LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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VI° CONGRESSO NAZIONALE DELLA DC: MOZIONE FINALE
(Trento, 14-18 ottobre 1956)

Il VI° Congresso nazionale della Democrazia Cristiana si svolge a Trento, in memoria della scomparsa di Alcide De Gasperi avvenuta due anni prima: questo è il primo congresso del partito dopo la morte dello statista trentino.
La Democrazia Cristiana, saldamente guidata da Amintore Fanfani, approva in Congresso la seguente mozione.

* * *

1) Il Congresso Nazionale della D.C. constata che la dottrina sociale cristiana ed il programma della D.C., presentato già nel 1943 e completato e specificato successivamente nei Congressi e nei Consigli Nazionali del Partito, hanno costantemente e coerentemente ispirato per 12 anni l'azione della D.C. in una partecipazione intensa ed altamente responsabile alla vita politica e amministrativa della Nazione, arrecando evidenti benefici effetti nella ricostruzione del Paese, nella conformazione e nel consolidamento degli istituti democratici, nella difesa della libertà, nell'attuazione delle riforme sociali, nella instaurata feconda solidarietà dei popoli liberi.

2) Rivolge pertanto con gratitudine e fierezza il suo pensiero ad Alcide De Gasperi, che della grande opera fu iniziatore guida, e a quanti con sacrificio e dedizione impiegarono ogni loro migliore energia per l'affermazione della D.C., consapevoli con ciò di servire gli interessi permanenti del popolo italiano.

3) Impegna il partito a un ulteriore e attento approfondimento delle ragioni ispiratrici e della sostanza ideologica della propria politica, anche per farle conoscere sempre più diffusamente al corpo elettorale, che con i suoi vasti e costanti consensi ha sostenuto e sostiene l'opera della D.C.

4) Ritiene che il rafforzamento organizzativo, richiesto con particolare voto al Congresso di Napoli e sinora svolto con tanta efficacia; debba essere proseguito quale strumento insostituibile di formazione degli iscritti, per il costante e tempestivo accostamento del corpo elettorale, per l'incontro e vicendevole fecondo inter-cambio di istanze e comunicazioni fra il popolo e le rappresentanze politiche e amministrative del partito.

5) Ritiene, dopo attento esame dei gravi e molteplici problemi che devono essere risolti nei prossimi anni per garantire lo sviluppo democratico in Italia, che la D.C. abbia, per le sue tradizioni, la sua ideologia e il suo programma, la piena capacità di suggerire, determinare e realizzare le soluzioni più idonee e efficaci.
In particolare il Congresso impegna il partito e le rappresentanze politiche e amministrative della D.C.:
a) a condurre a termine la realizzazione della Costituzione repubblicana;
b) a difendere e consolidare lo Stato democratico;
c) a perseguire e sviluppare la solidarietà politica ed economica fra i Paesi atlantici, favorendo in particolare ogni concreta iniziativa di unificazione europea, nell'intento di garantire la pace nella sicurezza dei popoli;
d) a svolgere una vasta politica dell'istruzione e di educazione;
e) a esplicare e attuare il Piano Vanoni, valorizzando l'agricoltura, estendendo la proprietà coltivatrice, e sviluppando l'industria grazie anche a una razionale utilizzazione delle fonti di energia e una intensificazione della ricerca scientifica e tecnica;
f) a completare l'iniziativa politica per il Mezzogiorno e le zone depresse;
g) a una coraggiosa politica sociale del lavoro.
Specifiche determinazioni di tale politica sono contenute nella relazione del Segretario politico, che il Congresso ritiene debba essere posta a base del necessario attento approfondimento di tali problemi e dell'azione conseguente.

6) Il Congresso, in conformità alla vocazione e alla tradizione del Partito, auspica che continui la collaborazione delle forze democratiche oggi fecondamente unite nel Governo presieduto dall'onorevole Segni, al fine di perseguire nella libertà il progresso civile e sociale e nella fiducia che siano rese in tal modo sempre più ampie e sicure le basi dello Stato democratico.
Di fronte a ogni eventuale e auspicabile allargamento della base democratica del Paese, il Congresso ritiene che sia stretto dovere vigilare, affinché accrescimenti apparenti o effimeri, compromettendo la sostanza della politica democratica sul piano interno e internazionale, non portino all'arresto del reale sviluppo democratico della Nazione.
In tale senso dà mandato agli organi responsabili del partito di prendere di volta in volta ogni decisione atta ad assicurare, sulla base del programma e della funzione propria della D.C., gli interessi del Paese.

7) Il Congresso, dal suo ampio, libero, sereno dibattito ha tratto la certezza che nel nuovo sforzo la D.C. sarà vigorosamente unita, meritandosi ancora una volta l'efficace e fraterno appoggio di tutte le forze cristiane e di vasti consensi del corpo elettorale. Su di essi conta per compiere l'opera a cui da oggi con rinnovata decisione essa si accinge per la libertà, il progresso democratico, Ia sicurezza e la pace del popolo italiano.

Mozione finale
VI° Congresso nazionale della DC
Trento, 14-18 ottobre 1956

(fonte: biblioteca Butini)


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