LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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IL IV° GOVERNO ANDREOTTI: INTERVENTO DI BENIGNO ZACCAGNINI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
(Roma, 16 marzo 1978)

A poche ore dal rapimento del Presidente della DC, Aldo Moro, e dall'uccisione dei cinque membri della sua scorta, Giulio Andreotti presenta alla Camera dei Deputati il suo IV° Governo, un monocolore democristiano che si basa sulla maggioranza di cinque partiti, compreso il PCI.
Il Segretario politico della DC, Benigno Zaccagnini, è il primo iscritto a parlare nel dibattito.

* * *

ZACCAGNINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente del Consiglio, non è senza un profondo senso di emozione e di commozione che prendo la parola in apertura di questa discussione sulle comunicazioni del Governo, rese poco fa dal Presidente Andreotti. Non è senza emozione e commozione che esprimiamo dal profondo del nostro spirito e del nostro cuore la piena solidarietà all'amico Aldo Moro, presidente del nostro partito (Vivi, generali applausi).
Trepidiamo insieme con la moglie dell'onorevole Moro, che sta dimostrando in questo momento un'eroica forza morale ed un'eroica forza di resistenza, insieme con i suoi figli; trepidiamo insieme con tutti i nostri iscritti della democrazia cristiana, che si sentono stretti e uniti attorno al loro presidente. Esprimo il profondo cordoglio del nostro partito, tutto intero, del nostro elettorato, per le vittime delle forze dell'ordine, che sono cadute nell'adempimento di questo loro alto, grande e nobile compito di difesa della libertà e delle istituzioni.
Quanto è avvenuto rappresenta la punta più alta di attacco allo Stato ed alle sue istituzioni, contro le quali si sta scatenando da tempo una sequela di delitti e di imprese nefande, alle quali tutti dobbiamo sentirci profondamente impegnati a reagire, con tutta la nostra coscienza di cittadini liberi e democratici. L'attacco allo Stato ed alle sue istituzioni non solo non può piegare la nostra forza e la nostra volontà di reagire e di resistere; esso anzi non può - e ne siamo certi – che stimolare il Governo a compiere, con ogni mezzo, tutto il suo dovere per tutelare l'ordine democratico nel nostro paese. Queste azioni terroristiche mirano, al di là delle persone che colpiscono, a rendere ingovernabile il nostro paese, sono dirette a minare le fondamenta di questa nostra libera convivenza democratica. Ecco perché quanto ho detto finora si iscrive come primo punto, per noi, all'ordine del giorno dell'impegno comune che il nostro partito esprime, come invito fermissimo - e siamo certi che verrà ascoltato – al Governo perché compia tutto ciò che è possibile.
Vi è stata, onorevoli colleghi, una lunga crisi, la ,cui soluzione è giunta dopo non facili e travagliate vicende. Ed è giunta sulla base di un accordo programmatico sostenuto da un'ampia maggioranza parlamentare. I1 dibattito sui contenuti di questo programma, sulle proposte, sugli intenti, sulle linee che il Governo intende seguire ha trovato piena rispondenza nel nostro gruppo, che esprime così la sua fiducia a questo Governo. Siamo in una situazione di grave emergenza, che ha richiesto e richiede questa ampia solidarietà parlamentare, la quale si stabilisce attorno ad un programma ben preciso, attorno a propositi ben chiari, quali quelli che il Presidente del Consiglio ci ha annunziato stamane. In tale situazione di emergenza, pur sulla base di questa ampia maggioranza parlamentare, ogni partito conserva integre le proprie caratteristiche, integri i propri valori, intatte le proprie linee di strategia, anche se si esprime attraverso l'intesa fatta propria e voluta dalle varie forze politiche per poter affrontare, con la forza e la decisione necessarie, i gravi problemi che l'emergenza presenta.
L'esposizione programmatica dell'onorevole Andreotti ha fatto emergere, nella complessità dei problemi di questo grave momento, due temi preminenti. L'uno è quello al quale ho già accennato: il tema dell'attacco allo Stato, alle sue istituzioni, a quell'ordine democratico, a quella Costituzione sulla quale il nostro ordinamento si fonda ed alla quale la democrazia cristiana ha inteso e intende riconfermare intatta e piena la propria volontà di adesione e di fedeltà.
L'altro ordine di problemi nasce dalla gravità della situazione economica e sociale. Discendono di qui allora quelle linee operative che sono state enunciate dal Presidente del Consiglio. Occorre innanzitutto difendere le istituzioni e gli ordinamenti del nostro paese da questi tentativi volti a rendere ingovernabile l'Italia, garantendo ad ogni cittadino italiano la possibilità di vivere in libertà e in pace. Coloro che compiono queste azioni sono profondamente isolati dalla coscienza di tutto il popolo italiano, di tutte le forze politiche e sociali, e vanno pertanto considerati e perseguiti con ogni forza e con ogni capacità da parte dello Stato e da parte delle stesse forze politiche e sociali.
La gravità della situazione economica e sociale impone di affrontare e risolvere grossi nodi, gravi nodi di una lunga crisi. I1 Presidente del Consiglio ci ha rapidamente, ma chiaramente esposto le linee lungo le quali intende muoversi e che noi sinceramente approviamo: contenimento della spesa pubblica, per rendere possibile l'impegno ad una ripresa economica e produttiva attraverso nuovi investimenti; che abbiano soprattutto come loro fine la rinascita del Mezzogiorno del nostro paese e la riduzione del grave peso della disoccupazione, in particolare quella giovanile. Su altri temi, sui quali il Presidente del Consiglio si è soffermato, noi desideriamo esprimere ancora il nostro pieno consenso; e in particolare sui temi della politica estera, quei temi che fanno dell'Italia un paese che vuole vivere in pace con tutti gli altri paesi e che vuole contribuire con ogni mezzo a far sì che la pace ritorni in quelle regioni che sono così profondamente turbate.
Su queste grandi linee, sul complesso delle .soluzioni che sono state proposte per altri problemi importanti, quali quelli della scuola, dell'agricoltura, delle riforme sia di carattere civile sia di carattere sociale, noi esprimiamo ancora la nostra fiducia e solidarietà piena al Governo presieduto dall'onorevole Andreotti, fiducia e solidarietà che si unisce – ne siamo certi - a quel più ampio consenso e a quella più ampia solidarietà che, al di là di quella che sarà manifestata nel Parlamento, I trova corrispondenza nella coscienza dei cittadini, cioè alla radice stessa del nostro popolo, nel libero consenso dei nostri concittadini.
In particolare, vogliamo esprimere la nostra fiducia nella capacità di azione del Governo nella lotta contro i criminali attentati alle istituzioni e all'ordine democratico, contro questo disegno di eversione che mira al cuore del nostro libero ordinamento e che non a caso colpisce e sta colpendo particolarmente la democrazia cristiana, perché riconosce in questo partito il grande baluardo di difesa delle libertà e della democrazia del nostro popolo. Questo nostro grande partito è chiamato a dare quindi un contributo pari alla propria forza politica, pari alle responsabilità che da ciò derivano. Questo nostro grande partito, proprio sull'esempio di Aldo Moro, punta sulla capacità della sua forza morale, dei suoi ideali, che lo rendono forza e partito garante delle istituzioni, delle libertà, del progresso e della pace.
Se qualcuno immaginasse che momenti difficili quali quello che stiamo attraversando possono minimamente incrinare il coraggio, la determinazione, la forza morale e politica del nostro partito, noi sentiamo di poter fieramente e serenamente rispondere che questo non è avvenuto e non avverrà mai (Applausi al centro).
Noi sentiamo, onorevoli colleghi, la responsabilità che grava sulle nostre spalle, sentiamo la responsabilità di essere il partito di maggioranza relativa cui spetta, in questo momento, dare esempio di forza e di coraggio. Noi sentiamo, come ho detto, la responsabilità politica che pesa sulle nostre spalle: eppure, così duramente colpiti, diciamo con parola alta e fiera che non ci piegheremo, ma che proprio sull'esempio di Aldo Moro, sull'esempio di sua moglie e della sua famiglia, noi reagiremo vivacemente e fermamente, ma con la freddezza della ragione, con il sereno controllo dei nostri comportamenti, con la tensione ancora più esaltante dei nostri valori ideali.
Abbiamo dietro di noi, onorevoli colleghi, una lunga storia che è gloria e vanto del nostro partito per ciò che esso ha rappresentato, per ciò che rappresenta, per ciò che intende continuare a rappresentare nella vita dello Stato e del paese. A questi valori e a questi ideali più che mai oggi, più che mai in questo momento, all'atto di esprimere il nostro voto di fiducia al Governo presieduto dall'onorevole Andreotti, sentiamo di essere profondamente e intimamente fedeli. Abbiamo servito il nostro paese in circostanze difficili, aspre e dure: siamo qui pronti per continuare a fare il nostro dovere, per servire libertà, pace e progresso del popolo italiano, secondo la tradizione, la gloria e il vanto della democrazia cristiana (Vivi, prolungati applausi al centro).

On. Benigno Zaccagnini
Camera dei Deputati
Roma, 16 marzo 1978

(fonte: Camera dei Deputati - Atti parlamentari - Resoconto della seduta di giovedì 16 marzo 1978)


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