LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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DOPO LA MORTE DI DE GASPERI: INTERVENTO DI ADONE ZOLI AL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA DC
(Roma, 24 agosto 1954)

Dopo la morte di Alcide De Gasperi, il 19 agosto 1954, si riunisce il Consiglio Nazionale della DC, il cui Presidente era stato proprio De Gasperi dal 1946. Il Consiglio nazionale procede alla elezioni a nuovo Presidente del sen. Adone Zoli, il cui intervento viene di seguito riportato.

* * *

Amici miei, avrei desiderio, direi quasi bisogno, di non dover parlare. Nella mia vita ho avuto dei momenti non sereni, direi tragici, ma non sono mai stato così turbato come in questo momento.
Vi dirò che per la prima volta in vita mia, mi è accaduto di esitare lungamente nell'obbedire.
Ho sempre ritenuto che la obbedienza fosse il primo dovere di ogni iscritto ad un partito, ed ho obbedito sempre senza discutere.
Invece questa volta ho esitato, e debbo dire che c'è ancora in me una grande esitazione.
So bene che non si tratta di sostituire De Gasperi, mi hanno detto questo per incoraggiarmi.
De Gasperi non lo potrebbe sostituire nessuno, neanche gli uomini più eminenti del Partito, gli uomini che hanno autorità e prestigio ed ai quali il Consiglio nazionale per ragioni statutarie, non si è potuto rivolgere, avrebbero potuto sostituire De Gasperi.
Io so però che questo ufficio è un ufficio carico di responsabilità e di oneri, perché in esso si assomma la rappresentanza vostra, cioè del maggior organo permanente del Partito: e questo ufficio ha cambiato, per la settennale carica di De Gasperi, la sua fisionomia.
E' andato al di là di quello che era nella semplice lettera dello statuto, è andato al di là come prestigio, ed io sono veramente indegno di occuparlo.
Ma è andato al di là come interpretazione di compiti, compiti più alti di quello della semplice presidenza di una assemblea: ed io vi devo dire sinceramente (e credo che la sincerità sia qualità che tutti mi riconoscono) devo dire che mi sento notevolmente al di sotto della carica.
Perché ho accettato, perché accetto? Perché credo di comprendere che mi avete eletto in quanto sono sempre stato amico di De Gasperi, sempre devoto per 30 anni e fedele.
So che mi avete scelto, avete scelto il mio nome per il profondo attaccamento a questa Idea, di cui De Gasperi ci ha dato la definizione, dicendoci che cosa vuol dire Democrazia cristiana.
Vuol dire la sintesi della Religione, della Patria, della Famiglia, della Libertà, del Progresso, della Giustizia sociale.
A questa Idea noi siamo stati (e dico noi perché non sono io solo) profondamente attaccati.
Ci ha illuminato nella nostra giovinezza, poi l'abbiamo chiusa nel nostro cuore, ma non l'abbiamo nascosta.
Ci tengo a fare questa distinzione perché non l'abbiamo mai nascosta anche quando tacevamo. E gli altri sapevano di questo nostro sentimento, nonostante che non potessimo esprimerlo.
Noi abbiamo combattuto, abbiamo sofferto e finalmente un giorno abbiamo provato una gioia che voi giovani non potete immaginare: l'abbiamo vista rifiorire e trionfare, la abbiamo vista diventare la spina dorsale del nostro Partito, del nostro Paese e abbiamo visto che attorno a questa Idea venivate voi giovani con il vostro entusiasmo, con la vostra attività, con la vostra fede, e siete diventati la nostra speranza.
E c'è un'altra cosa, ed è che voi sapete che io sono fermamente convinto che niente può, niente deve - e quando una cosa non deve essere fatta non può essere fatta - niente può incrinare l'unità del Partito.
Solo quello che di meno buono può essere nell'animo nostro, può dividerci, ma tutto quello che c'è di buono e di puro non può che tenerci uniti.
Noi abbiamo una ispirazione comune che ci consente dissensi ma non ci consente contrasti.
E i dissensi noi li dobbiamo, li possiamo sempre superare con quella fraternità che abbiamo sentito in questi giorni nello stesso dolore comune di tutti, e che abbiamo visto nelle lacrime di tutti.
In questi giorni ci siamo sentiti e ci sentiamo ancora - perché il dolore non passa così presto - ci siamo sentiti fratelli, e fratelli dobbiamo restare.
Questo è quello che io penso: ora con questa profonda fede, con questa calda fraternità, con questo ricordo costante di Alcide De Gasperi, io cercherò di svolgere il compito che mi avete affidato, non per me, ma per il Partito.
Dio mi aiuti perché la mia opera possa corrispondere alla vostra fiducia e alla vostra aspettativa.

Sen. Adone Zoli
Consiglio Nazionale della DC
Roma, 24 agosto 1954

(fonte: biblioteca Butini)


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