne costituisce l'elemento indispensabile di sicurezza e di forza. Un Governo che deve necessariamente assicurarsi la maggioranza attraverso convergenze occasionali, è fatalmente condotto a eludere i problemi ' fondamentali della vita nazionale: la necessità di eliminare i pericoli insiti in questa situazione, reclama un governo che abbia una politica e una maggioranza che lo sorregga. Ma questo non significa che debba considerarsi commistione innaturale l'adesione all'azione del Governo di altre forze politiche; è invece la direttiva generale del Governo che deve avere una maggioranza concordata. Chi pensasse diversamente finirebbe per rinnegare la funzione del Parlamento, creare per oggi .e per domani situazioni rigide e un torbido avvenire politico.
La maturata ponderazione, nella coscienza dei partiti della coalizione democratica, dei pericoli insiti nella situazione ha facilitato lo sforzo di eliminare o accantonare motivi di divisione e la elaborazione di un programma comune di azione governativa.
I1 Governo sa che, nelle attuali condizioni di contrasto delle forze parlamentari, la sua costituzione, con un programma preventivamente elaborato e concordato da quattro partiti, difficilmente può aspirare ad ottenere convergenze e fiducia da altri settori politici.
Noi tuttavia, presentandoci al Parlamento, non pensiamo di essere il Governo di quattro partiti, intendiamo essere il Governo della nazione (Applausi al centro - Commenti a sinistra e a destra) nella stessa elaborazione programmatica, più che rispondere a punti di vista dei singoli partiti, il Governo si è sforzato di rispondere alle istanze fondamentali e vitali del popolo italiano (Interruzioni a sinistra). Noi non invochiamo suffragi a destra e a manca …

PAJETTA GIAN CARLO. Ci volevate truffare.

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. … e per ciò stesso abbiamo il diritto di essere giudicati da tutti, dal Parlamento ma più dal paese, per l'aderenza del programma ai bisogni attuali della nazione e per l'azione concreta che andremo a svolgere.
La lealtà e la chiarezza delle posizioni e la sincerità pensiamo valgano anche in politica.
Questa esigenza di chiarezza è imposta soprattutto dalle condizioni del paese il quale è disorientato e turbato dalle vicende politiche di questi ultimi mesi (Interruzioni a sinistra e a destra).
La brevità del termine fissato dalla Costituzione per la presentazione di un nuovo Governo alle Camere, rende materialmente impossibile la elaborazione dettagliata e minuziosa di un programma di Governo; e sarebbe poco serio da parte nostra se ci presentassimo con una soluzione miracolistica e definitiva per ogni settore della vita nazionale. Ma il Governo è in condizioni di indicare con sufficiente precisione le direttive generali della sua politica.
La discussione dei bilanci preventivi, che noi auspichiamo sia riportata alla sua funzione normale e non più svolta sotto la pressione inesorabile del termine di scadenza per la loro approvazione, fornirà al Parlamento e ai membri del Governo la sede più propizia per illustrare dettagliatamente l'azione che essi intendono svolgere e i programmi che si propongono di realizzare.
Il consolidamento delle istituzioni democratiche costituisce il primo e fondamentale compito del nuovo Governo.
Le vicende degli ultimi tempi non hanno certo contribuito ad accrescere la fiducia nella stabilità del regime democratico, con ripercussioni sfavorevoli all'interno e nel campo internazionale.

PAJETTA GIAN CARLO. Ci parlerà del caso Montesi e del caso Pisciotta!

PRESIDENTE. Onorevole Pajetta!

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. L'unione dei quattro partiti democratici realizzata dopo le polemiche dei mesi scorsi e la costituzione di un Governo sulla base di tale unità sono di per sé un contributo positivo alla meta segnataci: ma il Governo intende operare concretamente per ravvivare la fiducia, attraverso l'azione politica e l'azione sociale.
Il Governo ritiene che, per il consolidamento delle istituzioni democratiche, vada allargata la base della democrazia italiana e ciò può avvenire non arroccandosi su posizioni antidemocratiche, di destra o di sinistra, ma facendo convergere verso i partiti della concentrazione democratica i consensi e le forze politiche che credono realmente nella democrazia, nella libertà e nel progresso sociale (Commenti a destra).
Noi non concepiamo i partiti della coalizione governativa come i soli, gli unici depositari della democrazia politica, intesa questa ultima come l'antitesi del totalitarismo che storicamente ha trovato la sua espressione nel fascismo, nel nazismo e nel comunismo. (Proteste a sinistra - Commenti a destra). E siamo profondamente convinti che, nell'interesse stesso dei partiti democratici, è loro dovere e comunque dovere del Governo allargare le basi della democrazia nel paese e nel Parlamento. Le differenze programmatiche, in ordine a particolari problemi, non possono né devono far perdere di vista l'esigenza che il mantenimento della democrazia è per tutti i democratici il primum vivere: considereremo errore capitale spingere fuori delle forze democratiche quanti hanno comune con noi l'odio alla dittatura, l'aspirazione a restare uomini liberi.
Non rivendichiamo perciò monopoli né poniamo veti; non vogliamo essere saracinesca che chiude ma centro di polarizzazione …

PAJETTA GIAN CARLO. D'immoralizzazione!

PRESIDENTE. Onorevole Pajetta, non interrompa! Ella avrà tempo di dire tutto quanto vuole, ma non in questo momento!

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri…. di tutte le forze democratiche esistenti nel paese, né indichiamo discriminanti e esclusivismi se non sul terreno dell'accettazione leale e sicura della democrazia, della libertà e della Costituzione che, nata sulle rovine del totalitarismo fascista, è tutta permeata di spirito di libertà (Applausi al centro - Interruzioni a sinistra e a destra).
La presenza di forze totalitarie nel nostro paese, come in altri paesi a regime democratico, pone i1 problema della difesa della democrazia contro di esse. Ogni Stato si difende a seconda delle situazioni concrete e delle cause che favoriscono l'affermazione di forze totalitarie.
Non misconosciamo i pericoli della nostra situazione ma ci sembrano assolutamente fuori strada coloro i quali vanno scrivendo che la democrazia in Italia si avvia al tramonto. Il paese, nella sua stragrande maggioranza, è per la democrazia (Interruzioni a sinistra e a destra), e la sua causa è sicura solo che i responsabili collaborino a realizzare condizioni di difesa e accettino i sacrifici richiesti per eliminare le cause che favoriscono la propaganda delle forze totalitarie. E perché convinti della sostanziale sanità del paese, affermiamo che il nostro Governo intende risolvere il problema della difesa della democrazia, senza rinunciare al metodo della libertà, con l'azione della legge …

CALANDRONE GIACOMO. Ammazzando i contadini!

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. … rimuovendo le cause morali, politiche, sociali e giuridiche che favoriscono l'azione disgregatrice delle forze totalitarie. L'impresa richiede pazienza e fermezza; e in questa impresa, che è propria degli uomini liberi, intendiamo chiedere la collaborazione di tutte le forze democratiche esistenti nel paese.
Ma il rispetto del metodo democratico non ci impedisce di affermare nettamente che dovere del Governo è di agire per impedire che la libertà possa essere spenta con la forza o con la frode (Vivi applausi al centro).
Chi mira a sovvertire l'ordine costituzionale fondato sulla libertà e sul rispetto della persona umana (Vivi applausi al centro - Proteste e rumori a sinistra), delle libertà di pensiero, di parola, di stampa e di associazione, non può pretendere che coloro i quali hanno giurato di fare osservare la Costituzione, rimangano inerti e non facciano quanto è in loro potere per salvaguardare i1 patrimonio essenziale della nostra civiltà, risultato di sforzi secolari di generazioni. (Vivi applausi al centro).
La certezza sui propositi del Governo di difendere la libertà e la democrazia dovrà avvenire a ridare fiducia a tutti gli italiani, alle forze morali e politiche, che si sentono più impegnate, per una rigorosa ripresa psicologica e pratica che arresti l'azione pressoché incontrastata delle forze totalitarie (Rumori a sinistra e a destra).

PRESIDENTE. Basta, onorevoli colleghi! Che vi sia qualche interruzione si può anche comprendere, ma non in questa forma, che contrasta con il principio della libertà di parola. Il Parlamento non è fatto per urlare gli oratori avversari, è fatto per contrapporre argomenti ad argomenti, e loro ne avranno il tempo. Chi vuole la libertà di parola deve rispettarla per primo, evidentemente (Vivi applausi al centro - Rumori a sinistra).
Onorevole Presidente del Consiglio, attenda, ché ella ha diritto di essere ascoltata. Voi potete avere il diritto di discutere quanto volete e con la severità che volete, ma a tempo e luogo.
Onorevole Presidente del Consiglio, continui.

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Consideriamo nostro compito la normalizzazione della vita costituzionale, amministrativa ed economica, riportando l'azione di tutti gli organi sotto il segno unico e sovrano della legge certa ed eguale per tutti (Interruzione del deputato Pajetta Gian Carlo).

PRESIDENTE. Onorevole Pajetta, non si faccia richiamare all'ordine! Io paziento, ma evidentemente vi è un limite oltre i1 quale non si può andare.

PAJETTA GIAN CARLO. Noi abbiamo avuto molta pazienza con l'onorevole Scelba quando ha presentato la «legge-truffa».

PRESIDENTE. Ella esponga i suoi argomenti a tempo e luogo!

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Tutto ciò che ha carattere di provvisorio, di improvvisato, di eccezionale, avente origine nelle condizioni morali, politiche e sociali della guerra o dell'immediato dopoguerra e sotto cui può prosperare l'arbitrio, l'abuso e il privilegio, deve essere il più rapidamente eliminato.
In questo quadro rientra in primo luogo l'attuazione della Corte costituzionale, che il Governo ritiene non più procrastinabile; la approvazione della legge sul Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, la disciplina dei rapporti di lavoro e dello sciopero, secondo gli articoli 39 e 40 della Costituzione; la redazione di nuovi testi unici di disposizioni legislative, sorte in periodi diversissimi per eliminare contraddizioni, affermare la certezza del diritto e facilitarne l'applicazione; nonché in genere l'adeguamento della legislazione vigente, ivi compresa la legge di pubblica sicurezza, ai principi della Carta costituzionale.
In diretta attuazione della Costituzione è doveroso provvedere alla istituzione del Consiglio superiore della magistratura. Occorre al riguardo affrettare le necessarie soluzioni, e, per quanto queste possano presentare difficoltà, il Governo si sforzerà di superarle senza ulteriore indugio e di presentare quindi sollecitamente al Parlamento le sue proposte. In pari tempo sarà provveduto al nuovo ordinamento giudiziario, le cui norme sono strettamente collegate con la organizzazione del Consiglio superiore della magistratura.

MATTEUCCI. Che cosa pensa il Governo della legge elettorale?

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. E' intendimento del Governo, senza attardarsi dietro programmi di riforme generali che richiedono lunga elaborazione, attuare rapidamente le più urgenti riforme del codice di procedura penale, sulle quale si è manifestato generale consenso, come è apparso in recenti convegni ai quali parteciparono insigni giuristi sotto la guida sapiente del Presidente De Nicola.
Intendiamo altresì presentare rapidamente al Parlamento un disegno di legge per rendere operante l'articolo 27 della Costituzione, secondo i1 quale, tra l'altro, «l'imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva» (Commenti a sinistra).
La violazione di questa norma che costituisce una grande conquista della civiltà e che vale non solo per il giudice ma nei confronti di tutti, ha gravissime conseguenze. L'onore dei cittadini e la pace delle famiglie è alla mercé dell'audacia, dell'inventiva e dell'interesse egoistico privato (Interruzioni a sinistra).
Sotto la pressione della pubblicità viene limitata l'efficacia della norma del Codice di rito sul segreto istruttorio.
La riaffermazione dell'impero della legge sarebbe priva di efficacia pratica se non si provvedesse a mettere l'Amministrazione della giustizia - pilastro fondamentale di un regime democratico - in condizioni di operare con tempestività, dotandola di strumenti legislativi e di mezzi materiali adeguati (Interruzioni dei deputali Amendola Giorgio e Mieville).
Nel programma di normalizzazione della vita amministrativa dello Stato, il Governo italiano, che per la massima parte ha già applicato con leggi e decreti in Alto Adige l'accordo De Gasperi-Gruber, si propone in ogni caso di completarne l'applicazione in tutti i vari rami amministrativi, nel rispetto del carattere etnico delle popolazioni e di favorire il loro sviluppo culturale ed economico (Applausi al centro - Interruzioni a destra e a sinistra).
Ad una attiva politica sociale, che si propone di perseguire, il Governo è spinto anzitutto dalla vocazione sociale dei partiti della coalizione governativa, dalla fiducia di milioni di lavoratori che hanno votato per essi, dal dovere di soddisfare le esigenze della giustizia, dall'interesse politico di allargare le basi della democrazia e di consolidare le libere istituzioni.
Col rimuovere, per quanto in suo potere, le cause di malcontento e di insoddisfazione dei più bisognosi, il Governo intende concorrere a creare la fiducia dei lavoratori nel regime democratico e contenere gli effetti di una propaganda che lega il miglioramento delle loro condizioni di vita al mito della rivoluzione comunista che ha per sbocco la dittatura di partito e per prezzo la perdita della libertà politica (Applausi al Centro - Rumori a sinistra).

DI MAURO. Si vergogni di dire queste cose!

PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, la richiamo all'ordine per la prima volta!

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. La stessa presenza al Governo dei presidenti delle Commissioni parlamentari che hanno condotto l'inchiesta sulla disoccupazione e sulla miseria costituisce una conferma dell'orientamento e dell'indirizzo del nuovo Governo.
Prima di accennare agli indirizzi concreti che intendiamo seguire, ci appare doveroso mettere l'accento sulla fondamentale esigenza di un maggiore senso di solidarietà e una maggiore sobrietà di costumi (Rumori a sinistra e a destra). E sta scritto autorevolmente che tutto ciò che suona scherno, insulto, sfida, alla miseria e a1 dolore, suona scherno, insulto, sfida all'ordine civile, provoca la demagogia, induce alla sobillazione, offre l'incentivo all'odio )di classe e pertanto le conseguenze non possono essere che funeste.

MIEVILLE. Mussolini ha espresso molto meglio questo concetto.

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Non sono Mussolini, io. (Commenti). Nella lotta contro la disoccupazione e la miseria tutti devono essere chiamati. gli abbienti attraverso una politica fiscale sempre impegnativa e seria, gli occupati contemperando le loro aspirazioni con le necessità dei disoccupati e dei sottoccupati.
A tal riguardo presenteremo la legge per un più severo accertamento fiscale e miglioreremo l'organizzazione amministrativa ai fini di una energica repressione, anche penale, delle evasioni fiscali. E ciò faremo contemporaneamente ad un progressivo alleggerimento delle imposte sui consumi popolari. Sembra superfluo aggiungere che una più rigorosa giustizia fiscale non può significare persecuzione o inaridimento delle fonti di reddito.
Faremo ogni sforzo per aumentare il reddito nazionale e con questo la massa dei salari. Tale aumento potrà consentire un graduale miglioramento delle retribuzioni ai già occupati, ma dobbiamo apertamente dichiarare che esso dovrà soprattutto servire a dare una retribuzione a chi ancora non l'ha ed accogliere nel mondo del lavoro le schiere dei giovani. (Applausi al centro). Tra le due prospettive, di un aumento dei singoli salari e di un aumento del numero degli occupati, dovremo tenere particolarmente conto di questa seconda esigenza (Interruzioni del deputato Di Vittorio).
Nel settore economico e finanziario l'azione del Governo avrà pertanto come scopi fondamentali quelli di:
aumentare la produzione;
combattere la disoccupazione;
migliorare la distribuzione dei beni disponibili tra le diverse categorie di cittadini.
In tal senso dovranno essere orientate tutte le pubbliche attività e dovrà sentirsi impegnato tutto il popolo italiano.
Premessa indispensabile rimane la stabilità della moneta, che deve costituire la pietra angolare della nostra politica economica; è questa infatti la migliore difesa per i salari, gli stipendi, le pensioni ed i1 risparmio e la migliore tutela per tutti coloro che prendono sane iniziative.
La difesa del potere di acquisto della moneta costituisce un impegno fondamentale di questo Governo il quale, com'è noto, possiede i mezzi tecnici per prevenire e reprimere eventuali impostazioni speculative contro la sicurezza della lira.
La stabilità del potere di acquisto della moneta richiede un bilancio dello Stato equilibrato con le possibilità economiche del Paese ed una bilancia dei pagamenti il più possibile ordinata.
Bilancio dello Stato equilibrato significa soprattutto spendere bene il pubblico denaro nella direzione più utile possibile per creare un ambiente favorevole allo sviluppo economico, per aumentare l'occupazione, e per lottare contro la miseria.
Prima ancora di porsi i1 problema di spendere di più, il Governo si propone quindi di spendere meglio. Si propone cioè da un lato di sviluppare le spese capaci di migliorare !a nostra struttura produttiva e di aumentare, quindi, stabilmente, l'occupazione; e dall'altro di rendere più efficienti gli interventi nel settore della pubblica assistenza e di lenire sempre più la miseria là dove esiste.
In questo spirito il Governo fa proprio i1 bilancio preventivo per il 1954-55 già presentato alle Camere dall'onorevole Fanfani, con l'impegno di perseverare nella politica di contenimento e di graduale riduzione del disavanzo. Nuovi òneri non saranno assunti se non mediante nuove entrate o riduzioni di spese economicamente e socialmente meno utili.
Il miglioramento della bilancia dei pagamenti è legato sia all'ulteriore sviluppo delle partite invisibili sia al migliore equilibrio della nostra bilancia commerciale.
La nostra azione deve essere diretta soprattutto ad aumentare le esportazioni: le importazioni sono, infatti, costituite, in assoluta prevalenza, da materie prime, semi-lavorati e generi alimentari, che non è possibile comprimere senza incidere negativamente sul costo della vita e sullo sviluppo della produzione.
L'attività produttiva dovrà essere difesa e stimolata sia per aumentare il reddito e la ricchezza nazionale, sia per assicurare sempre più una maggiore occupazione.
Per questo il Governo si propone di creare un ambiente nel quale tutte le iniziative sane possano trovare il loro sviluppo. A questo riguardo desideriamo affermare l'esigenza di eliminare tutto ciò che intralcia, senza alcun rendimento, l'iniziativa privata. Fissati i limiti degli interventi statali, il Governo desidera facilitare l'azione degli imprenditori, che può costituire un potente ausilio all'assorbimento della disoccupazione ed all'aumento della ricchezza, ma agirà contemporaneamente in modo deciso contro tutte le posizioni di privilegio e di monopolio.
Per il settore industriale è proposito del Governo di coordinare e sviluppare le fonti di energia, di concedere ulteriori sgravi alle esportazioni di prodotti metalmeccanici, di presentare una legge speciale per i cantieri navali e di favorire in ogni modo la riduzione dei costi l'aumento della produttività. Intende inoltre dare particolare aiuto alle piccole aziende e all'artigianato. Viene inoltre confermato l'appoggio del Governo alla proposta di legge presentata dai deputati del partito repubblicano italiano per incoraggiare il riassorbimento dei licenziati delle aziende. Si provvederà infine ad intensificare ed accelerare il processo di industrializzazione del Mezzogiorno.

AMENDOLA GIORGIO. Chiudendo le fabbriche.

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Le aziende di Stato saranno riordinate e vitalizzate per essere rese sempre più idonee agli scopi di interesse generale. Saranno disciplinati e resi più efficienti i controlli pubblici sulle aziende statali e parastatali e si darà rigorosa applicazione ai due ordini de1 giorno presentati dal mio illustre maestro, senatore Luigi Sturzo, votati unanimemente dal Senato e accettati dal governo Pella, per la eliminazione del cumulo delle cariche e della molteplicità degli incarichi ai cittadini e al personale impiegatizio e per la eliminazione delle gestioni fuori bilancio (Commenti).
Nel settore dell'agricoltura è necessario ottenere un ulteriore aumento della produzione anche attraverso una intensificazione delle colture ed un maggior impiego di mezzi tecnici.
Il Governo si propone, tra l'altro, di agire per la tutela dei redditi agricoli, evitando fluttuazioni che possano mortificare la valorizzazione delle campagne. Si farà carico, inoltre, di un riesame di tutto il problema dei contributi unificati.
Per quanto riguarda la riforma agraria il Governo darà innanzi tutto rapido adempimento alle leggi di riforma agraria in corso. Nel frattempo elaborerà la legge di riforma agraria definitiva e generale in ottemperanza ai principi della Costituzione, tenendo anche conto delle esigenze e delle capacità produttive delle aziende e dell'apertura sociale dei proprietari.
Farà pure luogo ad una revisione della legislazione sui patti agrari al fine di un effettivo progresso agricolo e sociale.
Il Governo darà inoltre efficace tutela al bracciantato e favorirti in ogni modo la formazione della piccola proprietà contadina e lo sviluppo della cooperazione agricola. Faremo nostre anche tutte le provvidenze predisposte per la tutela e lo sviluppo dell'economia montana. Considereremo infine le concrete possibilità per l'assistenza e la previdenza sociale ai coltivatori diretti.
Per l'edilizia e le opere pubbliche il Governo fa propri i provvedimenti di legge già presentati alle Camere sia dall'onorevole Pella che dall'onorevole Fanfani. Perfezionamenti ed integrazioni saranno apportati sulla base delle osservazioni già fatte in sede di discussione parlamentare e tenuto conto, in modo particolare, dell'opportunità di contribuire ad un miglioramento delle condizioni ambientali.
I provvedimenti per l'edilizia popolare dovranno consentire la graduale abolizione delle grotte, delle baracche e delle altre abitazioni improprie; il Governo favorirà inoltre, le iniziative e la mobilitazione dei mezzi per la costruzione di case popolari.
Le opere pubbliche si svilupperanno con particolare riguardo alle sistemazioni idriche (fiumi ed acquedotti) ed alle comunicazioni (strade e autostrade); saranno favorite inoltre le iniziative per la viabilità minore. La costruzione di scuole sulla base di un piano pluriennale dovrà servire a colmare le attuali deficienze e a provvedere al crescente fabbisogno anche per intensificare la lotta contro l'analfabetismo.
Per quanto si riferisce alla pubblica amministrazione il Governo confida nella sollecita approvazione della legge sul riordinamento dello stato giuridico ed economico degli statali, riordinamento da attuarsi con delega al Governo, per le parti riguardanti la disciplina delle carriere ed il trattamento economico, e con deliberazione diretta per la parte riguardante i modi e le forme di tutela degli interessi di categoria.
Al momento dell'approvazione della legge verrà anche fissato l'ammontare annuo degli aumenti e la loro decorrenza e si approveranno i relativi provvedimenti di copertura. Contiamo che la legge delegata possa essere definita nei termini stabiliti e ci impegniamo, nell'ipotesi di un qualsiasi ritardo, di far luogo ad un adeguato acconto.

DI VITTORIO. Di quanto?

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Nel campo dei rapporti di lavoro, i1 Governo conferma la volontà di formulare una legge sindacale che realizzi i principi sanciti dalla Costituzione, che concepisce lo Stato fondato sul lavoro. Il Governo si propone pure di mettere a punto un piano per la riorganizzazione della previdenza e della assistenza sanitaria e sociale, in modo da utilizzare con il massimo rendimento possibile i mezzi destinati a tale scopo.
Chiederemo, infine, al Parlamento di approvare la proposta di legge che prevede la costituzione di una Commissione interparlamentare per il completamento delle indagini sulla disoccupazione e sulla miseria.
Un ministro è stato particolarmente incaricato di coordinare gli interventi dello Stato nel campo del turismo, dello spettacolo e dello sport, in attesa della istituzione di un apposito Dicastero che ci proponiamo di sottoporre all'approvazione del Parlamento. Si tratta di settori diversi ma convergenti in un'unica finalità morale oltreché economica.
Agevolare e potenziare il turismo, com'è nei nostri propositi, significa incentrare un problema fondamentale dell'economia italiana, valorizzare il nome d'Italia e diffondere i tesori inestimabili della sua civiltà. Quanto allo spettacolo, data la sua diffusione ormai capillare, nessuno può disconoscerne l'importanza nella formazione della coscienza di un popolo e quindi della sua storia. Di qui la necessità di un più attivo interessamento da parte dello Stato non solo per quanti lavorano in questo settore, ma altresì per tutti gli artisti e gli uomini di pensiero, da cui trae alimento la vita morale di una nazione. Facilitare lo svolgimento della loro alta missione è compito altrettanto indispensabile per una vera democrazia sociale quanto quello di venire incontro ai lavoratori degli altri settori. Infine riteniamo che venga praticato da tutti i giovani e in ogni comune d'Italia lo sport inteso non come spettacolo o impresa economica, ma come palestra per la formazione fisica e morale degli italiani.
Ed è guardando all'avvenire della gioventù e della patria che consideriamo i problemi della scuola principale strumento di progresso della nostra società democratica. L'insegnamento è il mezzo per l'educazione dei giovani e l'istruzione è la forza animatrice della convivenza civile.
Tra i provvedimenti con cui intendiamo dimostrare questa nostra particolare consapevolezza primeggiano quelli destinati a combattere il residuo analfabetismo; pertanto si procederà a completare, in tutte le località, i1 corso elementare come fondamento necessario delle varie iniziative di educazione popolare.
E mentre ci sforzeremo di risolvere rapidamente la crisi dei quadri direttivi dalla scuola primaria, mezzi e sollecitudini non mancheranno per lo sviluppo della scuola materna e per favorire le iniziative atte a prolungare, a vantaggio di tutti, l'azione educativa della scuola fino al 14° anno di età.
Quanto all'istruzione secondaria, il Governo intende risolvere il problema delle classi di collegamento dei licei scientifici e degli istituti magistrali, sviluppare le scuole artigiane e tecnico-professionali, soprattutto nel Mezzogiorno, coordinare le iniziative di istruzione professionale nell'ambito del Ministero della pubblica istruzione, con particolare riferimento all'insegnamento professionale libero dei giovani e degli adulti, tenendo presente anche i risultati conseguiti in proposito nelle grandi aziende industriali.
La definitiva disciplina dell'esame di Stato per la maturità e l'abilitazione è, com'è noto, in corso di elaborazione.
Né minore attenzione sarà dedicata alla istruzione superiore e allo sviluppo della ricerca scientifica, secondo quanto sancisce nel suo ultimo capoverso l'articolo 33 della Costituzione: né sarà trascurata l'assistenza ai giovani laureati desiderosi di dedicarsi al lavoro scientifico.
E poiché è fine della nostra politica scolastica consentire a tutti la possibilità di progredire secondo il proprio merito, indipendentemente dalle singole condizioni economiche, affronteremo il problema dell'assistenza ai giovani meritevoli. Ci adopereremo per migliorare le condizioni degli insegnanti al fine di mantenere in essi la fiducia nella scuola e nello Stato che collabora con loro. E perché la loro missione si svolga in condizioni materiali di dignità, è necessario avviare a soluzione il problema dell'edilizia scolastica, sollecitando, innanzi tutto, aiuti per i comuni più poveri con stanziamenti effettivi.
Nei rapporti internazionali questo Governo intende perseguire una politica di pace, di collaborazione, di franca e sincera ricerca di soluzioni concordate circa i problemi fondamentali della libera convivenza tra i popoli.

ANFUSO. E Trieste? (Commenti).

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Appunto perché queste sono le nostre finalità, la politica estera del Governo continuerà a svilupparsi nel quadro della Comunità e dell'alleanza atlantica che - giova ripeterlo - oltre che patto di mutua difesa è e rimane strumento di pace e di solidarietà attiva nel campo dello sviluppo economico ed in quello del progresso sociale.
Come corollario della sua politica atlantica e della posizione che l'Italia occupa tra i popoli liberi dell'Europa, il Governo intende fermamente perseguire quei fini di integrazione europea che, sul piano politico difensivo ed economico, costituiscono la via maestra che l'esperienza e la storia ci additano perché l'Europa possa salvaguardare i valori e gli ideali della propria civiltà ed, allo stesso tempo, ricostruire e sviluppare la prosperità dei suoi popoli.
Una prima importante tappa su tale via è costituita da quella Comunità europea del carbone e dell'acciaio al cui funzionamento ed al cui perfezionamento l'Italia continuerà a dare il suo pieno e leale contributo.
In questo stesso spirito il Consiglio dei ministri, nella sua prima riunione, ha confermata la decisione di chiedere al Parlamento che prossimamente discuta e deliberi la ratifica del trattato per la Comunità europea di difesa (Applausi al centro - Commenti a sinistra e a destra).
L'importanza fondamentale che il Governo attribuisce agli strumenti per la progressiva unificazione dell'Europa non significa certo che si possano disconoscere o trascurare quelli che sono gli interessi particolari ed immediati, ma non per questo meno essenziali, propri del nostro paese. Il Governo è convinto che la Comunità dei popoli di cui siamo parte, tanto più può rafforzarsi quanto maggiore si dimostra la reciproca solidarietà e comprensione degli interessi vitali di ciascuno dei suoi componenti. Ed a questo convincimento, con non minore ardore e tenacia dei Governi che ci hanno preceduto, ispireremo la nostra azione per raggiungere finalmente quella soluzione di giustizia del problema del Territorio Libero di Trieste, reclamata dal paese e verso il quale si rivolge l'animo di tutta la nazione (Vivi applausi al centro - Commenti a sinistra e a destra).
Una volta risolto questo problema, che così profondamente oggi incide sulle nostre relazioni con il vicino paese adriatico, sarà possibile instaurare con la Jugoslavia quella collaborazione che, del resto, è suggerita dalla stessa complementarietà di struttura dei due paesi, e dalla loro posizione geografica.
Parallelamente a questa sua direttiva di azione atlantica ed europeista, il Governo si propone di intensificare la naturale politica di amicizia con quei paesi - anche se non membri dell'alleanza atlantica – particolarmente dell'America latina e del bacino del Mediterraneo, che ci Sono più vicini o per legami comuni di stirpe, di fede e di cultura o perché, traenti da una fonte comune il lievito principale della loro esistenza, sono a noi legati da secolari tradizioni di fiorenti commerci e di fruttuosa convivenza.
Particolare interesse il Governo annette allo sviluppo ed alla tutela del nostro movimento migratorio, sia temporaneo che permanente. A tal fine, ed anche in armonia con i voti ripetutamente espressi in Parlamento ed in altra sede, i1 Governo si propone di procedere ad una riorganizzazione delle strutture, oggi divise tra amministrazioni diverse e di addivenire alla ricostituzione del Commissariato per l'emigrazione, mettendolo in condizioni di dare disciplina unitaria a questa complessa materia.
Il problema dell'emigrazione italiana ed in genere quello della piena occupazione della nostra mano d'opera sovrabbondante, che incide pesantemente sulla situazione interna, è problema che l'Italia non può risolvere da sola.

DI VITTORIO. Sì può risolverlo da sola.

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Mentre desideriamo esprimere l'apprezzamento del Governo e del popolo italiano per l'opera fattiva svolta dagli enti internazionali, appositamente costituiti per affrontare alcuni aspetti fondamentali della questione, crediamo, altresì, di dover rivolgere da questa sede un vivo appello ai paesi alleati ed amici affinché collaborino, sempre più efficacemente, ad una feconda valorizzazione del lavoro, della tecnica e dell'ingegno italiani, favorendo l'afflusso dei mezzi di produzione del nostro paese e aprendo le porte alle forze del lavoro, così come sono aperte alle forze dello spirito e dei comuni ideali.
Il Governo intende anche dedicare le proprie cure ad incrementare gli scambi commerciali con l'estero e favorire le correnti di traffico già avviate, creando nuove possibilità di sbocco ai prodotti del nostro suolo e delle nostre industrie. In questo campo non abbiamo né accettiamo pregiudiziali preclusive. Certamente è auspicabile un incremento dei nostri traffici anche con il mondo orientale, alla condizione, troppo ovvia, che sia economicamente e finanziariamente conveniente (Commenti a sinistra).
Per le forze armate, esercito, marina ed aviazione, alle quali la Patria affida la difesa della pace e guarda con rinnovata fiducia, la nostra politica tenderà a perfezionare, approfondendola, l'organizzazione piuttosto che ad ampliarla, con una eccezione - nei limiti delle possibilità finanziarie - per quanto concerne l'aviazione. A proposito della quale si intende assicurare che il Governo considera giunto il momento di dare maggiore sviluppo alla nostra aviazione civile, e ciò mediante l'ampliamento degli aeroporti e il miglioramento dei servizi (Commenti a destra).
Ricorre quest'anno il decimo anniversario della liberazione di Roma dall'invasore straniero e della riconquista della sua libertà politica (Applausi al centro -- Interruzioni a destra).
Questo Governo, che assegna a se stesso per compiti fondamentali la difesa del grande patrimonio della libertà e dell'indipendenza della Patria, intende celebrare degnamente la ricorrenza, e spronare tutti, nel ricordo dei sacrifici compiuti, alle rinunce necessarie per evitare i1 ritorno ai passati funesti errori (Applausi al centro).

AMENDOLA GIORGIO. Noi siamo stati in prima fila!

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Questi, onorevoli colleghi, i nostri propositi.
Il compito che ci siamo prefissi è grave ed immensa è la nostra responsabilità. Personalmente sento tutta la insufficienza delle mie forze ... (Commenti e applausi a destra e a sinistra).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego! Si vede che non siete abituati alla modestia, evidentemente (Applausi – Commenti – Si ride)

SCELBA, Presidente del Consiglio dei ministri. Ho accettato l'incarico come un dovere irrecusabile, confidando nella valida e leale collaborazione di tutti i colleghi del Governo e nel concorso del Parlamento.
Ascriverò ad esclusiva disposizione della Provvidenza se potrò contribuire personalmente alla realizzazione di una maggiore giustizia sociale, alla causa della libertà e alla unità della patria (Vivi, prolungati applausi al centro - Commenti a sinistra e a destra).

On. Mario Scelba
Camera dei Deputati
Roma, 18 febbraio 1954

(fonte: Camera dei Deputati - Atti parlamentari - Resoconto della seduta di giovedì 18 febbraio 1954)


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