LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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VII° CONGRESSO NAZIONALE DELLA DC: MOZIONE N. 3 "NUOVE CRONACHE E SINDACALISTI"
(Firenze, 23-28 ottobre 1959)

Al VII° Congresso nazionale della DC vengono presentate cinque liste, con le relative mozioni politiche collegate. La Lista n. 1 è guidata da Giulio Andreotti, e raccoglie la destra democristiana. La Lista n. 2 è guidata da Fiorentino Sullo, raccoglie la sinistra democristiana, ed appoggia la linea politica espressa da Amintore Fanfani. La Lista n. 3 è guidata da Adone Zoli, e raggruppa la parte della corrente di "Iniziativa Democratica" rimasta sulla linea di Amintore Fanfani, insieme alla componente sindacale del Partito. La Lista n. 4 è guidata da Aldo Moro, da pochi mesi Segretario politico della DC, e raccoglie l'altra parte della corrente di "Iniziativa Democratica", raggruppata intorno ai dorotei. Infine, la Lista n. 5 raccoglie gli uomini più legati a Mario Scelba ed anch'essi ostili alla linea politica di Amintore Fanfani.

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I Delegati al VII Congresso Nazionale della D.C., sulla base delle impegnative e positive indicazioni fornite dall'ampio dibattito svolto dagli iscritti nelle Assemblee sezionali e nei Congressi provinciali, udita la relazione del Segretario Politico e la successiva discussione, esprimono nei seguenti punti di vista la linea secondo la quale la D.C., unita e conscia della validità dei proprio programma, dovrà operare per accrescere consensi allo Stato democratico.

1) La tradizione della D.C. costituisce il punto fermo di riferimento per chi voglia assicurare continuità con il passato all'azione di sviluppo della nostra politica per il presente e per l'avvenire: questo legame offre la dimensione storica della nostra battaglia.
Fonti della nostra tradizione sono l'ispirazione cristiana, stimolatrice a conquiste di libertà e di giustizia; il popolarismo come venne definito da De Gasperi al Congresso di Roma in termini d'intransigenza rispetto alle forze conservatrici del Paese, d'impegno programmatico, di battaglia antifascista prima e dopo il 1925, per cui è stato reso legittimo ed efficace, al momento della ripresa democratica, l'inserimento dei cattolici nella vita politica; la Resistenza, che costituisce il coronamento del processo che ha portato i cattolici democratici ad essere un partito autenticamente nazionale.
La D.C. rivendica gelosamente a suo patrimonio la parte così larga e decisiva avuta nella fondazione della Repubblica, nella formulazione e approvazione della Costituzione, nella ricostruzione e nell'avvio della vasta opera riformatrice.
Nella prospettiva della competizione fra mondi ed ideologie diverse, mentre si realizzano imprese e si aprono ipotesi di nuovo sviluppo scientifico e tecnico, l'Italia, fiera delle sue tradizioni civili, non può lasciare insoluti gli annosi problemi della società nazionale.

2) Fedele all'impegno di rinnovamento e conseguentemente decisa a dare applicazione al programma del 25 maggio, patrimonio unitario di tutto il Partito e patto elettorale più recente sottoscritto, la D.C. sottolinea nello Schema di sviluppo formulato da Vanoni l'urgenza di tradurre gli orientamenti in un organico, aggiornato programma che assicuri l'occupazione e, in caso di inabilità o di impedimento al lavoro, i mezzi elementari di sussistenza. La possibilità di raccogliere solidalmente lo sforzo della comunità nazionale ai fini dell'ampliamento dell'area democratica dipende anche dall'evolversi della situazione economica. II permanere delle contraddizioni fra la crescita della coscienza civile del popolo e le debolezze del sistema economico, specialmente nelle aree depresse, irrigidisce irrimediabilmente la dialettica tra i gruppi sociali.
La postulata politica di applicazione dello Schema deve essere formulata e definita sollecitamente in sede di Partito da una commissione di esperti comprensiva di rappresentarti sindacali, rispettando l'esigenza di dare esecuzione al programma con la partecipazione effettiva e permanente delle organizzazioni sindacali, dei lavoratori e degli imprenditori, oltre che con adeguati provvedimenti legislativi ed amministrativi. La partecipazione degli imprenditori e dei lavoratori dipendenti è ritenuta pregiudiziale per l'attuazione pronta ed efficace del programma stesso che richiede:
- il rispetto e il potenziamento delle iniziative globali già avviate per la Cassa del Mezzogiorno e per i singoli settori, specie per l'agricoltura;
- la organica valorizzazione dell'azione degli Enti e delle Aziende a partecipazione statale;
- la rivalutazione della funzionalità della pubblica amministrazione per la quale va promossa una adeguata riforma.

3) Nello stesso spirito e con l'intento di garantire la piena soddisfazione del diritto all'istruzione, la D.C. si propone di fare approvare e di eseguire il Piano della Scuola ed i provvedimenti da esso postulati anche in ordine al rinnovamento dei metodi e dei programmi.

4) La Democrazia Cristiana intende concorrere a liberare con leggi e provvedimenti amministrativi antimonopolistici e con rigorosi accertamenti fiscali la vita economica e politica, nonché la opinione pubblica, dalla pressione di gruppi economici, al fine di rendere possibile ed efficace la partecipazione di tutti i cittadini allo sviluppo della Democrazia.

5) La Democrazia Cristiana propone e sostiene una politica internazionale in accordo con gli alleati dell'Italia, volta a favorire la promozione di liberi ordinamenti per tutti i popoli; a sviluppare l'integrazione economica, la cooperazione culturale e l'intesa politica necessarie per la unificazione dei Paesi europei territorialmente e culturalmente prossimi, e per chiamare tutti gli altri alla più intensa, pacifica collaborazione nella sicurezza, per il bene e per il progresso dell'umanità.

6) La Democrazia Cristiana ricerca ed accoglie, per lo svolgimento del suo programma, la cooperazione di tutte le forze politiche sicuramente democratiche ed omogenee rispetto al programma da essa proposto. Conferma il suo impegno a contrastare l'azione delle forze politiche sicuramente non democratiche e che si propongono obiettivi in contrasto con i programmi della D.C. Da ciò deriva il dovere di preservare, in qualsiasi contingenza parlamentare e politica, il carattere democratico, popolare, antitotalitario che alla D.C. è connaturale per ispirazione e per tradizione, ed è indispensabile al recupero per la democrazia degli elettori sinora votanti per forze non democratiche.

7) Per raggiungere tali obiettivi è necessario anche il rafforzamento, ideologico, programmatico, organizzativo del Partito - rafforzamento, che è garanzia fondamentale per lo sviluppo democratico della Nazione, - attraverso: libertà nel Partito per la manifestazione di tutte le opinioni che responsabilmente concorrono alla elaborazione della linea politica; unità del Partito nel rispetto della regola democratica della maggioranza e della minoranza, nella lealtà e col rispetto delle regole liberamente scelte, nella convinta adesione alla tradizione, al programma, alla autonomia della D.C.; accresciuta partecipazione degli iscritti alla vita del Partito; intensificazione del costruttivo dialogo con gli elettori, in modo da prepararli a concedere - alle scadenze previste per le consultazioni amministrative e politiche - maggiori consensi allo Stato democratico.

Alla luce di tali orientamenti, gli eletti del VII Congresso Nazionale di Firenze si impegnano a mantenersi fedeli a questo mandato. Solo così la D.C., consapevole della validità del suo programma, dimostrerà di essere in grado - unita ed attiva - di continuare l'opera di costruzione dello Stato democratico, sorto dalla lotta di liberazione e dalla scelta repubblicana.

Mozione n. 3 "Nuove Cronache e sindacalisti"
VII° Congresso Nazionale della DC
Firenze, 23-28 ottobre 1959

(fonte: biblioteca Butini)


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