LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

LA STORIAGLI UOMINII CONGRESSILE ELEZIONILE CORRENTI
I DOCUMENTILE IMMAGINITESTIMONIANZEISTITUTO BRANZIRINGRAZIAMENTI

 

LA STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA A BRESCIA: INTERVENTO DI PAOLO EMILIO TAVIANI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
(Roma, 28 maggio 1974)

La mattina del 28 maggio 1974 scoppia una bomba in Piazza della Loggia a Brescia. Numerose furono le interpellanze e le interrogazioni urgenti presentate in Parlamento. Nello stesso giorno, il Ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani risponde alla Camera dei Deputati.

* * *

TAVIANI, Ministro dell'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, un esecrando misfatto è stato compiuto questa mattina a Brescia, in occasione di una manifestazione indetta dal comitato provinciale antifascista. Alle dieci e un quarto, dopo che erano confluiti nella piazza della Loggia quattro corte i per partecipare al comizio indetto dal comitato antifascista e dalle segreterie provinciali della federazione unitaria CGIL-CISL-UIL, un ordigno di oltre un chilogrammo di esplosivo è deflagrato sotto il porticato fronteggiante il palazzo della Loggia.
Dalle notizie giunte fino a un quarto d'ora fa, i morti sono sei, 60 i feriti - di cui uno gravissimo - ricoverati in vari ospedali della città, oltre a 19 medicati e dimessi.
Sulla base delle prime indagini, che ovviamente non possono considerarsi definitive, l'ordigno - che dai primi accertamenti tecnici sembra escludersi fosse ad orologeria - sarebbe stato deposto durante il comizio in un cestino per rifiuti, a circa 60 metri dal palco degli oratori. Proprio poco fa il prefetto di Brescia mi ha garantito che, su ordine del questore, tutta la piazza, compresi anche tutti i cestini per rifiuti e qualunque ripostiglio, era stata controllata nelle prime ore della mattinata. Tutte le forze dell'ordine disponibili sono state immediatamente mobilitate per la ricerca dei criminali. Sono state prese le disposizioni per l'effettuazione di controlli su largo raggio, mentre sono in corso, di intesa con la magistratura, le perquisizioni domiciliari necessarie. Si è recato immediatamente a Brescia il capo della polizia, prefetto Zanda.
Il delitto si è verificato dopo una serie di azioni criminose ed attentati dinamitardi compiuti da elementi fascisti a Brescia e nelle vicine province lombarde. Dall'inizio di quest'anno si sono verificati nella provincia di Brescia nove attentati dinamitardi con esplosione di ordigni presso sedi di partiti politici, organizzazioni sindacali, locali pubblici. Il 10 marzo sono stati arrestati dai carabinieri gli estremisti di destra Kim Borromeo, già condannato per i due attentati del 9 gennaio e 4 febbraio 1973, e Giorgio Spedini, mentre trasportavano su di un'auto 364 candelotti di tritolo e 8 chilogrammi di esplosivo plastico. Dopo la condanna, il Borromeo si trovava in libertà provvisoria, concessagli il 17 dicembre 1973 dalla corte d'appello di Brescia in attesa dell'esito del ricorso per Cassazione.
Nel corso dell'inchiesta, immediatamente iniziata dal giudice istruttore con il concorso dell'arma dei carabinieri, sono stati arrestati proprio nel mese di maggio 18 elementi di estrema destra per associazione a delinquere.
Il 9 maggio il ventunenne Silvio Ferrari, estremista di destra, è rimasto ucciso dalla esplosione di una carica che egli stesso portava sulla sua moto-vespa in piazza Mercato; poco distante dal cadavere si sono rinvenuti una pistola, alcuni caricatori, varie cartucce nonché una copia del periodico Anno Zero. Il 21 maggio il quotidiano Giornale di Brescia ha ricevuto uno scritto intestalo «Partito nazionale fascista» che lanciava minacce di rappresaglia in seguito al tragico episodio.
Nel corso delle perquisizioni collegate alle indagini venivano sequestrate armi di vario genere, apparecchi rice-trasmittenti, e documenti comprovanti l'attività eversiva svolta da questi gruppi di estrema destra operanti a Brescia e nella provincia.
Per quanto riguarda le vicine province lombarde, mi limito a citare l'attentato alla sede del partito socialista a Lecco, i cui responsabili sono stati immediatamente arrestati dalla polizia, nonché l'arresto da parte della polizia, nella notte del 25 aprile, di Pietro Negri trovato in possesso di un sacco di juta e di un grosso involucro di giornali contenente 45 detonatori elettrici, 62 candelotti di dinamite, 10 metri di miccia a lenta combustione e 300 metri a rapida combustione.
Ho citato solo questi fatti, ma altri se ne potrebbero citare, per dimostrare come l'azione delle forze dell'ordine sia rivolta senza tregua alla repressione di questa serie di atti criminosi.
Per quanto riguarda il Governo, ho già avuto occasione di informare il Parlamento dello scioglimento del movimento politico «Ordine Nuovo», con la confisca di tutti i beni mobili ed immobili della organizzazione. Sciolto «Ordine Nuovo», è comparso in alcune province un nuovo gruppo denominato «Anno zero», nel quale, sostanzialmente operano gli stessi uomini, con attività analoga a quella del disciolto «Ordine nuovo».
Su mio preciso ordine i prefetti della Repubblica sono intervenuti nei confronti di questo nuovo gruppo, sciogliendone qualsiasi manifestazione organizzativa.
Per quanto concerne il periodico che porta lo stesso nome, la denuncia è stata regolarmente operata da parte delle forze dell'ordine; la competenza tuttavia sfugge alla autorità governativa e a quella di polizia.
Oltre alla sigla «Anno zero», è comparsa la sigla «Ordine nero», per altro senza alcuna sede o organizzazione esterna. Le forze dell'ordine sono fermamente impegnate ad agire contro i criminali che usano questa sigla e parecchi di essi sono compresi negli elenchi delle persone denunciate e arrestate, di cui ho testé parlato. Posso assicurare il Parlamento che proseguirà senza soste e con estrema, intransigente durezza, l'azione delle forze dell'ordine contro ogni tentativo di risorgente fascismo. Nessuno si faccia illusioni : il fascismo è morto per sempre il 25 aprile 1945. Ci inchiniamo commossi e reverenti dinanzi alle vittime di questo orrendo eccidio, ed il nostro impegno dinanzi ai loro corpi dilaniati è lo stesso che assumemmo trent'anni fa di fronte ai caduti della Resistenza: l'impegno per la difesa ed il consolidamento ad ogni costo della libertà e della democrazia del popolo italiano.

On. Paolo Emilio Taviani
Camera dei Deputati
Roma, 28 maggio 1974
(fonte: Camera dei Deputati - Atti parlamentari - Resoconto della seduta di martedì 28 maggio 1974)


torna indietro home page stampa la pagina Portale della Democrazia Cristiana - un progetto ideato dall'Istituto "Renato Branzi" di Firenze
hogan interactive, hogan stivali scarpe, hogan scarpe 2015, hogan scarpe italia, hogan scarpe outlet, hogan scarpe 2014