LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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IX° CONGRESSO NAZIONALE DELLA DC: MOZIONE N. 4 "IMPEGNO DEMOCRATICO"
(Roma, 16 settembre 1964)

Al IX° Congresso nazionale della DC vengono presentate quattro mozioni, in corrispondenza delle quattro liste per l'elezione dei Consiglieri nazionali del partito.
La corrente centrale dorotea di "Impegno Democratico", a cui aderiscono i vertici del Partito (Mariano Rumor) e del Governo (Aldo Moro), presenta la mozione n. 4.

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Nel ventennale della Resistenza, nel decimo anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi, mentre un nuovo accordo di Governo apre all'Italia democratica più ampie prospettive politiche, il IX Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana si pone anzitutto come riaffermazione della continuità di un impegno che con immutata ispirazione ha alimentato gli ideali e le speranze del Partito Popolare di Luigi Sturzo; che si è espresso nella tensione morale e negli eroici sacrifici della lotta antifascista; e che, con l'apporto determinante della Democrazia Cristiana alla ricostruzione ed alla battaglia ventennale per la libertà e per il progresso civile del Paese, ha preparato le scelte decisive di oggi.

LA DEMOCRAZIA CRISTIANA

L'impegno presente della Democrazia Cristiana affonda le sue radici ed ha le sue premesse in tutto il suo passato.
Il richiamo alle origini, il ricordo delle esperienze lontane e recenti, proprio in un momento in cui più ampia si apre la prospettiva sull'avvenire, non è perciò tanto un omaggio doveroso a uomini ed a vicende degne di memoria, ma è esigenza di vita e garanzia di aderenza alle ragioni più profonde del nostro essere e perciò condizione di validità del nostro operare politico. Riaffermiamo in primo luogo la validità dei motivi originali che determinarono e tuttora giustificano la presenza di un Partito di cattolici che, accettando esplicitamente e senza riserve la dottrina morale ed il magistero sociale della Chiesa, s'impegna a tradurli, nella misura del possibile, attraverso il libero giuoco democratico, nelle istituzioni e nelle leggi.
Avendo scelto la via della libertà, rifiutiamo ogni integralismo.
Avendo una dottrina viva, umana, feconda, rifiutiamo ogni posizione di indifferenza o di neutralità ideologica.
Consapevoli che non la forza, ma la libertà e la capacità di persuasione conquistano la realtà sociale e politica ai nostri principi, siamo democratici per convinzione profonda e definitiva.
Crediamo nell'uomo ed in una libera e giusta comunità degli uomini. Crediamo nella possibilità ed operiamo per la costituzione di una forte e sana democrazia, ricca di fermenti morali, sostenuta da una fede vigorosa nella dignità umana, impegnata ad assicurare la partecipazione di tutti gli uomini, senza distinzione alcuna, ai valori morali e culturali, ai beni della vita, all'esplicazione del potere politico in tutte le sue forme.
Obiettivo finale dei nostri sforzi è una società articolata in autonomi organismi, dalla famiglia alle libere associazioni, dai Comuni agli enti intermedi fino allo Stato, che vogliamo non a dominio ma a servizio della persona umana e delle varie comunità nelle quali essa si ritrova, si esprime e si espande.

LA DEMOCRAZIA CRISTIANA: VITA INTERNA

La realtà politica e sociale del Paese postula la presenza di una Democrazia Cristiana forte e coerente, insostituibile garanzia di libertà e di ordinato progresso.
Il nostro dovere è quello di adeguare l'organizzazione ed i metodi del Partito ai mutamenti verificatisi nella società, facendone un movimento di struttura capillare e permanente, articolato in autonomi centri di decisione, capaci di assicurargli una presenza attiva ed operante in ogni ambiente sociale.
Non è immaginabile una Democrazia Cristiana con funzione puramente elettoralista, né, all'opposto, è pensabile come struttura meramente burocratica. Essa non può retrocedere a partito d'opinione, né può sussistere come partito di oligarchie. Neppure si può accettare che la Democrazia Cristiana divenga una federazione di gruppi aventi diversa ispirazione culturale e politica.
Noi riconosciamo il valore dell'interno dibattito di opinione, del rapporto dialettico ma cordiale tra maggioranza ed opposizione, del costruttivo confronto di tendenze differenti ma vicine, aperte alla reciproca comprensione e influenza. Riteniamo indispensabile una ripresa organica dello studio e della diffusione della dottrina ispiratrice del Partito e l'acquisizione di uno spirito di tolleranza e di reale democrazia interna.
Per quanto concerne l'organizzazione, riconosciamo l'urgenza di rendere più semplice, più agile, più qualificata la struttura centrale del Partito, di potenziare realmente i Comitati regionali; di affiancare alla struttura territoriale una struttura per gruppi ed ambienti sociali.
Si impone un riesame di fondo relativo ai problemi della stampa di Partito e la qualificazione e il potenziamento del Movimento femminile e dei Gruppi giovanili. Per i problemi del mondo agricolo un apposito Ufficio dovrà promuovere e coordinare le iniziative del settore.
La Conferenza Nazionale Organizzativa, che dovrà tenersi entro breve termine, costituirà lo strumento idoneo per porre in essere tutti quegli adeguamenti e quelle riforme che appaiono ormai indilazionabili nella vita del Partito.
Dal IX Congresso Nazionale la D.C. dovrà uscire rafforzata sul piano politico e su quello organizzativo. Il sistema proporzionale che è stato adottato può essere lo strumento per rappresentare più esattamente la volontà dei nostri iscritti, per chiamarli ad una più attenta e meditata scelta in ordine agli indirizzi ed all'azione del Partito; discutere con maggior rigore per unirci più profondamente: questa deve essere la caratteristica delle nostre Assemblee.
"Impegno Democratico" si presenta al dibattito congressuale con l'intento di dare al Partito una maggioranza, la quale rifletta le responsabilità nuove cui la D.C., nella riconferma delle scelte effettuate al precedente Congresso di Napoli, deve far fronte al Governo del Paese ed alla guida dello sviluppo democratico della società nazionale.
Le novità della situazione politica, caratterizzata dalla diretta partecipazione al Governo del Partito Socialista Italiano, il nuovo sistema elettorale adottato per il Congresso, l'intensificarsi della collaborazione tra le correnti che sostengono la politica di centro-sinistra, determinano sia al vertice che alla periferia una più netta ed impegnativa chiarezza di posizioni, pur in una evidente sollecitazione unitaria.
Ciò comporta per tutti i gruppi un ripensamento critico del significato particolare di ciascuno e dei reciproci rapporti, ma pone al gruppo che ha le maggiori responsabilità un impegno particolare ad avviare e ad organizzare il dibattito interno, in modo che le conclusioni raggiunte possano trovare una operante e puntuale sintesi unitaria.
Noi ci impegniamo nell'azione di rinnovamento proposto, in spirito di unità, secondo i nostri motivi ideali e nel ricordo dell'insegnamento dei nostri maestri. Ci presentiamo come una nuova maggioranza, ma ci riconosciamo parte di una più vasta unità; ci impegniamo a richiedere la collaborazione delle componenti che, pur con distinte mozioni, condividono la linea politica di fondo; ci distinguiamo da coloro che questa linea non condividono, ma ci impegniamo al rispetto ed alla considerazione di tutti gli amici che operano nell'unità del Partito.
Abbiamo proposto agli iscritti antichi valori da conservare, nuovi obiettivi da raggiungere. Le novità sono proprie di un regime democratico e delle forze che in esso vogliono rimanere giovani.
Questo è l'impegno democratico che assumiamo dinanzi al Partito ed al popolo.

Primi sottoscrittori:
Mariano Rumor; Aldo Moro; Silvio Gava; Benigno Zaccagnini; G. Battista Scaglia; Emilio Colombo; Giuseppe Spataro; Francesco Cossiga; Umberto Delle Fave; Remo Gaspari; Antonino Gullotti; Domenico Magrì; Bernardo Mattarella; Tommaso Morlino; Flaminio Piccoli; Carlo Russo; Angelo Salizzoni; Franco Salvi; Edoardo Speranza; Ferdinando Truzzi.

Mozione n. 4 "Impegno Democratico"
IX° Congresso Nazionale della DC
Roma, 16 settembre 1964

(fonte: biblioteca Butini)


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