LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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6. L'AVVENTO DEL CENTRO-SINISTRA E LA SEGRETERIA DI MARIANO RUMOR (1963-1968)

Alle elezioni politiche del 1963 segue la formale apertura, da parte del Consiglio nazionale della DC del maggio dello stesso anno, delle trattative per la costituzione di un governo organico di centro-sinistra tra DC, PSI, PSDI e PRI. Il Presidente della Repubblica, Antonio Segni, affida ad Aldo Moro, Segretario politico della DC, l'incarico di formare il primo governo della IV° legislatura. Ma i dissidi interni al Partito Socialista non consentono il successo immediato dell'iniziativa, e Giovanni Leone viene chiamato a costituire il suo primo Governo (ribattezzato "governo-ponte") per consentire la decantazione della situazione politica, in attesa di nuovi sviluppi all'interno del PSI e nella trattativa tra lo stesso PSI e la DC.
Aldo Moro, Presidente del Consiglio nei primi governi di centro-sinistra negli anni '60Una volta superato lo scoglio del Congresso del PSI, nel novembre 1963 Giovanni Leone si dimette, Aldo Moro riceve nuovamente l'incarico di formare il suo primo governo, che giura il 4 dicembre 1963, e prende così il via il primo governo organico di centro-sinistra: Pietro Nenni è nominato Vice Presidente del Consiglio, Giuseppe Saragat è Ministro degli Affari Esteri. Il carattere politico dell'alleanza è sostanzialmente chiuso al Partito Comunista. Ma i contrasti dentro il PSI e dentro la DC non sono sopiti: Mario Scelba, con la sua corrente "Centrismo popolare", rimane strenuamente contrario al centro-sinistra.
A seguito della nomina a Presidente del Consiglio, Aldo Moro si dimette dalla Segreteria politica della DC, e il 27 gennaio 1964 Mariano Rumor, doroteo, viene eletto Segretario politico dal Consiglio nazionale del partito. Arnaldo Forlani, fanfaniano, è Vice Segretario.
La situazione, nonostante l'indubbia spinta alla novità ed all'apertura di nuove prospettive politiche con il centro-sinistra, non è comunque tranquilla. Amintore Fanfani, uno dei leader democristiani che ha segnato la vita del partito e del Paese nei dieci anni precedenti, il 16 aprile 1964 contesta l'irreversibilità del centro-sinistra, suscitando notevoli polemiche. E due mesi dopo, su un provvedimento a favore delle scuole private, il Governo Moro viene messo in minoranza in Parlamento, per i contrasti su tale questione tra DC ed i partiti laici della maggioranza. Aldo Moro si dimette il 26 giugno 1964, e si apre una delle crisi più difficili per il Paese.
Infatti, la DC chiede la ricomposizione della maggioranza di centro-sinistra condizionandola alla salvaguardia di un sistema di economia di mercato, e di estendere l'alleanza anche negli enti locali, dove il PSI è spesso alleato al PCI. Moro, ricevuto l'incarico per il nuovo governo, trova vari ostacoli nella trattativa con gli altri tre partiti del centro-sinistra su alcuni punti programmatici importanti (riforma urbanistica, riforma della scuola, attuazione delle regioni). Sono i giorni del cosiddetto "Piano Solo" del generale Giovanni De Lorenzo, Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, che il 14 luglio incontra il Presidente della Repubblica Antonio Segni, il giorno successivo i vertici della DC (Moro, Rumor, Zaccagnini, Gava).
Moro costituisce, il 22 luglio 1964, il suo II° Governo di centro-sinistra: tra i ministri democristiani predominano i dorotei e gli andreottiani, mentre i fanfaniani di fatto spariscono dalla compagine governativa.
Pochi giorni dopo, il Presidente della Repubblica Antonio Segni viene colto da trombosi cerebrale e, impossibilitato a svolgere le sue funzioni di Capo dello Stato, viene momentaneamente sostituito dal Presidente del Senato Cesare Merzagora, secondo il dettato costituzionale.
Nel settembre 1964 si celebra il IX° Congresso nazionale della DC. Il Segretario politico, Mariano Rumor, sostiene la necessità della collaborazione con il PSI, ma pone condizioni sempre più limitanti allo sviluppo riformista dell'alleanza, soprattutto per quanto attiene nazionalizzazioni, urbanistica e regioni. Arnaldo Forlani, fanfaniano, va ad evidenziare la perdita di capacità innovativa del centro-sinistra. Carlo Donat Cattin, della corrente sindacale di "Forze Nuove", va a lamentarsi di un atteggiamento sempre più subalterno alla destra italiana. In sostanza, il Congresso fa emergere le prime crepe nella gestione dorotea del partito: i dorotei di "Impegno Democratico" perdono la maggioranza assoluta del partito (46,5%), i fanfaniani di "Nuove Cronache" ottengono il 21,3%, l'insieme di "Forze Nuove" e della "Base" il 20,7%, e la corrente "Centrismo popolare" di Scelba e Gonella l'11,5%. Mariano Rumor viene rieletto Segretario politico del partito, ma solo con i voti dei dorotei e di "Forze Nuove".
Nel dicembre 1964 Antonio Segni si dimette dalla Presidenza della Repubblica. Dopo molte, difficili votazioni, viene eletto Presidente il socialdemocratico Giuseppe Saragat, con i voti determinanti dei comunisti. Il candidato della DC era Giovanni Leone, a cui si contrappone anche la candidatura di Fanfani, sostenuto da una coalizione eterogenea e trasversale (dalla sinistra democristiana e socialista, al PSIUP, ad alcuni missini, ed anche qualche comunista come Pietro Ingrao). L'obiettivo del Quirinale coltivato da Amintore Fanfani viene comunque frustrato anche per intervento ecclesiastico, nonché per le ostilità interne alla DC. Come avverrà spesso nelle elezioni future per il Quirinale. A Fanfani viene solo offerto di sostituire Saragat in qualità di Ministro degli Affari Esteri.
Le profonde divisioni interne alla DC vengono ricomposte nel febbraio 1965, con una gestione unitaria del partito, sempre con Mariano Rumor Segretario politico. E lo sforzo di analisi e riflessione sulle principali questioni nazionali prosegue all'interno della DC: a cavallo dell'ottobre e del novembre 1965 si tiene a Sorrento la III° Assemblea nazionale del partito, dedicata alla vita ed allo sviluppo del partito, ai suoi problemi interni, agli strumenti della sua azione politica, ed alla'anlisi sullo stato democratico e costituzionale e sulla realtà della società italiana.
Il 21 settembre 1965 Amintore Fanfani, con 110 voti su 114, viene eletto Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU.
Ma i rapporti tra Moro e Fanfani hanno un'ulteriore evoluzione: le valutazioni sul voto della delegazione italiana in sede ONU sull'ammissione della Cina prefigura quasi l'esistenza di due diverse linee di politica estera, e dopo la pubblicazione sulla rivista "Il Borghese" delle dichiarazioni del suo amico Giorgio La Pira su Moro ed i socialisti, Fanfani decide di dimettersi da Ministro degli Affari Esteri.
Ma nel gennaio 1966, a causa del voto contrario della Camera dei Deputati, a scrutinio segreto, della legge sulla scuola materna, il Presidente del Consiglio Moro si dimette. Lo scontro si riaccende anche dentro la DC, con le dimissioni del Segretario politico Rumor, dimissioni respinte dal partito.
Moro, dopo il fallimento di un primo tentativo di ricostituire il centro-sinistra con Mario Scelba all'interno della compagine governativa, fortemente inviso dagli altri alleati della DC, decide di escluderlo dal governo e costituisce il suo III° Governo nel febbraio 1966. Ma non passa indenne da ripercussioni interne: il Vice Segretario della DC, Giovanni Galloni, si dimette, seguito dagli altri rappresentanti delle sinistre democristiane ("Forze Nuove" e "Base") dalla Direzione Centrale, a causa degli equilibri interni nati con la costituzione del III° Governo Moro.
La DC continua nel suo sforzo di comprensione della realtà italiana a livello di studio. Nell'aprile 1967 si tiene a Lucca il Convegno nazionale della Dc sul tema dedicato ai cattolici italiani nei tempi nuovi della cristianità. Il convegno verte sul riesame e sull'approfondimento della presenza politica dei cattolici, del loro impegno culturale, e della loro apertura al mondo contemporaneo.
Ma la DC continua anche ad attraversare un momento di frammentazione interna delle sue correnti, in parallelo con i grandi mutamenti sociali che l'Italia vive in questi anni. Al X° Congresso nazionale del partito, a Milano, prende forma la corrente dei "pontieri": una parte dei dorotei, guidata da Paolo Emilio Taviani ed a cui partecipano Francesco Cossiga e Adolfo Sarti, si distacca dalla corrente per creare un "ponte" verso la sinistra democristiana, in cui maggiormente viene coltivata l'inquietudine e la critica verso la gestione del partito. La lista maggioritaria del congresso (64,2%) è costituita da dorotei, fanfaniani, morotei e andreottiani, e viene guidata da Mariano Rumor, riconfermato Segretario politico. I "pontieri" ottengono il 12%, la sinistra democristiana il 23,8%.
Nel maggio 1968 si svolgono le elezioni politiche. La DC ottiene il 39,1% alla Camera dei Deputati, ed il 38,3% al Senato. Recupera quindi voti rispetto alle elezioni del 1963, ma la significativa avanzata dell'opposizione di sinistra ed il fallimento sostanziale dell'unificazione tra PSI e PSDI (perdono quasi il 5,5% rispetto alla somma dei voti conseguiti alle elezioni precedenti) aprono nuove riflessioni politiche. La gestione dei primi tre governi di centro-sinistra, guidati tutti da Aldo Moro, viene criticata al punto da escludere il leader democristiano dalla guida dei governi nella nuova legislatura. Nel suo complesso, il centro-sinistra ha avuto il merito di allargare la base sociale dello Stato e di aprire il Paese ad un costume di libertà e ad un respiro democratico più ampio. Tuttavia, nel giro di qualche anno, vengono progressivamente meno molte delle speranze che avevano accompagnato l'avvio della collaborazione tra DC e PSI. Lo spirito riformatore diventa sempre più uno spirito gestore, cominciando a prevalere nella prassi di governo e nelle gestione amministrativa dello Stato la tendenza alla lottizzazione da parte dei partiti. Lo Stato diventa sempre più ente accumulatore di passività e di gestioni parassitarie, e sempre meno ente diretto a garantire i modi migliori per la crescita della produttività nazionale.
All'impeto iniziale ed al profilo riformista di Fanfani, che per primo aveva ideato e sviluppato una politica di apertura a sinistra, è seguita quindi una gestione morotea del centro-sinistra molto più cauta e prudente. Questo comporta una garanzia di unità dell'impegno democratico cristiano nel centro-sinistra, ma anche molte delusioni sul risultato rifornista della novità del centro-sinistra.
All'interno della DC, questi anni vengono caratterizzati da un consolidamento organizzativo delle correnti interne. Diventano sempre più vere e proprie strutture organizzate, con legami anche trasversali con altre correnti di altri partiti politici. E questo rafforzamento significativo del peso delle correnti si va ad accompagnare, dopo il 1968, ad una progressiva disgregazione della corrente maggioritaria dei dorotei.

Approfondimenti

  • I° Governo Moro: intervento di Aldo Moro alla Camera dei Deputati
    (Roma, 12 dicembre 1963)
  • II° Governo Moro: intervento di Aldo Moro al Senato della Repubblica
    (Roma, 30 luglio 1964)
  • III° Governo Moro: intervento di Aldo Moro al Senato della Repubblica
    (Roma, 3 marzo 1966)

  • III° Convegno Nazionale di San Pellegrino: relazione di Paolo Emilio Taviani
    (San Pellegrino Terme, 13 settembre 1963)
  • Assemblea nazionale della DC di Sorrento: intervento di Paolo Emilio Taviani
    (Sorrento, 30 ottobre – 3 novembre 1965)

  • Scheda sul IX° Congresso nazionale della DC
  • IX° Congresso nazionale della DC: relazione introduttiva di Mariano Rumor
    (Roma, 12 settembre 1964)
  • IX° Congresso nazionale della DC: intervento di Paolo Emilio Taviani
    (Roma, 13 settembre 1964)
  • IX° Congresso nazionale della DC: mozione n. 1 "Nuove Cronache"
    (Roma, 16 settembre 1964)
  • IX° Congresso nazionale della DC: mozione n. 2 "Centrismo Popolare"
    (Roma, 16 settembre 1964)
  • IX° Congresso nazionale della DC: mozione n. 3 "Forze Nuove"
    (Roma, 16 settembre 1964)
  • IX° Congresso nazionale della DC: mozione n. 4 "Impegno Democratico"
    (Roma, 16 settembre 1964)
  • Scheda sul X° Congresso nazionale della DC
  • X° Congresso nazionale della DC: relazione introduttiva di Mariano Rumor
    (Roma, 23 novembre 1967)
  • X° Congresso nazionale della DC: intervento di Paolo Emilio Taviani
    (Roma, 26 novembre 1967)
  • X° Congresso nazionale della DC: mozione n. 1 "Amici di Taviani"
    (Roma, 26 novembre 1967)
  • X° Congresso nazionale della DC: mozione n. 2 "Base e sindacalisti"
    (Roma, 26 novembre 1967)
  • X° Congresso nazionale della DC: mozione n. 3 "Maggioranza"
    (Roma, 26 settembre 1967)

  • Risultati delle elezioni politiche del 28 aprile 1963
  • Risultati delle elezioni politiche del 19 maggio 1968

  • Composizione del I° Governo Leone
  • Composizione del I° Governo Moro
  • Composizione del II° Governo Moro
  • Composizione del III° Governo Moro

  • Membri della DC in Parlamento nella IV° Legislatura
  • Membri della DC in Parlamento nella V° Legislatura

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