LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA | |||||||||||||||||
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VII° CONGRESSO NAZIONALE DELLA DC: MOZIONE N. 1 "PRIMAVERA" Al VII° Congresso nazionale della DC vengono presentate cinque liste, con le relative mozioni politiche collegate. La Lista n. 1 è guidata da Giulio Andreotti, e raccoglie la destra democristiana. La Lista n. 2 è guidata da Fiorentino Sullo, raccoglie la sinistra democristiana, ed appoggia la linea politica espressa da Amintore Fanfani. La Lista n. 3 è guidata da Adone Zoli, e raggruppa la parte della corrente di "Iniziativa Democratica" rimasta sulla linea di Amintore Fanfani, insieme alla componente sindacale del Partito. La Lista n. 4 è guidata da Aldo Moro, da pochi mesi Segretario politico della DC, e raccoglie l'altra parte della corrente di "Iniziativa Democratica", raggruppata intorno ai dorotei. Infine, la Lista n. 5 raccoglie gli uomini più legati a Mario Scelba ed anch'essi ostili alla linea politica di Amintore Fanfani. * * *
Il Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana, esaminata la situazione politica e organizzativa del triennio successivo al Congresso di Trento: 1) Non dimenticare mai che i problemi dell'uomo non si esauriscono nella sfera dei bisogni materiali e che un partito ad ispirazione cristiana deve curare al massimo il potenziamento dei valori religiosi, spirituali, morali e culturali visti come contenuto essenziale di un autentico regime di libertà nella Nazione italiana. Anche su tali temi - e non solo sulle dottrine economiche - si devono vagliare le affinità e le convergenze politiche, tattiche e strategiche. 2) La politica economica della Democrazia Cristiana deve svilupparsi secondo gli obiettivi dello Schema Vanoni, l'aggiornamento periodico dei mezzi per realizzare i quali deve costituire un impegno preciso del Partito da attuarsi mediante la costituzione di gruppi di studio, provinciali e nazionali, nei quali veramente si misurino gli orientamenti e le capacità dei dirigenti e degli iscritti, superando il sistema delle aprioristiche e comode classificazioni di destra e di sinistra. L'odierna realtà economico-finanziaria e le condizioni del mercato offrono oggi la possibilità di notevoli progressi sulla strada dello sviluppo italiano spostando l'asse orientativo dalle tecniche della austerità a quelle del benessere. 3) Deve farsi leva sulla responsabilità e sul rischio finanziario individuale, svitandosi alla collettività oneri e rischi non necessari. Il margine per l'intervento dello Stato, propulsivo e sostitutivo, è tuttavia assai largo e va usato con decisione ed insieme con vigoroso rispetto del pubblico danaro, ottenendo effettivamente la progressiva vittoria sui dislivelli di reddito che oggi continuano a discriminare duramente in Italia numerose zone rispetto ad altre più fortunate. Funzione di rilievo in una società non classista debbono avere le cooperative e i consorzi, per i quali deve essere assicurata una condizione di accesso al credito particolarmente agevolata purché rispondano veramente di loro fini istituzionali. 4) Strumento primario di giustizia e di progresso è il sistema tributario, il cui perfezionamento, sia pure lento e graduale, non deve essere mai dimenticato, anche qui sulla scia dei chiari insegnamenti di Vanoni. 5) Le condizioni dell'Italia agricola sono tuttora assai difficili ed in qualche zona quasi disperate. Dimostratasi ardua la strada dello spostamento di mano d'opera dall'agricoltura all'industria, bisogna assumere con urgenza coraggiose iniziative a sollievo dell'agricoltura stessa, sostenendo gli sforzi degli agricoltori sia con il credito che con adeguati piani di sostegno dei prezzi essenziali. La ripresa di una vitalità democratica in certe zone come la Sicilia può ottenersi proprio con il soddisfacimento di alcune elementari aspirazioni nel campo dell'agricoltura. 6) La politica meridionalista va continuata ed intensificata, nell'interesse della Nazione tutta, coordinando sempre meglio le iniziative e le attività pubbliche e private nei diversi settori. Di pari passo va sostenuta la politica per aree depresse del Centro Nord. 7) Convinti che le trincee avanzate dell'ordinamento democratico sono le Regioni, le Province e i Comuni, dobbiamo preparare tempestivamente i rinnovi dei rispettivi Consigli, prevedendo - con programmi concreti e ragionati - le manovre demagogiche ed eversive in corso di allestimento. 8) In armonia con il migliore insegnamento sociale cristiano, la Democrazia Cristiana imposti coraggiosamente il problema della partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese, anche come affermazione di un indirizzo di valutazione della dignità umana nei rapporti di lavoro altrettanto necessaria quanto l'esercizio delle attività sindacali. 9) Lo Stato continui la sua "riforma" per aggiungere ai diversi ordinamenti giuridici e retributivi (anch'essi da completarsi per alcuni settori, specie dei salariati) ammodernamenti proporzionali ai compiti dell'Amministrazione e alle legittime esigenze di speditezza e di economicità sentite dal cittadino. 10) II consolidamento della democrazia si avrà in proporzione diretta con l'educazione e la formazione delle nuove classi di cittadini e di elettori. Accanto alla scuola anche i partiti hanno una zona di responsabilità e la Democrazia Cristiana deve sentire al massimo questo tremendo dovere verso le giovani generazioni, sottoposte purtroppo al martellamento continuo della demagogia e della superficialità di giudizio. Nella certezza che solo da un potente risveglio unitario del partito, che chiuda la delicata fase degli ultimi mesi, possa assicurarsi il successo per le future prove cui la Democrazia Cristiana va incontro, il Congresso esige una operosa, onesta e sincera concordia di volontà e di spiriti da parte di tutti i dirigenti del partito, a Roma e nelle Province. Tale concordia sarà resa possibile dall'integrale rispetto dello statuto e da una rigida democrazia interna di partito. In tale indirizzo il Congresso impegna i nostri gruppi parlamentari a riprendere e sostenere la proposta del Senatore Sturzo per l'abolizione dello scrutinio segreto nelle assemblee, che si è rivelato puro e semplice strumento ausiliario dell'azione di disturbo dei comunisti nel campo democratico, mercé la complicità di alcuni democratici di poco sicure convinzioni. Sia questo l'omaggio postumo alla memoria del fondatore del Partito Popolare Italiano, il cui ricordo deve legare politicamente e non solo sentimentalmente tutti i responsabili della Democrazia Cristiana.
Mozione n. 1 "Primavera" (fonte: biblioteca Butini) |
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Portale della Democrazia Cristiana - un progetto ideato dall'Istituto "Renato Branzi" di Firenze |
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