LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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I DOCUMENTILE IMMAGINITESTIMONIANZEISTITUTO BRANZIRINGRAZIAMENTI

 

DAL CONGRESSO DI TRENTO AL CONGRESSO DI FIRENZE: VERBALI DEL CONSIGLIO NAZIONALE E DELLA DIREZIONE CENTRALE DEL 1959
(Roma, 26 gennaio 1959 - 7 ottobre 1959)

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26 gennaio 1959: riunione della Direzione Centrale

(Esame della situazione dopo le dimissioni presentate dal Governo Fanfani)

Si è riunita la Direzione Centrale del Partito. Presiedeva il Segretario politico on. Fanfani, Erano presenti: Rumor, Piccioni, Gui, Branzi, Barbi, Berloffa, Bernabei, Cervone, Conci, Dal Falco, De Stefanis, Forlani, Granelli, Magri, Malfatti, Radi, Salomone, Santoro-Passarelli, Toros.
La Direzione del Partito ha preso in esame la situazione determinatasi in seguito alle dimissioni presentate dal Governo presieduto dall'on. Fanfani.
La Direzione del Partito — preso atto delle decisioni cui è pervenuto il Presidente del Consiglio — ha sottolineato l'attività svolta e i risultati conseguiti dall'on. Fanfani e dai ministri in politica interna, sociale e internazionale, operando con fervido generoso impegno e fedeltà al programma approvato dal Parlamento e rispecchiante quello deliberato dal Consiglio Nazionale della D.C. il 12 aprile 1958, largamente suffragato dai voti del 25 maggio 1958. La Direzione ha pertanto espresso la sua cordiale gratitudine all'on. Fanfani, ai suoi collaboratori e al PSDI che ha lealmente collaborato con la D.C.
Esaminata la situazione creatasi dopo le dimissioni del Governo, la Direzione Centrale della D.C. afferma che la soluzione atta a difendere in questa contingenza la Nazione dai rinnovati assalti del PCI e dal tentativo che il PSI - rivelatosi incapace di spezzare i vincoli che lo legano al comunismo in sede sindacale, di enti locali e di politica internazionale - ha preannunciato per provocare lo sfaldamento delle forze democratiche, è quella che offre la garanzia di una maggioranza parlamentare democratica per il proseguimento dell'attuazione del programma impostato dopo il 25 maggio.
Conseguentemente la Direzione Centrale della D.C. rivolge un appello ai partiti democratici che sono consapevoli della validità della suddetta constatazione, invitandoli a dare la loro convinta adesione allo sforzo iniziato, persuadendosi che non c'è tempo da 'perdere se si vuole — con gli opportuni aggiornamenti — procedere ad una organica azione per garantire istruzione, lavoro, sicurezza a tutti i cittadini chiamandoli così, concordi, ad un tenace sforzo per la difesa delle istituzioni democratiche ed alla conquista del progresso nella libertà.

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1 febbraio 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione D.C. invita Fanfani a ritirare le dimissioni)

Si è riunita la Direzione Centrale della D.C. Presiedeva il vice segretario politico, on. Rumor.
Erano presenti: Piccioni, Gui, Branzi, Barbi, Berloffa, Bemabei, Cervone, Conci, Dal Falco, De Stefanis, Forlani, Granelli, Magrì, Malfatti, Radi, Salomone. Santoro-Passarelli, Toros.
Presenziava alla riunione il presidente del Consiglio nazionale del Partito, sen. Zoli.
L'on. Rumor ha dato comunicazione della lettera inviata al senatore Zoli e a lui— nelle loro qualità di presidente del Consiglio nazionale e di vice-segretario politico — dall'on. Fanfani, con la quale egli rassegna le dimissioni da segretario politico della D.C.
La Direzione, esprimendo la sua solidarietà al segretario politico e sicuramente interpretando la volontà del Partito, ha deciso di invitare l'on. Fanfani a recedere dalle dimissioni ed ha incaricato il sen. Zoli e l'on. Rumor di farsi interpreti presso di lui di tale cordiale unanime invito.
Per assolvere a tale mandato il presidente del Consiglio nazionale del Partito e il vice-segretario politico si sono recati nel pomeriggio presso l'abitazione dell'on. Fanfani, al quale hanno appunto rivolto l'invito di recedere dal suo proposito di dimettersi da segretario politico. L'on. Fanfani, nel ringraziare gli amici Zoli e Rumor e la Direzione tutta per la manifestazione di solidarietà rivoltagli, li ha pregati di far presente alla Direzione che non vede ragione di tornare su di una decisione presa serenamente e ponderatamente. Il colloquio si è quindi protratto a lungo in una amichevole conversazione su temi non politici.

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2 febbraio 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione Centrale prende atto della conferma delle dimissioni dell'on. Fanfani da Segretario del Partito. Esprime la sua gratitudine e quella di tutto il Partito per l'eccezionale azione realizzatrice svolta durante i 5 anni della sua Segreteria)

Si è riunita la Direzione Centrale della Democrazia Cristiana. Presiedeva il vice segretario politico on. Rumor.
Erano presenti: Piccioni, Gui, Branzi, Barbi, Berloffa, Bemabei, Cervone, Conci, Dal Falco, De Stefanis, Forlani, Granelli, Magrì, Malfatti, Radi, Salomone, Santoro-Passarelli, Toros. Presenziava il presidente del Consiglio Nazionale sen. Zoli.
Il sen. Zoli e l'on. Rumor hanno riferito che l'on. Fanfani, pur apprezzando l'invito rivoltogli dalla Direzione del Partito di recedere dalla sua decisione di rassegnare le dimissioni dalla carica di Segretario del Partito, non ha ritenuto di poterlo accettare.
La Direzione ha dovuto pertanto, con profondo rammarico, prendere atto della decisione dell'on. Fanfani.
La Direzione Centrale rivolge all'on. Fanfani, a nome di tutto il Partito, l'espressione della più fervida gratitudine per l'eccezionale azione realizzatrice svolta durante i cinque anni della sua Segreteria Politica. Questa ha accresciuto la efficienza della Democrazia Cristiana, ne ha arricchito e potenziato le strutture organizzative, indispensabile strumento di presenza politica del Paese, ha dato organico sviluppo alla formazione della coscienza politica di una vasta classe dirigente e di un'imponente (massa d'iscritti, facendoli ancor più consapevoli dei compiti della Democrazia Cristiana. Ha pertanto accresciuto in ogni campo il prestigio e la forza del Partito portandolo a ripetuti e crescenti successi elettorali che hanno avuto il loro epilogo nella vittoria del 25 maggio 1958.
La Direzione del Partito sottolinea all'elettorato democratico cristiano la fedeltà con cui - nonostante la difficoltà obiettiva della situazione parlamentare — l'on. Fanfani ha iniziato a realizzare, nel periodo del suo Governo, gli impegni programmatici sui quali la battaglia del 25 maggio era stata combattuta e vinta.
La Direzione del Partito rivolge a tutti gli scritti, ai dirigenti, un calda invito a rinnovare la loro concorde volontà, nella fedeltà alle ispirazioni programmatiche della D.C., la consapevolezza dei suoi compiti storici, la leale e devota accettazione della disciplina di partito e delle norme che regolano ogni ordinata convivenza democratica.
La Direzione del Partito invita altresì tutti gli amici a dare il loro contributo per riconfermare ed ampliare la fiducia del popolo italiano intorno al glorioso simbolo dello Scudo Crociato, proseguendo con immutata volontà e fiducia lungo la strada fin qui percorsa.
La Direzione — in attesa del Consiglio Nazionale che l'on. Zoli ha dichiarato di voler convocare a termine di statuto dopo la conclusione della crisi di Governo -- ha unanimemente invitato l'on. Zoli, Presidente del Consiglio Nazionale, l'on. Rumor, Vice Segretario Politico, l'on. Piccioni e l'on. Gui, Presidenti dei Gruppi Parlamentari del Senato e della Camera, ad assolvere i compiti inerenti lo svolgimento e la soluzione della crisi di Governo fino alla convocazione del Consiglio Nazionale, coi poteri e i compiti previsti dall'art. 79 dello statuto.

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9 febbraio 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione Centrale si compiace con l'on. Segni per l'incarico ricevuto di formare il nuovo Governo)

Si è riunita la Direzione Centrale della Democrazia Cristiana. Presiedeva il senatore Zoli. Erano presenti: Rumor, Gui, Zelioli-Lanzini, Branzi, Barbi, Bernabei, Cervone, Conci, Dal Falco, De Stefanis, Forlani, Granelli, Magrì, Malfatti, Radi, Salomone, Santoro-Passarelli, Toros. Era inoltre presente l'on. Segni.
La Direzione del Partito si è compiaciuta con l'on. Segni per l'incarico ricevuto e gli ha rivolto un cordiale e fervido augurio perché possa condurre a buon termine la sua missione.
A tal fine la Direzione del Partito ha confermato la necessità di realizzare un Governo che — nella presente situazione parlamentare — consenta il proseguimento dell'attuazione del programma impostato dalla Democrazia Cristiana dopo il 25 maggio per garantire istruzione, lavoro, sicurezza e assicurare altresì la stabilità delle istituzioni democratiche nel progresso e nella libertà.

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28 febbraio 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione Centrale esprime il proprio compiacimento per la fiducia al Governo. L'opportunità di un rinvio del congresso nazionale)

Si è riunita la Direzione Centrale della D. C. Presiedeva la riunione il sen. Zoli. Erano presenti: Rumor, Piccioni, Gui, Branzi, Barbi, Berloffa, Bernabei, Cervone, Conci, Dal Falco, Forlani, Granelli, Malfatti, Radi, Salomone, Santoro-Passarelli, Toros.
Era presente il Presidente del Consiglio on. Segni.
La Direzione del Partito ha espresso il proprio compiacimento per la fiducia conseguita in un ramo del Parlamento dal Governo presieduto dall'on. Segni, che — secondo le indicazioni espresse dalla Direzione del Partito nella seduta del 9 febbraio u.s. — si propone il proseguimento dell'attuazione del programma impostato dalla Democrazia Cristiana dopo il 25 maggio.
La Direzione del Partito ha accolto la proposta del senatore Zoli di convocare il Consiglio Nazionale i giorni 14-15 marzo. La Direzione del Partito - a seguito delle dimissioni del Segretario Politico — si presenterà dimissionaria al Consiglio Nazionale.
Il Segretario Organizzativo ha fatto presente che, attese le circostanze, lo stato della preparazione organizzativa del Congresso suggerisce un rinvio della convocazione dello stesso. La Direzione del Partito pertanto sottoporrà al Consiglio Nazionale la opportunità di fissare una nuova data.

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15-18 marzo 1959: riunione del Consiglio Nazionale

(Apertura dei lavori - Relazione del Presidente del Consiglio Nazionale sen. Zoli e interventi sulla relazione - Dimissioni del Segretario Politico - Dichiarazioni di voto - Elezione del nuovo Segretario Politico - Elezione della nuova Direzione del Partito)

Il Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana ha iniziato nell'aula magna della « Domus Mariae » sulla via Aurelia, l'esame della situazione politica in riferimento alla soluzione della crisi di Governo e alle dimissioni del Segretario Politico.
Al tavolo della presidenza erano il Presidente del Consiglio Nazionale sen. Zoli, gli altri reggenti della segreteria politica, sen. Piccioni e on.li Rumor e Gui, e il Presidente del Consiglio dei Ministri on. Segni. Erano presenti fra i consiglieri nazionali il Presidente della Camera on. Leone, l'ex Presidente del Consiglio Scelba, i ministri Andreotti, Angelini, Bettiol, Bo, Colombo, Ferrari Aggradi, Gonella, Jervolino, Medici, Pastore, Pella, Tambroni, Taviani, Togni, Tupini, Zaccagnini e numerosi sottosegretari.
All'inizio della seduta il sen. Zoli ha ricordato con commosse parole il sen. Teresio Guglielmone, membro del Consiglio Nazionale, recentemente scomparso. Ha quindi rivolto il suo saluto al senatore Ceschi e agli onorevoli Cassiani e Codacci Pisanelli, designati dai rispettivi gruppi parlamentari a far parte del Consiglio in sostituzione di altri membri chiamati a far parte del nuovo Governo.
Nella sua duplice qualità di Presidente del Consiglio Nazionale e di membro più anziano della segreteria politica, il sen. Zoli ha quindi dato inizio ai lavori effettivi dell'Assemblea svolgendo la sua relazione cui sono seguiti numerosi interventi.
E' stata quindi aperta la discussione sulle dimissioni del Segretario Politico del Partito e successivamente sono iniziate le dichiarazioni di voto.
Terminate le dichiarazioni di voto il sen. Gava ha posto in votazione, per appello nominale, l'ordine del giorno Sibille e altri inteso a respingere le dimissioni dell'on. Fanfani. La votazione ha avuto il seguente risultato: 100 presenti e votanti su 112 consiglieri nazionali; hanno votato si 37, hanno votato no 54, si sono astenuti 9. L'ordine del giorno è stato pertanto respinto.
Il Consiglio Nazionale è stato quindi chiamato a discutere sull'elezione del Segretario Politico. Dopo alcuni interventi, si è svolta la votazione, terminata la quale il Presidente Gava ha reso noto il risultato proclamando eletto l'on. Aldo Moro al quale sono andati 64 voti. 20 sono state le schede bianche e un voto è andato disperso.
Il sen. Gava ha espresso a nome di tutti l'augurio di proficuo lavoro al nuovo Segretario del Partito on. Aldo Moro, insediandolo nella carica.

Dichiarazioni del nuovo Segretario Politico

Al momento del suo insediamento l'on. Aldo Moro ha pronunciato, davanti al Consiglio Nazionale il seguente discorso:
Cari amici del Consiglio Nazionale, desidero ringraziarvi vivamente tutti per l'onore che mi avete fatto designandomi alla Segreteria del Partito. Ringrazio tutti coloro che mi hanno onorato della loro fiducia. Ringrazio anche con cordialità i colleghi che non hanno ritenuto di potere votare per me; ma che certamente mi daranno la loro cordiale collaborazione nell'assolvimento di questo difficile compito.
Non accetto con gioia, non posso accettare, con gioia questa designazione. Io ho sempre tremato di fronte a qualsiasi compito di responsabilità che mi sia stato affidato. Credo di non averne mai cercati; credo però di non averli mai rifiutati quando le circostanze potevano indicarmene il dovere. E se ho tremato sempre, credo che ho da tremare particolarmente in questo momento, anche se non ho creduto di potermi sottrarre ancora una volta. Perché il Partito è una cosa così importante, così complessa, così vitale, un organismo così delicato e difficile, che sembra che le mie forze siano impari al compito. Quindi ho molta preoccupazione, di fronte a questa grande responsabilità. Cercherò di fare del mio meglio, con senso profondo di dedizione, e con spirito di cordialità e di fraternità nei confronti di tutti.
Lasciate che in questo momento, interprete sicuro del pensiero di tutti voi, rivolga innanzitutto il mio pensiero all'amico Fanfani, che io gli dica, in questo momento doloroso per tutti, la mia riconoscenza per la sua azione esemplare e generosa in questi anni. Che io gli dica a nome di tutti la certezza che egli è ancora, sarà sempre con noi in quella posizione assolutamente eminente che gli spetta per la sua intelligenza, per la sua altissima preparazione, per la sua opera generosa e feconda a favore della Democrazia Cristiana.
Un particolare, affettuoso saluto io rivolgo con animo devoto al presidente Segni, al quale mi legano ricordi di lontane e vicine collaborazioni, che sono state tra le più feconde e tra le più care della mia vita. Un sentimento personale che mi permetto di esprimergli in questo momento, ma che è anche — e in ciò veramente non ho che da richiamare quello che è stato detto in questi giorni — l'assicurazione del più cordiale affettuoso appoggio del Partito affinché egli compia nelle migliori condizioni il suo grande e fecondo lavoro al servizio del nostro Paese.
Un saluto cordiale a nome vostro desidero inviare ai Gruppi parlamentari del Senato e della Camera, qui rappresentati dai loro illustri presidenti e dagli esponenti designati dai loro colleghi. La concordia di intenti e di opere tra la rappresentanza politica vera e propria del Partito e la rappresentanza parlamentare é indispensabile ed è la garanzia del successo del nostro comune lavoro. L'impegno della D.C. armonicamente assunto nei settori di rispettiva competenza dal Partito, dalle rappresentanze parlamentari e dal governo, può veramente essere portato a termine per il bene della Nazione.
Le preoccupazioni, di cui vi dicevo, nascono dalla consapevolezza della importanza dell'azione del Partito. Sento l'insostituibile funzione del Partito come filtro delle esigenze complesse della vita politica, economica e sociale del Paese; la sento come strumento di selezione, di scelta in relazione alle varie esigenze della vita nazionale; la vedo come manifestazione efficace di opinioni, come strumento di educazione e di guida del popolo italiano. Cercherò di essere, con la vostra collaborazione, colui che riafferma la funzione del Partito nel retto ordine costituzionale. Quindi il Partito al suo posto nell'ambito del complesso meccanismo della vita sociale; ma questo posto tenuto con estrema dignità e con la necessaria efficacia per l'assolvimento dei nostri compiti nella vita del Paese.
Spero che questo senso di fraternità sostanziale ci sorreggerà nel comune lavoro. Io rendo omaggio al Consiglio Nazionale del Partito e al suo illustre presidente sen. Zoli assente in questo momento ma sempre guida sicura dell'organo massimo e permanente della D.C. Attraverso il Consiglio Nazionale desidero inviare un saluto cordiale ed affettuoso a tutti i dirigenti e agli iscritti del Partito.
Questi giorni di discussioni difficili ma feconde mi hanno ancora una volta dato la sensazione della vitalità del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, di questo organo di vertice ma estremamente sensibile, estremamente attento, estremamente responsabili. Quindi nel rinnovarvi il ringraziamento per la vostra fiducia, nel ricevere come io ricevo in pieno le indicazioni politiche che sono venute da questa discussione, nell'assicurarvi per quanto sta in me la perfetta continuità nell'attuazione della linea politica del nostro partito, così come è emersa dai congressi, vi prego anche di volermi dare tutta quanta la vostra affettuosa collaborazione, nella certezza che da questa unità di spiriti possa veramente derivare il superamento delle nostre difficoltà e l'affermazione ulteriore della Democrazia Cristiana, per il bene del nostro Paese.
Successivamente sono stati eletti membri della nuova Direzione del Partito: Ceschi, Salizzoni, Santoro, Passarelli, Forlani, Manzini, Barbi, Mattarella, Cervone, Dal Falco, Malfatti, Morlino, Granelli.

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24 marzo 1959: riunione della Direzione Centrale

(Saluto e gratitudine della Direzione Centrale all'on. Fanfani Segretario uscente del Partito. Solidarietà ed augurio al Presidente del Consiglio Segni. Nomina del vice Segretario Politico)

La Direzione Centrale della Democrazia Cristiana ha deposto una corona di fiori sulla tomba di Alcide De Gasperi, deferente e commosso omaggio all'insigne statista, maestro di libertà e di democrazia per tutti gli italiani.
La Direzione Centrale della D.C. si è successivamente riunita a Piazza del Gesù sotto la presidenza dell'on. Aldo Moro. Erano presenti: Salizzoni, Piccioni, Gui, Branzi, Barbi, Bernabei, Cervone, Ceschi, Conci, Dal Falco, De Stefanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Morlino, Ronzolani, Santoro-Passarelli.
La Direzione Centrale della D.C., all'atto del suo insediamento, ha inviato un affettuoso e devoto saluto e il sentimento della propria gratitudine all'on. Amintore Fanfani, che per tanti anni, nella grave responsabilità di Segretario Politico, ha prodigato ogni sua energia per l'affermazione degli ideali democristiani e per il rafforzamento del Partito.
La Direzione Centrale ha altresì formulato l'espressione della propria vivissima riconoscenza, per l'opera svolta con intelligente solerzia e con alto senso del dovere, all'on. Mariano Rumor, nella sua veste di Vice Segretario Politico e ai membri uscenti della Direzione, on. Magrì, sen. Salomone, on. Radi e on. Toros; ed ha parimenti espresso il suo più sentito ringraziamento al Presidente del Consiglio Nazionale, sen. Zoli e ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari, sen. Piccioni e on. Gui, che, insieme all'on. Rumor, hanno tenuto la reggenza della Segreteria Politica con serena e responsabile azione nell'interesse del Partito.
La Direzione Centrale, secondo i recenti deliberati del Consiglio Nazionale, conferma il suo impegno di collaborare strettamente alla opera del Presidente Segni, al quale esprime riconoscenza, solidarietà ed augurio per il compito che, in adempimento di un indeclinabile dovere e in costante aderenza con gli ideali e il programma della D.C., si è assunto di fronte al Paese; riconferma la rigorosa fedeltà ai deliberati del Congresso di Trento e al programma elettorale della D.C., indici della volontà democratica e popolare del Partito e ragione degli accresciuti consensi ricevuti dallo Scudo Crociato nella consultazione elettorale del 25 maggio; invita tutti gli iscritti ad essere consapevoli delle preminenti responsabilità che gravano sulla D.C. nella lotta per la democrazia e, pertanto, a testimoniare con la propria azione la fiducia nel Partito. strumento essenziale per la realizzazione del progresso sociale del nostro popolo nella difesa e nell'affermazione della libertà.
La Direzione Centrale ha accolto le proposte del Segretario Politico di nominare l'on. Angelo Salizzoni Vice Segretario Politico e di affidargli nel contempo la responsabilità del settore organizzativo, affiancandogli l'on. Alcide Berloffa, quale dirigente dell'Ufficio; di nominare l'on. Malfatti Segretario Centrale SPES; di affidare all'on. Manzini il compito di coordinare la stampa periodica del Partito; di nominare l'on. Delle Fave dirigente centrale dell'Ufficio Problemi del Lavoro e l'on. Lattanzio dirigente centrale del nuovo Ufficio per i Problemi della Sanità.
Al termine dei lavori, una delegazione, composta dal Segretario Politico on. Moro, dal Vice Segretario Politico on. Salizzoni, dal Segretario SPES on, Malfatti. dalla Delegata Nazionale del Movimento Femminile on. Conci e dal Delegato Nazionale dei Gruppi Giovanili dott. De Stefanis, si è recata alle Fosse Ardeatine per rendere omaggio ai Caduti per la libertà.
Il dott. Sereno Freato ha iniziato ieri a svolgere le sue funzioni di segretario della Direzione.

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10 aprile 1959: riunione della Direzione Centrale

(Esame delle situazioni preelettorali siciliana e valdostana. Norme regolamentari per la scelta dei candidati)

Si è riunita all'Istituto di Studi « Alcide De Gasperi » la Direzione Centrale della D.C. sotto la presidenza del Segretario Politico, on. Aldo Moro. Erano presenti: Salizzoni, Gui, Zelioli, Branzi, Barbi, Berloffa, Bernabei, Cervone, Ceschi, Conci, Dal Falco, Delle Fave, De Stefanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Morlino, Ronzolani, Santoro-Passarelli. Ha partecipato ai lavori il Presidente del Consiglio Nazionale sen. Zoli; è intervenuto il Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Segni. Sono anche intervenuti il ministro Giardina, l'on. Scelba, l'on. Aldisio, il Segretario della D.C. siciliana, D'Angelo, gli ex Presidenti della Regione Alessi, La Loggia e Restivo, il Presidente uscente del gruppo parlamentare siciliano Lanza e gli on.li Magrì e Gullotti.
La Direzione Centrale ha esaminato la situazione siciliana in vista della imminente consultazione elettorale. Essa ha rilevato come il giudizio espresso nei mesi passati sulla cosiddetta « operazione Milazzo » sia stato pienamente confermato dagli atti seguiti alla formazione di quel Governo. In effetti appare oggi manifesto che lo attuale governo regionale appoggiato da una ibrida e contraddittoria maggioranza alla quale partecipa l'estrema destra e l'estrema sinistra, è posto sotto l'ipoteca comunista e che questo stato di cose apre pericolose prospettive per il pacifico sviluppo democratico della Sicilia. In questo quadro la Direzione centrale ha in particolare rilevato l'atteggiamento del PSI che, formalmente contrario alla « operazione Milazzo » in sede nazionale, ne ha consentito la concreta realizzazione in sede regionale arrivando a partecipare con i suoi uomini all'attuale governo siciliano ed ha con ciò clamorosamente ribadito i propri legami con la politica frontista smentendo di fatto ancora una volta le ripetute ma velleitarie dichiarazioni di autonomia.

Una pesante responsabilità

La imminente campagna elettorale offrirà pertanto l'occasione alla D.C., apparsa anche in questi mesi come il più coerente ed intransigente avversario del comunismo, di invitare l'elettorato siciliano a togliere l'ipoteca comunista dall'Isola. La Direzione centrale si è trovata concorde nel porre in luce la pesante responsabilità di quei partiti i quali hanno permesso con il loro atteggiamento che il PCI realizzasse in questi mesi vistosi vantaggi, ed in particolare la responsabilità assunta dai cosiddetti cristiano-sociali che — venendo meno alla fedeltà al partito nel quale avevano liberamente scelto di militare ed alla volontà anticomunista del loro elettorato — hanno promosso la formazione di un governo controllato e in realtà diretto dai comunisti.
La Direzione centrale, rilevando con compiacimento la compattezza dimostrata in questi mesi dai democratici cristiani siciliani che, nella totalità delle loro sezioni, sono rimasti fedeli al partito, ha trovato in ciò conferma della forza della D.C. nell'Isola, della sua permanente validità quale efficace strumento di libertà e progresso e di garanzia dello sviluppo nell'unità dello Stato dell'istituto regionale siciliano chi per prima essa volle e realizzò in coerenza con i propri principi e programmi.

La ipoteca comunista

La Direzione centrale pienamente confida nel lavoro politico ed organizzativo del partito nell'isola, affinché mediante la totale mobilitazione dei suoi iscritti, si concluda vittoriosamente la difficile prova elettorale, togliendo la ipoteca comunista dalla vita della regione siciliana e ponendo fine alla situazione amministrativa disorganica, dilapidatrice e discriminatoria propria dell'attuale governo regionale, come premessa necessaria per aprire nuove prospettive di progresso al popolo siciliano e di ordinato sviluppo della sua autonomia.
Successivamente la Direzione centrale ha confermato le norme regolamentari per la scelta dei candidati adottate per le elezioni del 1955.
La Direzione centrale ha infine esaminato la situazione valdostana alla vigilia della consultazione elettorale del 17 maggio ed ha formulato l'augurio che il partito ottenga da quelle popolazioni nuovi consensi particolarmente necessari per vincere la battaglia della democrazia nel momento in cui anche in Valle d'Aosta la tattica frontista del PCI viene spregiudicatamente portata avanti mediante la realizzata alleanza elettorale con l'Union Valdotaine.

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27 aprile 1959: riunione della Direzione Centrale

(Esame dei temi politici ed organizzativi delle elezioni regionali in Sicilia e in Val d'Aosta)

Si è riunita la Direzione centrale della Democrazia Cristiana, che ha iniziato l'esame dei temi politici ed organizzativi delle elezioni regionali in Sicilia ed in Val d'Aosta.
In molti ambienti politici hanno suscitato meraviglia le critiche che l'on. Malagodi ha rivolto domenica scorsa da Torino al governo Segni e alla D.C. Fondamentalmente ingiusta ed arbitraria risulta infatti l'accusa del governo Segni di essere rimasto sordo e disattento ai problemi « della difesa della unità nazionale e dello Stato di diritto ». Il governo Segni, mentre nell'attività legislativa e nella concreta azione di governo ha dato opera proprio alla sempre più completa attuazione in Italia di uno Stato di diritto, ha continuato l'energica difesa dei valori nazionali, sempre svolta dalla D.C. in tutte le regioni a statuto speciale, con una posizione ferma, equilibrata e serena, ed ha riaffermato, insieme alla vitalità degli istituti autonomistici (che sono previsti dalla Costituzione e vanno rispettati in uno Stato di diritto), l'unità dello Stato contro le manovre dei comunisti e dei loro occasionali alleati.
E' veramente incomprensibile poi l'accenno alla sordità del Governo ai temi dei rapporti fra Stato e sindacati, dell'amministrazione pubblica e della scuola. L'azione del Governo si svolge per quanto riguarda questi temi in piena armonia con il programma enunciato in Parlamento, in relazione al quale fu concessa la fiducia anche da parte liberale.
Rimane infine da osservare che la legge di proposta governativa per il regolamento dei contratti di lavoro, troppo grossolanamente definita dall'on. Malagodi un « mostriciattolo costituzionale e politico », ha raccolto non soltanto il parere favorevole del CNEL ma, nel testo attualmente in discussione alla Camera, il consenso meditato della Commissione parlamentare per gli affari costituzionali, e vede alla opposizione soltanto il Partito liberale italiano. In una situazione di non ancora completa attuazione delle nonne relative ai contratti collettivi di lavoro, è rimesso al Governo, per delega del Parlamento, il potere di attribuire efficacia normativa generale ai contratti collettivi per una evidente esigenza di garanzia dei più deboli, i quali non potrebbero altrimenti beneficiare dei vantaggi della contrattazione collettiva.
Che la regolamentazione dei rapporti di lavoro sia affidata normalmente alla contrattazione sindacale collettiva, non vieta che essa possa diventare oggetto di legislazione e nella specie di legislazione delegata. Il rispetto dovuto alle tesi di incostituzionalità e inopportunità politica sostenute dal PLI non esclude che si debba rilevare la sconvenienza di un attacco che trae da temi particolari, e sovente con deformazione della realtà di fatto, motivi di polemica ingiustificata nei confronti del Governo.

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28 aprile 1959: riunione della Direzione Centrale

Si è riunita nei giorni 27 e 28 la Direzione Centrale della D.C. all'Istituto di Studi « Alcide De Gasperi », sotto la presidenza del Segretario politico, on. Aldo Moro. Erano presenti: Salizzoni, Piccioni, Gui, Branzi, Barbi, Berloffa, Bemabei, Cervone, Ceschi, Conci, Dal Falco, Delle Fave, De Stefanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Morlino, Ronzolani, Santoro.
Nella giornata del 27 aprile la Direzione ha iniziato l'esame della situazione elettorale siciliana. Nella giornata di ieri la Direzione Centrale ha esaminato la situazione nella Valle d'Aosta, alla vigilia della consultazione elettorale. Hanno svolto relazioni l'avv. Vittorino Bondaz, presidente della regione, e il prof. Amato Berthét, segretario regionale della D.C. valdostana.

Tenace e coerente attività

Dopo ampia discussione, la Direzione ha espresso ai rappresentanti della Democrazia Cristiana valdostana il suo compiacimento per la tenace e coerente attività svolta nei quattro anni di amministrazione della Regione, attività che ha realizzato, con opere veramente imponenti in tutti i settori, gli impegni programmatici sui quali la Democrazia Cristiana aveva chiesto ed ottenuto fiducia dalle popolazioni nel 1954. E' stato, infatti, su quel programma che — con la costante e determinante sensibilità e solidarietà degli organi centrali del Partito e dei democratici cristiani nel Governo centrale — la D.C. nella Valle d'Aosta ha potuto efficacemente svolgere la sua opera per il progressivo sviluppo economico e sociale della Regione.
La Direzione Centrale ha quindi esaminato il programma che la D.C., in convergente impegno con gli altri gruppi della lista di « Concentrazione Democratica », presenterà alle popolazioni della Valle d'Aosta per la prossima amministrazione regionale. Per questo programma — trovandolo rispondente alle attese dell'elettorato e agli impegni generali assunti dalla D.C. per garantire a tutti gli italiani progresso sociale nella libertà e nella democrazia — la Direzione Centrale ha espresso la sua piena solidarietà con i rappresentanti della D.C. valdostana. Nell'esprimere loro l'augurio di veder riconfermata nel modo più ampio la fiducia dell'elettorato alla D.C. tanto che possa continuare la costruttiva collaborazione tra il Governo centrale e quello regionale, la Direzione Centrale si è particolarmente impegnata a sostenere la rapida emanazione delle norme di attuazione relative alla zona franca di cui allo Statuto speciale per la Valle d'Aosta.

Oggi conclusioni per la Sicilia

La Direzione Centrale si è trovata concorde nel constatare la impossibilità organizzativa, in rapporto alle scadenze elettorali, di tenere il Congresso Nazionale entro luglio e ha dato incarico al Segretario politico di prendere contatto con il Presidente del Consiglio Nazionale sen. Zoli al fine di fissare la data di convocazione del Consiglio Nazionale, che ha il compito statutario di decidere la data del Congresso Nazionale.
La Direzione tornerà a riunirsi oggi per concludere l'esame della situazione siciliana.

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29 aprile 1959: riunione della Direzione Centrale

Si è riunita la Direzione centrale della D.C. sotto la presidenza del segretario del partito on. Moro, per proseguire l'esame della situazione elettorale siciliana. Erano presenti: Salizzoni, Piccioni, Cui, Branzi, Barbi, Berloffa, Bernabei, Cervone, Ceschi, Conci, Dal Falco, Delle Fave, De Steganis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, M attarella, Morlino, Ronzolani, Santoro.
La Direzione, sulla base delle formulazioni predisposte dagli organi del Partito di Sicilia, ha definito l'impostazione programmatica della campagna elettorale ed ha approvato le liste dei candidati, i quali verranno presentati in ordine alfabetico.
La Direzione del partito ha espresso la fiducia e l'augurio che la D.C. siciliana, con impegno unitario, fermi e travolga l'offensiva dei comunisti e dei loro alleati, ed assicuri, in coerenza con la sua aspirazione ideale, il pacifico e fecondo sviluppo dell'autonomia regionale nell'unità dello Stato.

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20 maggio 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione Centrale propone che il Congresso Nazionale si tenga a Firenze nei giorni 23, 24, 25 e 26 ottobre. Esame dei risultati elettorali in Val d'Aosta)

Si è riunita la Direzione Centrale della Democrazia Cristiana sotto la presidenza dell'on. Moro.
Ha partecipato ai lavori il Presidente del Consiglio Nazionale, sen. Adone Zoli.
Erano presenti Salizzoni, Gui, Branzi, Barbi, Berloffa, Bernabei, Cervone, Conci, Dal Falco, Delle Fave, De Stefanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Ronzolani e Santoro Passarelli.
La Direzione Centrale ha deciso di proporre al Consiglio Nazionale che il Congresso Nazionale della D.C. si tenga a Firenze nei giorni 23, 24, 25 e 26 ottobre.
La Direzione Centrale ha preso atto con compiacimento dello aumento percentuale e assoluto di voti registrato dalla Concentrazione democratica nelle recenti elezioni in Val d'Aosta, al quale gli uomini della Democrazia Cristiana hanno dato un valido contributo con la illuminata opera svolta al Governo regionale e con l'appassionato impegno dei militanti del Partito. La contraddittoria alleanza elettorale, realizzata per responsabilità dell'Union Valdótaine, ha messo però nelle mani dei comunisti e dei socialisti il Governo della regione.
Quanto è accaduto nella Val d'Aosta sta a dimostrare come non esista oggi in Italia una alternativa democratica alla Democrazia Cristiana, e come l'unica minacciosa alternativa alla Democrazia Cristiana, quella socialcomunista, sia resa possibile dall'irresponsabile cedimento in senso frontista di altre formazioni politiche.
Il Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana si è pure riunito ieri mattina alle ore 11,15 a Piazza del Gesù sotto la presidenza del suo Presidente sen. Adone Zoli, per deliberare sulla data di convocazione del Congresso Nazionale del Partito.
Alla riunione del Consiglio Nazionale hanno partecipato, tra gli altri, il Vice Segretario Politico della D.C., on. Salizzoni, i Ministri Andreotti, Colombo, Rumor, Spataro, Jervolino, Giardina, il Presidente del Gruppo D.C. della Camera on. Gui ed i membri della Direzione Centrale del Partito.
Il Consiglio Nazionale, alla unanimità, su proposta del Segretario Politico, on. Aldo Moro, ha fissato la data del Congresso Nazionale del Partito per i giorni 23, 24, 25 e 26 ottobre, restando confermati la sede di Firenze e il tema fissato precedentemente dal Consiglio Nazionale stesso.
Com'è noto, il tema già fissato è il seguente: « I modi di ampliare ulteriormente i consensi allo stato democratico ponendo al suo servizio un partito unito e consapevole della validità del suo programma ».

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10 giugno 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione sottolinea i successi elettorali del Partito in Sicilia e a Bari)

Si è riunita all'Istituto di studi « Alcide De Gasperi» la Direzione centrale della Democrazia Cristiana sotto la presidenza del segretario politico on. Aldo Moro e con la partecipazione del presidente del Consiglio on. Segni. Erano presenti: Salizzoni, Piccioni, Gui, Barbi, Berloffa, Bernabei, Ceschi, Conci, Dal Falco, Delle Fave, De Stefanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Morlino, Ronzolani e Santoro-Passarelli.
Ha partecipato ai lavori della direzione, il presidente. del Consiglio nazionale sen. Zoli.
La Direzione centrale ha preso atto con vivissimo compiacimento della vittoria realizzata dal partito nelle elezioni regionali siciliane e in quelle amministrative che si sono svolte il 7 giugno. Ha espresso la sua soddisfazione e il più sincero elogio per l'impegno entusiastico con il quale dirigenti ed iscritti hanno combattuto la battaglia elettorale e per l'attiva ed intensa partecipazione a essa di amici, dirigenti, parlamentari e uomini di Governo di tutta l'Italia.
In particolare la Direzione centrale ha constatato la grande avanzata registrata dallo Scudo Crociato a Bari, dove il partito ha conquistato circa ventimila voti rispetto alle precedenti elezioni amministrative, e nei comuni superiori ai 10 mila abitanti, dove la Democrazia Cristiana è passata dal 31% delle precedenti elezioni amministrative al 40%. La Direzione centrale si è soffermata sui risultati delle elezioni regionali in Sicilia, constatando come il Partito malgrado le grandi difficoltà che ha dovuto affrontare per la violenta offensiva da tante parti scatenata contro di esso per ridurre la forza elettorale della D.C. ed escluderla da ogni funzione determinante nella vita della regione, ha non solo sventato questa manovra per la compattezza e l'impegno generoso dei suoi militanti e la fedeltà del suo elettorato, ma ha guadagnato voti rispetto alla precedente consultazione elettorale regionale. Questa grande affermazione della D.C. premia la cristallina chiarezza assunta dal Partito nel denunciare i pericoli di una situazione confusa che ha permesso al comunismo di porre la sua ipoteca sulla vita politica della Sicilia.
La D.C., consapevole delle responsabilità che l'elettorato le ha confermato, resta fedele alla linea enunciata nella campagna elettorale per il consolidamento dell'autonomia, per lo sviluppo economico-sociale dell'Isola, per la difesa della libertà contro il comunismo.
La Direzione centrale ha incaricato la Segreteria politica di seguire insieme agli organi regionali del Partito lo svolgimento della situazione politica regionale.

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19 giugno 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione della D.C. esamina la situazione di Firenze, Napoli e Venezia)

Si è riunita all'Istituto di studi « Alcide De Gasperi » la Direzione centrale della Democrazia Cristiana, sotto la presidenza del Segretario politico on. Aldo Moro. Erano presenti: Piccioni, Gui, Salizzoni, Barbi, Berloffa, Bernabei, Conci, Dal Falco, Delle Fave, De Stefanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Morlino, Ronzolani. Hanno partecipato ai lavori della direzione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, onorevole Russo, il dirigente per gli enti locali sen. Giraudo, i segretari provinciali e cittadini di Firenze, Napoli e Venezia. La direzione del partito ha esaminato le situazioni politico-organizzative della città di Firenze, Napoli e Venezia, anche in prospettiva delle future elezioni amministrative. La Direzione centrale ha successivamente fissato i termini per la effettuazione delle assemblee sezionali e dei congressi provinciali in preparazione del Congresso nazionale.

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23 giugno 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione della D.C. ha incaricato l'on. Restivo di seguire l'azione che i dirigenti dell'Isola stanno svolgendo a Palermo)

Si è riunita all'Istituto di studi « Alcide De Gasperi » la Direzione centrale della Democrazia Cristiana, sotto la presidenza del segretario politico on. Aldo Moro. Erano presenti: Salizzoni, Gui, Zelioli, Barbi, Berloffa, Bernabei, Ceschi, Conci, Dal Falco, De Stefanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Morlino, Ronzolani. Ha partecipato ai lavori della direzione il presidente del Consiglio nazionale sen. Zoli.
La Direzione ha esaminato, su relazione del segretario politico on. Moro, la situazione siciliana. Essa ha incaricato l'on. Franco Restivo di seguire la azione che gli organi regionali competenti stanno svolgendo a Palermo per la formazione del nuovo governo.

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30 luglio 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione della D.C. si compiace dell'intenso lavoro svolto dal Governo Segni e gli conferma la sua fiducia)

Si è riunita all'istituto di studi « Alcide De Gasperi » la Direzione centrale della Democrazia Cristiana, sotto la presidenza del segretario politico on. Aldo Moro. Erano presenti. Piccioni, Gui, Salizzoni, Branzi, Barbi, Berloffa, Bernabei, Cervone, Conci, Dal Falco, Delle Fave, De Stefanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Morlino, Ronzolani, Santoro-Passarelli. Ha partecipato ai lavori della direzione il presidente del Consiglio on. Antonio Segni.La Direzione del partito ha ascoltato una relazione del presidente del Consiglio onorevole Segni e dei presidenti dei gruppi parlamentari sen. Piccioni e on. Gui, sulla attività governativa e parlamentare svolta dalle due Camere nella sessione testè conclusasi.
La Direzione centrale della Democrazia Cristiana ha preso atto con vivo compiacimento dell'intenso lavoro svolto dal Governo e delle importanti realizzazioni compiute in questi mesi con la cordiale collaborazione dei gruppi parlamentari democratici cristiani in attuazione del programma del partito. La Direzione centrale, tenute presenti le deliberazioni adottate dal Consiglio nazionale del marzo scorso conferma la sua fiducia al governo presieduto dall'on. Segni; al quale rivolge con i sentimenti di riconoscenza per la sua fatica il fervido augurio per l'ulteriore sforzo che egli si accinge a compiere per l'attuazione del programma governativo.
Luigi Granelli si è astenuto dalla votazione richiamandosi alle motivazioni già espresse in occasione del sopracitato Consiglio nazionale.
La Direzione centrale ha ascoltato quindi una relazione dell'on. Lanza, presidente del gruppo democratico cristiano presso l'assemblea regionale siciliana, dell'onorevole D'Angelo, segretario regionale della Sicilia e dell'on. Restivo sugli avvenimenti siciliani. La Direzione centrale ha ringraziato l'onorevole Lanza e il gruppo A.R.S., il segretario regionale e i dirigenti del Partito in Sicilia, lo on. Franco Restivo per l'azione da essi rivolta a difendere l'Isola dalla pressione comunista e si è trovato concorde nel ritenere che la Democrazia Cristiana nella piena autonomia del suo programma e della sua ispirazione, debba promuovere la liberazione della Sicilia dall'ipoteca comunista e la chiarezza politica, premesse necessarie per lo sviluppo democratico dell'Isola e della sua autonomia.
La Direzione centrale ha ascoltato infine la relazione dell'on. Malfatti, dell'on. Manzini e del dott. Bernabei circa la azione da svolgere nell'ambito di rispettiva competenza in preparazione del congresso. La Direzione centrale le ha approvate e ha altresì dato incarico al Segretario politico di adeguare l'organizzazione centrale del partito secondo il criterio della maggiore e più specifica aderenza ai particolari problemi sociali e politici del nostro Paese.
La Direzione centrale ha confermato il sen. Umberto Merlin nell'incarico di presidente della commissione per la classe dirigente.

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7 ottobre 1959: riunione della Direzione Centrale

(La Direzione Centrale esamina la situazione internazionale. Compiacimento per l'opera del Governo. Auspicio per il consolidamento della distensione)

Si è riunita all'Istituto di studi « Alcide De Gasperi », la Direzione centrale della Democrazia Cristiana, sotto la presidenza del Segretario politico on. Aldo Moro. Hanno partecipato ai lavori il Presidente del Consiglio on. Segni e il ministro degli Esteri on. Pella. Era presente anche il presidente del Consiglio nazionale sen. Zoli. Sono intervenuti alla riunione: Salizzoni, Gui, Piccioni, Branzi, Barbi, Berloffa, Bernabei, Cervone, Ceschi, Conci, Dal Falco, Delle Fave, Derfanis, Forlani, Granelli, Malfatti, Manzini, Mattarella, Morlino, Ronzolani e Santoro-Passarelli.
La Direzione Centrale della D.C. ha ascoltato una relazione del Presidente del Consiglio on. Segni e del ministro degli Esteri on. Pella sugli sviluppi della politica estera anche con riferimento ai recenti incontri internazionali. La Direzione Centrale ha espresso al Presidente del Consiglio ed al ministro degli Esteri il suo compiacimento ed il suo plauso per l'azione intensa ed efficace svolta per rinsaldare i rapporti con gli Stati Uniti d'America e gli alleati europei, per inserire l'Italia, in modo sempre più vivo, nei rapporti internazionali e per farla partecipe consapevole ed ascoltata degli importanti sviluppi in corso nel mondo. La Direzione della D. C. ha riconfermato che la pace é stata in questi anni il costante obiettivo della politica di solidarietà e di sicurezza posta in essere dalla democrazia italiana ed ha ritenuto altamente desiderabile che i rapporti tra gli Stati, nel maturare della coscienza democratica, possano essere stabiliti su sicure basi di rispetto e di collaborazione, si da escludere il ricorso alla guerra e da consentire un disarmo sufficientemente vasto, generale, bilanciato e controllato.La D.C. pertanto si augura che l'iniziato processo di distensione dei rapporti internazionali prosegua, si approfondisca, si consolidi e si mostri effettivamente capace di dare la sicurezza dei confini e degli ideali democratici. Ritiene la D.C. che la distensione internazionale e la pacifica competizione non significhino rinuncia alla individualità, all'autonomia, alla presenza, alla sicurezza delle nazioni libere ed anzi comportino la possibilità e la necessità di affermare la validità del nostro sistema economico sociale ispirato alla libertà, della nostra tradizione, dei nostri valori spirituali e culturali e di sviluppare ulteriormente la solidarietà occidentale e l'integrazione europea. La D.C. auspica inoltre che si sviluppi un sempre più intenso interessamento dell'Italia nei diversi settori della vita internazionale, specie in quelli ove, in forza di fermenti nuovi sul terreno economico, sociale e politico, maturano avvenimenti importanti per l'avvenire del mondo.
La Direzione Centrale ha poi ascoltato una relazione degli onorevoli D'Angelo, segretario regionale della Sicilia, e Lanza, presidente del gruppo D.C. alla Assemblea regionale siciliana sulla posizione e l'azione del Partito in Sicilia.
La Direzione D.C. ha infine trattato problemi organizzativi inerenti alla preparazione del Congresso nazionale.

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Dal Congresso di Trento al Congresso di Firenze
Verbali del Consiglio Nazionale e della Direzione centrale
Roma, 26 gennaio 1959 - 7 ottobre 1959

(fonte: biblioteca Butini)


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