LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA | |||||||||||||||||
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VIII° CONGRESSO NAZIONALE DELLA DC: MOZIONE "CENTRISMO POPOLARE"
Le liste presentate, nell'VIII° Congresso, per l'elezione del nuovo Consiglio nazionale sono quattro. La Lista n. 1 è quella di "Rinnovamento Democratico", e raggruppa i sindacalisti di Giulio Pastore. La Lista n. 2 è quella della "Linea Moro-Fanfani", lista maggioritaria nel Partito e guida verso il centro-sinistra e l'apertura verso il PSI. La Lista n. 3 è quella degli "Amici di Base", la sinistra democristiana alleata a Moro e Fanfani. La Lista n. 4 è quella di "Centrismo Popolare", politicamente ostile all'apertura a sinistra. * * * L'VIII Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana rivendica a merito dell'azione dei Governi espressi dalla D.C. con l'appoggio dei partiti democratici:
1) la salvaguardia del regime democratico e la lotta per evitare al nostro Paese gli orrori di una dittatura comunista; Considerato che nell'attuale momento storico:
1) è preminente la politica di sicurezza democratica e di difesa attiva della pace, insidiate l'una e l'altra dal comunismo interno e internazionale; ritenuto che la collaborazione del PSI col PCI in duemila Comuni, in diciassette Province e nella Regione della Val d'Aosta, oltre che nei sindacati e nelle cooperative, è incompatibile con una politica di sicurezza democratica, insidiata propria dall'azione dissolvitrice dello Stato democratico perseguita dal comunismo; che il frontismo del PSI, presistente in tanti vitali settori e di nuovo confermato, nonostante le tremende rivelazioni sulla realtà dei Paesi retti a regime comunista fatte dai maggiori responsabili dei comunismo internazionale, legittima la previsione che esso in determinate circostanze potrebbe essere esteso alla vita politica nazionale più responsabile sino ad insidiare le più preziose conquiste della democrazia italiana; che, in queste condizioni, un intempestivo attestato di democraticità rilasciato ad un PSI che non si proponga di isolare il comunismo potrebbe restringere, anziché allargare, il fronte democratico, minando quella unità morale della D.C. e dell'elettorato cattolico che, sino ad oggi, ha costituito la vera diga contro i rischi della tirannia comunista; che la politica di neutralità perseguita dal PSI, per la sua impostazione di equidistanza tra il blocco coatto dei regimi totalitari comunisti e l'alleanza volontaria e difensiva dei Paesi liberi si risolve a favore del blocco sovietico, ed è incompatibile con le ispirazioni morali della D.C. e con gli impegni internazionali dell'Italia oltre che con il superiore interesse della pace, che nelle elezioni politiche del 1958 e nelle elezioni amministrative del 1960 la D.C. affermò solennemente che doveva scartarsi ogni intesa sul piano governativo col PSI finché persistessero i suoi indirizzi frontisti in politica interna e neutralisti in politica estera; che la fedeltà al metodo democratico vincola la D.C. al rispetto degli impegni elettorali; che pertanto, nelle attuali condizioni, l'allargamento delle basi della democrazia va ricercato anzitutto nell'aumento dei consensi intorno alla D.C.; impegna il Consiglio Nazionale e la Direzione:
1) ad operare attivamente per aumentare i consensi alla D.C. con una politica coerente alle sue ispirazioni religiose e morali, alla sua vocazione sociale ed alle sue tradizioni politiche;
Mozione "Centrismo Popolare" (fonte: biblioteca Butini) |
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Portale della Democrazia Cristiana - un progetto ideato dall'Istituto "Renato Branzi" di Firenze |
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