LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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DAL CONGRESSO DI TRENTO AL CONGRESSO DI FIRENZE: VERBALI DEL CONSIGLIO NAZIONALE E DELLA DIREZIONE CENTRALE DEL 1956
(Roma, 31 ottobre 1956 - 15 novembre 1956)

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31 ottobre 1956: riunione del Consiglio Nazionale

(Dichiarazioni di Fanfani sugli eventi dell'Europa Orientale e del Vicino Oriente. Zoli rieletto presidente del Cons. Naz. – Fanfani rieletto segretario politico della D.C. - Dal Falco eletto segretario amministrativo. I membri della nuova Direzione del Partito)

L'on. Fanfani, aprendo i lavori del Consiglio nazionale, prima di indire l'elezioni del nuovo presidente del Consiglio nazionale stesso e delle altre cariche previste dallo statuto del partito, ha pronunziato le seguenti parole:
« Amici consiglieri: intellettuali, operai, contadini, donne ed uomini, vecchi e giovanetti d'Ungheria hanno mostrato a prezzo della vita che nessuna oppressione è capace di distruggere nell'animo umano l'anelito alla libertà.
« Al primo annunzio della generosa insurrezione la segreteria politica della Democrazia Cristiana ha invitato tutte le sezioni a convocare gli iscritti per manifestare sensi di affettuosa solidarietà con gli insorti, di cordoglio per le vittime della repressione, di condanna per i responsabili di uno stato di cose evidentemente insopportabile per creature umane. Le sezioni hanno risposto prontamente all'appello.
« Il Consiglio nazionale, riunito per la prima volta dopo il VI congresso, deve premettere ad ogni altro suo atto una solenne professione di solidarietà per quanti in Ungheria ancora una volta hanno levato alto il vessillo della libertà.
« La vastità e il disperato eroismo della insurrezione hanno pronunziato la più solenne condanna delle presunte benemerenze di un regime, sfacciatamente vantate da tutti coloro che non furono ed ancora non sono capaci di intendere l'impossibilità che il bene, il benessere, la libertà, la giustizia, la pace possano scaturire da sistemi generati da una dottrina intrinsecamente falsa.
« Sono già molte le ragioni teoriche della erroneità della dottrina comunista. Tanti misfatti dei suoi propalatori hanno mostrato in quarant'anni la sua pratica inumanità. Ma la ribellione incruenta di Polonia, ed ancor più quella cruenta di Ungheria, dànno l'ultima prova che nulla di buono è da attendersi da principii errati.
« La Democrazia Cristiana nella sua dottrina e nella sua azione non mancò mai di appellarsi all'intelligenza del popolo italiano per metterlo in guardia contro i falsi profeti di catastrofiche innovazioni. Ora che in paesi comunistizzati vede raccogliere la prova storica della validità delle sue, affermazioni e previsioni, la Democrazia Cristiana si compiace con il popolo italiano che l'ha aiutata ad impedire nella nostra terra così tristi esperienze; ed esorta il nostro popolo, da tanto tristi esperienze risparmiato, ad esprimere con la parola e con gli atti solidarietà completa con quanti, dopo dodici anni di schiavitù, chiedono di poter godere la libertà e di poterne esperimentare i benefici.
« La Democrazia Cristiana apprezza quanto il Governo ha prontamente fatto in sede parlamentare e diplomatica per esprimere la sentita solidarietà del popolo italiano con i combattenti ungheresi per la libertà. Tale opera sarà certamente perfezionata, avendo tra i suoi più fermi sostenitori il partito della Democrazia Cristiana.
« La solidarietà degli uomini liberi possa incoraggiare i patrioti ungheresi nella loro eroica lotta, ammonire gli antichi oppressori a mostrare il vantato amore per l'umanità dando ai propri connazionali la libertà richiesta, e consigliare il popolo russo a non poggiare la propria sicurezza sulla soggezione di altri popoli, ma sulla amicizia sorgente da libere decisioni di liberi parlamenti. Auguriamoci quindi che in breve i sacrifici del sangue e la solidarietà nel bene possano produrre gli attesi frutti per la rinata Ungheria.
« Ma, affinché, mentre rinasce una speranza di libertà sul nostro Continente, non si accendano focolai di guerra in Continenti vicini, c'è da formulare un altro auspicio: quella che i popoli i quali già godono la libertà non la usino per minacciare altri popoli o per approfittare delle loro difficoltà.
« I popoli liberi dell'Occidente vinceranno la loro generosa battaglia a favore della libertà, se sapranno mantenersi fedeli al loro programma in ogni circostanza e vorranno solidamente sostenerlo senza strappi o concessioni ingiustificabili.
« Nel momento in cui i popoli oppressi dell'Est guardano al nostro Occidente, i popoli dell'Occidente devono evitare atti che disilludano gli speranzosi e diano parvenza di giustificare gli oppressori. Quello che nel comunismo si condanna, non dev'essere compiuto da nessun altro.
« In base a questi principi la Democrazia Cristiana ha orientato il popolo italiano a condannare le azioni comuniste sopraffattrici. In base agli stessi principii la Democrazia Cristiana non può non orientare il popolo italiano a condannare interventi debiti o azioni ingiuste da chiunque commesse. Così la Democrazia Cristiana recherà il suo contributo alla solidarietà tra i popoli liberi ed al sorgere tra i popoli oppressi di nuove speranze ».

Unanime approvazione.

Unanimi, prolungati applausi dell'assemblea hanno salutato le parole dell'on.le Fanfani, il quale ha quindi indetto la votazione per la elezione del presidente del Consiglio Nazionale, proponendo che venissero nominati scrutatori i consiglieri Carraro, Rampa e Donat-Cattin.
La proposta è stata approvata, e, ultimata la votazione, l'on. Fanfani ne ha proclamati i risultati come segue: presenti e votanti 103; Zoli voti 69; voti dispersi 1; schede bianche 33.
Così è risultato rieletto presidente del Consiglio nazionale il sen. Adone Zoli. I presenti ne hanno accolto l'annuncio con vivissimi applausi; e l'on. Fanfani ha espresso, a nome di tutti i consiglieri nazionali e del partito, l'augurio più affettuoso all'amico Zoli per la nuova opera che si accinge ad intraprendere seguendo la tradizione dei due ultimi anni. « Già altra volta ho avuto occasione di dire quale gratitudine il partito debba all'on. Zoli: aggiungere altre parole sarebbe vuota retorica », ha proseguito Fanfani, il quale ha assicurato il nuovo presidente che tutti seguiranno, con affetto e con gratitudine, la sua tranquilla e sicura guida.
Tutti i consiglieri hanno vivamente applaudito, e il sen. Zoli ha detto:
« Carissimi amici, molti di voi ricorderanno che, quando un triste giorno dell'agosto 1954 il Consiglio nazionale mi chiamò alla carica di presidente, ero profondamente turbato, in primo luogo perché avevo la coscienza di non essere degno di succedere ad Alcide De Gasperi e di non avere le capacità necessarie per coprire la carica; in secondo luogo, per una preoccupazione relativa alla situazione interna del partito. Il difficile momento politico, succeduto alle elezioni del 7 giugno, le difficoltà nella formazione dei governi, la situazione parlamentare sempre più delicata avevano determinato un certo scoramento anche all'interno del partito. Fu in tale stato d'animo che accettai l'elezione ringraziando per l'onore che mi veniva fatto.

Il ringraziamento di Zoli.

« Oggi il mio ringraziamento è fatto con animo ben più tranquillo e sereno. Resta sempre in me la convinzione di non essere degno di ricoprire la carica che è stata di Alcide De Gasperi, nonché il dubbio di non avere le qualità necessarie per assolvere i delicati compiti ad essa connessi. Si aggiunga la considerazione che oggi sono entrate nel Consiglio nazionale altre persone più degne di me. Oggettiva- mente sono però sereno e sicuro: il congresso di Trento è stato — come direbbe La Pira — una cosa grande; il partito, nei giovani e negli anziani ha mostrato un senso di responsabilità, una maturità, una volontà di approfondire i problemi e un entusiasmo veramente notevole. Queste sue qualità lo legittimano ancora una volta alla direzione del Paese.
« Il congresso è stato poi — ed è altrettanto importante — dimostrazione della unità del partito, che non consiste nella mancanza di divergenza sui mezzi strumentali dell'azione, i quali possono essere visti in modo diverso, proprio per assicurare le esigenze della democrazia interna. L'unita può essere sicuramente attuata attraverso la identità della ispirazione e nell'identità delle mete. Questa lieta constatazione non ci esime dal continuare lo sforzo, anche perché eventi esterni e le possibili ripercussioni di essi all'interno possono dare, insieme con motivi di preoccupazione, motivi di speranza. Lo sforzo non è fallito, amico Fanfani; ma, amici del Consiglio nazionale, il partito deve continuare ad essere vigilante ed attivo, come prima e più di prima; questo chiedo al Consiglio nazionale, assicurandogli la mia fervida collaborazione. Con questo proposito guardiamo insieme all'avvenire con fiducia, anzi con certezza ».
Dopo un vivissimo applauso del Consiglio, il presidente Zoli ha indetto la votazione per l'elezione del segretario politico.
L'on. Andreotti, prendendo la parola per dichiarazione di voto, ha osservato che la logica dell'atteggiamento già seguito a Trento, ove con i suoi amici votò il nome di Fanfani, lo porterebbe a seguire lo stesso criterio anche nella presente votazione. Così facendo si avrebbe però una posizione discriminatoria rispetto alle altre votazioni. Egli in proposito non poteva rifarsi che alle proposte presentate per la riforma dello statuto per ciò che concerne l'elezioni della Direzione, rinviate dal congresso in sede di legge delegata al Consiglio Nazionale.
A un tale stato di cose si sarebbe potuto ovviare con la iniziativa presa di invitare anche i gruppi cosiddetti di minoranza a far parte della Direzione. Non vi è stata però — ha proseguito l'on. Andreotti — in coloro che ricevevano una tale offerta una sensazione precisa della sua natura e dell'intensità di effettivo calore nei proponenti. Nelle presenti condizioni, senza che per altro ciò volesse significare una minor compattezza del partito, in attesa che vengano discusse le modifiche cui si era riferito, egli non poteva dunque che votare scheda bianca.

Dichiarazioni di Rumor.

L'on. Rumor, in relazione alla dichiarazione di voto di Andreotti, ha precisato che effettivamente da parte della maggioranza è stato fatto a tutte le minoranze un invito a partecipare alla Direzione, con sincerità, nello spirito di unità e di collaborazione delineatosi al congresso di Trento e nella forma ritenuta più appropriata. Alcuni amici hanno ritenuto di non poter aderire a tale invito e le loro ragioni obbiettive sono pienamente rispettate. Comunque, anche se tale forma di collaborazione direzionale non è possibile, è tuttavia ugualmente certo — ha concluso l'on. Rumor — che la collaborazione più fraterna ed amichevole fra tutti si eserciterà nell'ambito del Consiglio nazionale.
Galloni. rilevando che la votazione per l'elezione del segretario politico del partito rappresenta la sintesi dei risultati del congresso, ha affermato a sua volta che questo ha posto in luce talune divergenze, ma non certo sostanziali, sui fini, bensì di carattere strumentale, che si sono manifestate nell'impostazione dei principali problemi politici che sono di fronte al partito, nonché sul modo di organizzare la sua vita interna. Da parte sua e dei suoi amici ci si è sforzati di tendere alla maggiore unità: lo stesso strumento della proporzionale avrebbe dovuto servire ad accentuare l'unità. Egli ha aggiunto che la proposta di collaborare in seno alla Direzione non veniva accettata da lui e dai suoi amici, in quanto ritengono che essa si debba porre soltanto in momenti eccezionali della vita del partito, mentre per ora si deve attendere al fine di realizzare una sempre maggiore omogeneizzazione. Tuttavia l'offerta veniva apprezzata come l'atto che inizia un clima nuovo e tende ad eliminare ogni cristallizzazione di gruppi all'interno del partito. La scheda bianca dei consiglieri della « Base » avrebbe quindi avuto il significato di una attesa — concludeva Galloni — preludio di ulteriori atti di collaborazione, e nello stesso tempo avrebbe indicato la disposizione a collaborare, nelle forme, nei modi e nei tempi più opportuni — specie nelle commissioni auspicate dal congresso — per trovare sempre maggiori punti di convergenza.
Quindi il presidente Zoli ha proclamato i risultati della votazione per l'elezione del segretario politico: presenti e votanti 104; Fanfani voti 73; voti dispersi 1; schede bianche 30. In tal modo è risultato eletto segretario politico del partito l'on. Amintore Fanfani, cui sono nati tributati vivissimi prolungati applausi.

Gratitudine a Magrì.

Il presidente Zoli ha indetto poi la votazione per la, elezione del segretario amministrativo, avvertendo che il sen. Magrì ha scritto una lettera che annuncia il fermo proposito di non accettare un eventuale rinnovo della carica. Il Consiglio nazionale avrebbe deciso, ma, ha soggiunto il presidente, in attesa del voto, egli sentiva il dovere di esprimere, a nome di tutti, la più viva gratitudine, al sen. Magrì per la passione, la comprensione e la competenza di cui, ha dato continue prove nell'espletamento del suo delicato ed oneroso incarico.
Cessati gli applausi indirizzati dai presenti al sen. Magrì, il sen. Zoli ha proclamato i risultati della votazione per l'elezione del segretario amministrativo: presenti e votanti 103; Dal Falco voti 65; voti dispersi 1; schede bianche 37. E' così risultato eletto segretario amministrativo del partito il dott. Luciano Dal Falco.
Il sen. Zoli ha indetto quindi la votazione per l'elezione della Direzione del partito; e ha proposto di chiamare a far parte del Consiglio nazionale, così come è stabilito nello statuto, i rappresentanti delle ACLI, dell'Associazione dei Maestri Cattolici, della Confederazione Coltivatori Diretti e del Movimento Cooperativo. Ha precisato che in precedenza era rappresentata nel Consiglio anche la CIDA; ma, poiché il suo presidente on. Togni è già consigliere nazionale in rappresentanza del gruppo democristiano della Camera, non si riteneva di dover chiamare un altro rappresentante per tale organizzazione, in quanto questa è già validamente rappresentata dall'on. Togni (applausi). Ha soggiunto che, secondo lo statuto, si dovrebbe procedere anche all'elezione del Collegio dei Probiviri, ma la cosa non era ancora possibile in quanto il congresso di Trento ha deliberato che tale elezione sia sospesa fino a che non si sia provveduto a modificare il relativo articolo dello statuto.

La riforma dello statuto.

Ha proposto anche che il Consiglio nazionale nominasse una Commissione per la riforma dello statuto, con l'incarico di riferire ad uno dei prossimi Consigli nazionali, la quale fosse così composta: presidente on. Fanfani; segretario on. Gui; membri: Ceschi, Piccioni, Carraro, Dalvit, Sibille, Radi, Romani, Ripamonti, Marazza. Le proposte del presidente Zoli sono state approvate.
Essendo intanto avvenuta la votazione, Zoli ha proclamato i risultati per l'elezioni della nuova Direzione: presenti e votanti 103; hanno avuto voti: Salizzoni 73; Rumor 72; Barbi 71; Magri 71; Odorizzi 71; Gui 70; Malfatti 70; Branzi 69; Forlani 69; Radi 69; Santoro-Passarelli 69; Salomone 68. Alcuni voti erano andati dispersi.

Fanfani conclude.

Pertanto il sen. Zoli ha proclamato eletti i consiglieri nazionali suddetti a membri della Direzione del partito. Ha infine indetto la votazione per la nomina del direttore del quotidiano del partito, la quale ha avuto il risultato seguente: presenti e votanti 97; Bernabei voti 72; voti dispersi 7; schede bianche 11; schede nulle 1.
Zoli ha proclamato eletto direttore de « Il Popolo » il dott. Ettore Bernabei, e ha dato quindi la parola al segretario politico on. Fanfani.
« Il vostro voto — ha detto l'on. Fanfani – - merita una parola di gratitudine da parte mia. E la dico sincera ed affettuosa.
« Il mandato che mi date attende un'assicurazione. Ed essa viene pronta e chiara. Il programma, approvato dal nostro VI congresso nazionale avrà in me un fedele esecutore desideroso di non mandare deluse le speranze nuovamente fiorite, e di attuare i propositi di approfondita ricerca, di migliorata organizzazione, di concorde azione che al congresso di Trento tutti hanno formulato.
« Non è tempo questo di far commenti a quanto insieme decidemmo a Trento. E' tempo di mettersi all'opera. E con il vostro voto a ciò mi avete implicitamente incitato. Con i collaboratori che mi avete dato, cercherò di non obliare il vostro mandato. Confido nella vostra collaborazione e in quella di tutti gli amici delle sezioni, dei comitati, delle amministrazioni locali, dei gruppi parlamentari e del Governo, ai quali tutti invio un saluto cordiale ed un augurio di fecondo lavoro ».
Alle ore 12,30 il presidente Zoli ha dichiarato chiusi i lavori del Consiglio nazionale ed ha comunicato che la nuova Direzione è convocata per le ore 11 del 3 novembre.

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3 novembre 1956: riunione della Direzione Centrale

(L'on. Rumor riconfermato vice segretario politico. L'on. Gui nominato segretario per l'organizzazione e il sen. Magrì segretario per la SPES. I problemi che il Partito dovrà prossimamente affrontare prospettati dall'on. Fanfani)

Il Segretario politico ha porto ai membri della Direzione Centrale il suo cordiale saluto ed augurio per l'attività che la Direzione del Partito è chiamata a svolgere sulle linee fissate dal VI Congresso nazionale della D.C., ed ha indicato i più importanti problemi che il Partito dovrà affrontare nell'avvenire. La Direzione ha quindi proceduto alla elezione delle cariche statutarie.
L'on. Mariano Rumor è stato nominato vice segretario politico.
L'on. Luigi Gui è stato nominato segretario per l'organizzazione e il prof. Domenico Magrì segretario per la SPES, avendo il dott. Arnaldo Forlani chiesto alla Direzione di essere destinato ad altro incarico.
La Direzione ha successivamente eletta la Giunta Esecutiva composta dal Segretario politico, dal Vice Segretario politico, dal Segretario Amministrativo, dal Segretario per l'organizzazione e dal Segretario per la SPES.

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5 novembre 1956: riunione della Direzione Centrale

(Una risoluzione della D.C. sugli esecranti fatti dell'Ungheria. Il totale fallimento del sistema comunista. Nuova atroce dimostrazione di servilismo all'URSS dei capi del PCI. La coerenza della linea democristiana. Auspicio di pacifiche soluzioni per Suez)

L'on. Fanfani ha svolto una relazione sulla situazione internazionale con particolare riferimento agli avvenimenti ungheresi. E' stata quindi approvata la seguente risoluzione:
1) La Direzione Centrale della Democrazia Cristiana si unisce alla protesta e alla esecrazione di tutti gli uomini liberi per l'orrenda repressione con la quale le Armate dell'Unione Sovietica hanno soffocato nel sangue l'anelito dell'eroico popolo ungherese verso la libertà e l'indipendenza nazionale.
La Democrazia Cristiana -- conscia di interpretare il sentimento unanime degli italiani -- eleva un saluto commosso all'eroica popolo dell'Ungheria, china reverente i suoi vessilli nel ricordo dei Caduti, dei Martiri, delle vittime che hanno testimoniato al mondo un indomito amore per la libertà senza la quale non vi è per gli uomini speranza alcuna di umana dignità.
Il carattere popolare, la partecipazione di giovani, operai, contadini, intellettuali, la vastità nazionale della insurrezione ungherese documentano infatti ad un tempo la unanime rivolta contro il regime comunista da dieci anni imperante in Ungheria, e l'ansia disperata al punto da affrontare i rischi della morte -- di rovesciare un sistema di fame e di schiavitù fondato sul terrore poliziesco e sul controllo delle armate sovietiche.
La volontà chiaramente manifestatasi nei giorni della insurrezione di dare all'Ungheria un regime di libertà democratica fondato sulla pluralità dei partiti, sulla indipendenza nazionale garantita dall'allontanamento dell'armata sovietica e di distacco dal patto di Varsavia, sulle tradizioni di civiltà cristiana invano sopraffatta e conculcata con dieci anni di persecuzioni contro la Chiesa e la tradizione cattolica in Ungheria, rivela la condanna totale del sistema comunista nelle sue ispirazioni, nelle sue strutture, nei suoi metodi, nelle sue finalità; indica — con la testimonianza gloriosa del sangue dei lavoratori e degli studenti cui invano si è rivolta la lusinga corruttrice del comunismo — la veridicità della denuncia con la quale la Democrazia Cristiana ha costantemente additato nel comunismo una ideologia, e nel regime comunista un sistema intollerabili alla coscienza umana e inconciliabili con i più elementari diritti.
2) L'Unione Sovietica ed i suoi dirigenti — costretti dalla ferrea logica di un sistema tirannico e intollerante — hanno dato la più terribile e deludente risposta a quanti si erano illusi sulla possibilità della correzione degli errori, soffocando nel sangue e nel terrore la speranza di libertà appena nata dall'eroismo e dal sacrificio del popolo magiaro.
La violazione patente della indipendenza altrui, la grezza viltà dell'inganno teso ai nuovi dirigenti ungheresi, la spietata e fulminea violenza della repressione confermano che il comunismo non solo disprezza i diritti elementari delle genti, ma riconduce i rapporti tra i popoli a metodi che non hanno riscontro se non nelle ore più oscure e barbariche dell'umanità.
3) La Democrazia Cristiana che non ha mai cessato di richiamare alla coscienza degli italiani il rischio mortale che il comunismo rappresenta per la civiltà e la libertà dei popoli e delle persone e la impossibilità di correggerne gli errori e gli orrori mantenendone i principi — eleva ancora una volta la sua voce per additare la tragedia ungherese come tremenda testimonianza della esattezza della sua denuncia. Richiama l'attenzione delle libere coscienze sul miserando spettacolo di soggezione servile nei confronti dell'Unione Sovietica cui sono costretti i capi comunisti italiani, tra il disprezzo degli uomini liberi. Proprio questa recente esperienza dimostra che chiunque intenda militare con schiettezza nel campo democratico deve scegliere in modo non equivoco una strada che lo opponga al comunismo.
4) La Democrazia Cristiana approva l'azione coerentemente condotta dal Governo italiano in seno alle Nazioni Unite per ristabilire il rispetto della indipendenza e della libertà del popolo ungherese, e lo invita a proseguirla.
5) La Democrazia Cristiana, certa che il processo di dissolvimento — rivelato dall'insurrezione ungherese — è inarrestabile nelle coscienze dei popoli, crede che ad accelerarlo siano necessarie la solidale fermezza e la consapevole unità dei popoli liberi. Dolorosamente constatando che esse nei mesi scorsi non hanno potuto apparire salde quanto sarebbe stato necessario per la difesa della libertà, la Democrazia Cristiana si augura che Israele ed Egitto, Francia ed Inghilterra diano esecuzione all'invito dell'ONU, facilitando l'avvio a soluzione dei vitali problemi delle relazioni tra Israele e gli Stati Arabi e del transito sicuro, conveniente, libero, internazionalmente garantito del Canale di Suez, mediante pacifiche trattative nel quadro dell'ONU.
Così le Nazioni dell'Occidente mostreranno ancora una volta la coerenza della loro politica ai principii che ispirano i sistemi democratici e potranno orientare tutti i popoli in cerca di benessere in una atmosfera di libertà.

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13 novembre 1956: riunione della Direzione Centrale

(La D.C. garante della libertà e della Costituzione contro la spregevole condotta dei comunisti italiani. Dopo la tragica repressione della rivolta magiara, impegnate tutte le forze del partito per lo sviluppo democratico del paese. Un incoraggiamento al governo e un invito ai gruppi parlamentari. Promossa una giornata nazionale per l'Ungheria, compiacimento e plauso per i successi elettorali)

L'on. Fanfani ha comunicato i risultati delle elezioni regionali nel Trentino-Alto Adige, delle elezioni amministrative nella Valle d'Aosta, nel collegio provinciale di Finale Ligure ed in comuni di varie provincie, rilevando la netta vittoria conseguita dalla Democrazia Cristiana, documentata da un cospicuo aumento di voti nelle elezioni regionali del Trentino-Alto Adige e in quelle della città di Aosta, del collegio provinciale di Finale Ligure e dell'aumento del numero dei Comuni a maggioranza democratico-cristiana. Tali risultati acquistano particolare significato considerando che essi s'accompagnano con una diminuzione dei voti delle estreme e particolarmente del partito comunista.
L'on. Fanfani ha espresso la gratitudine del partito agli amministratori regionali e comunali, ai dirigenti, ai responsabili di seggio ed agli iscritti della D.C. che hanno dato con la loro azione realizzatrice ed illuminatrice un largo contributo ad un così brillante successo elettorale. La direzione si è calorosamente associata al Segretario politico nel compiacimento e nel plauso.
La direzione centrale, venendo quindi a considerare la situazione politica, ha esaminato in special modo l'atteggiamento dei comunisti italiani di fronte agli interventi sovietici in Ungheria e lo ha recisamente condannato come clamorosa testimonianza del disprezzo del partito comunista sempre manifestato nei confronti delle essenziali leggi di civile ed umana convivenza che sono alla base di ogni ordinamento democratico e particolarmente di quello su cui si regge la Repubblica Italiana.
Fiera di poter constatare ancora una volta come la presenza e l'azione costantemente svolta dalla Democrazia Cristiana nel passato decennio sul terreno politico e sociale abbia risparmiato agli italiani la tragica sorte toccata ai popoli dell'Est europeo, la direzione centrale allo scopo di accrescere i risultati positivi di tale azione impegna tutte le forze del partito ad assicurare — con lo slancio e la fermezza che nascono da profonde convinzioni — lo sviluppo democratico e la vigorosa difesa del popolo italiano dalla minaccia comunista.
La direzione del partito ha constatato con soddisfazione come le iniziative immediatamente prese per interpretare la rivolta morale della coscienza popolare italiana e confortare moralmente e materialmente il popolo ungherese hanno trovato largo consenso.
La direzione ha quindi approvato l'azione condotta dal Governo per ottenere dall'ONU una decisione rivolta a far cessare la terribile strage del popolo d'Ungheria. Ha invitato il Governo a proseguire l'azione cooperando alle iniziative che sul piano internazionale verranno prese in favore della indipendenza del generoso popolo magiaro e per alleviarne le sofferenze.
Interprete delle attese della pubblica opinione preoccupata delle prese di posizione comuniste, la direzione della Democrazia Cristiana incoraggia i suoi rappresentanti al Governo a svolgere l'azione nel momento attuale più efficace per la difesa delle istituzioni e del costume democratico, indispensabili garanzie per lo sviluppo economico e sociale del Paese in clima di libertà. Invita i Gruppi parlamentari democristiani a promuovere iniziative legislative appropriate a favorire l'ulteriore sviluppo democratico in Italia, ad impedire offese alle libertà civili e politiche garantite dalla Costituzione ed esaltazioni della violenza come metodo di lotta politica.
In segno di doveroso omaggio ai combattenti ed ai caduti per la libertà e di ammonimento per quanti hanno diffamato la loro memoria e il loro sacrificio la direzione centrale ha invitato i consiglieri comunali democristiani a presentare in seno ai Consigli la proposta di intitolare una piazza o una via del Comune agli insorti di Ungheria; ha deliberato di fare indire da tutte le sezioni del partito nella giornata del 9 dicembre p.v. una pubblica manifestazione per illustrare al popolo la gloriosa vicenda della insurrezione ungherese; e di pubblicare e di diffondere un volume che documenti la linea tenuta dai dirigenti del partito comunista di fronte al manifestarsi e all'evolversi della crisi ungherese. La direzione centrale non ha alcun dubbio sull'esito finale della lotta che gli uomini liberi conducono contro il comunismo. Nell'intento di contribuire ad affrettarne la conclusione nel nostro Paese, la Democrazia Cristiana chiama attorno a sé tutti i cittadini e le forze che sinceramente intendono conservare in Italia liberi e democratici sistemi di vita politica. assicurando che essa non verrà meno al compito che la storia e il popolo italiano le hanno affidato.

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14 novembre 1956: riunione della Direzione Centrale

(Relazione del sen. Caron sulla conferenza mondiale dei movimenti democratici cristiani. Approvate le proposte per la organizzazione in Italia del Congresso delle Nouvelles Equipes Internationales e la Conferenza del Comitato Intercontinentale dei Partiti Democratici cristiani. Relazione del Segretario Organizzativo sulle operazioni del tesseramento 1956. Approvate le direttive e le norme per la campagna del tesseramento 1957. Invito alle Sezioni ed ai Comitati Provinciali per la maggiore diffusione della stampa. Fissata la data per la Festa del Socio)

Il sottosegretario Caron ha riferito sui lavori della Conferenza mondiale dei Movimenti democratici cristiani, svoltasi a Parigi 1'8 e 9 novembre, e alla quale il sen. Caron e il dott. Nobili hanno rappresentato la Democrazia Cristiana.
Il sen. Caron ha messo in evidenza che la Conferenza sia per quanto riguarda le prospettive di collaborazione politica che quelle dei rapporti strutturali tra i vari Movimenti democratici cristiani, ha conseguito il riconoscimento delle essenziali ispirazioni comuni.
Il sen. Caron ha comunicato di aver proposto che la Conferenza del Comitato intercontinentale dei Partiti democratici si svolga entro il 1957 in Italia e che il Presidente delle NEI De Schryver ha proposto alla Delegazione italiana di riunire in Italia nella primavera prossima il Congresso Internazionale delle NEI.
La Direzione Centrale ha apprezzato entrambe le proposte, mettendosi a disposizione per organizzare in Italia nella primavera prossima il Congresso delle « Nouvelles Equipes Internationales », e la Conferenza del Comitato intercontinentale dei Partiti democratici cristiani, da tenersi pure in Italia entro il 1957.
Il Segretario organizzativo, on. Gui, ha riferito sulle operazioni del tesseramento per l'anno 1956, chiuse al 20 maggio 1956 con 1.383.882 iscritti.
La Direzione Centrale, preso atto dei positivi risultati raggiunti, ha rivolto al Dr. Dal Falco, dirigente organizzativo uscente e ai suoi collaboratori centrali il suo vivo ringraziamento, estendendolo ai segretari provinciali, e ai dirigenti organizzativi provinciali, e in particolare a quelli delle province di Arezzo, Bolzano, Caserta, Firenze, Lucca, Macerata, Padova, Perugia, Reggio Calabria, Rovigo, Siracusa, Terni e Trento, per l'opera appassionata svolta nel proficuo svolgimento delle operazioni per il tesseramento '56.
La Direzione Centrale ha quindi esaminato e approvato le direttive e le norme per la campagna del tesseramento del 1957.
Ha deliberato che il Tesseramento per il 1957 abbia inizio dal 15 novembre 1956 e si chiuda il 15 febbraio 1957.
Sulla base dei presupposti e ideali e politici approvati dal VI Congresso Nazionale di Trento, testé concluso, la Direzione Centrale ha invitato tutti gli iscritti e tutti i dirigenti della D.C. ad operare efficacemente perché il tesseramento 1957 si estenda il più possibile in seno all'elettorato e assicuri al Partito un ulteriore allargamento capillare della sua forza organizzativa e della sua capacità di formazione politica in senso genuinamente democratico sia nell'ambito territoriale che all'interno delle varie categorie sociali.
La Direzione ha invitato tutte le Sezioni, tutte le zone e tutti i Comitati provinciali a fare uno sforzo decisivo in occasione della campagna del tesseramento del 1957 per la maggiore diffusione della stampa del Partito al fine di favorire una sempre più sicura qualificazione e formazione politica degli iscritti e dei dirigenti democratici cristiani.
Allo scopo di continuare la recente tradizione della « Festa del socio », che riunisce in cordiale familiarità tutti gli iscritti per accogliere i nuovi tesserati, la Direzione la fissa per il 1957 nella domenica 13 gennaio, invitando fin d'ora i Comitati provinciali e sezionali a predisporla nel modo più efficace in tutte le Sezioni.

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15 novembre 1956: riunione della Direzione Centrale

(Nominati i dirigenti centrali)

La Direzione Centrale, procedendo alla assegnazione degli incarichi, ha nominato l'on. Angelo Salizzoni Dirigente dell'Ufficio Centrale per gli Enti Locali, il prof. Francesco Santoro-Passarelli Dirigente dell'Ufficio Centrale per la Scuola, il dott. Arnaldo Forlani Dirigente Centrale dell'Ufficio Attività Editoriale e Culturale, l'on. Benigno Zaccagnini Dirigente Centrale dell'Ufficio Problemi del Lavoro, l'on. Angela Gotelli Dirigente Centrale dell'Ufficio Problemi Assistenziali, il dott. Franco Salvi Dirigente Centrale dell'Ufficio Formazione, l'on. Gabriele Semeraro Dirigente Centrale dell'Ufficio Attività Popolare, l'on. Dario Antoniozzi Dirigente Centrale dell'Ufficio Problemi dello Sport.

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Dal Congresso di Trento al Congresso di Firenze
Verbali del Consiglio Nazionale e della Direzione centrale
Roma, 31 ottobre 1956 - 15 novembre 1956

(fonte: biblioteca Butini)


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