LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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7. LA DC DA PICCOLI A FORLANI: DAL CENTRO-SINISTRA ALLA PARENTESI CENTRISTA (1969-1973)

Le elezioni politiche del 1968, dopo un'intera legislatura di governi di centro-sinistra, risultano rassicuranti per la DC, preoccupanti per il Partito Socialista Unificato (nato dalla fusione di PSI e PSDI), e incoraggianti per il Partito Comunista. In questo quadro, è Aldo Moro che paga maggiormente i costi di una situazione insoddisfacente per i partiti della coalizione di maggioranza, con i partiti socialisti incerti circa la continuazione della collaborazione governativa.
Il Presidente della Repubblica Saragat, dopo il fallimento del tentativo del Segretario politico Rumor di ricostituire un governo di centro-sinistra, ripropone la soluzione "balneare" di Giovanni Leone, al suo II° dicastero, in attesa delle decisioni interne ai socialisti: un monocolore democristiano che dura da giugno a novembre 1968, in cui la sinistra democristiana non entra con i suoi rappresentanti.
Il mondo cattolico viene investito da elementi di dissenso interno molto marcato (i cosiddetti "cattolici del dissenso"), in contestazione verso le gerarchie della Chiesa, con approdi politici alternativi alla Democrazia Cristiana. Nella stessa corrente di "Forze Nuove", riunita a Sorrento nel settembre 1968, emergono accenni alla necessità di politiche sempre più spostate a sinistra.
Nel Consiglio nazionale della DC del novembre 1968, Aldo Moro annuncia la sua decisione di assumere una sua autonoma posizione dentro il partito (nascono così i morotei), e dopo l'instaurazione della leadership di Francesco De Martino dentro il PSI, favorevole alla ripresa della collaborazione governativa di centro-sinistra, nel dicembre 1968 Mariano Rumor costituisce il suo I° Governo, un tripartito di centro-sinistra con socialisti e repubblicani.
Nel Paese esplode la rivolta studentesca e gli scioperi sindacali. La contemporaneità dei due fenomeni non riflette una radice comune, ma produce effetti sinergici. Il movimento studentesco, con l'occupazione delle università, nasce all'interno della borghesia, all'interno di ceti benestanti, intrisi di ideologia marxista e leninista. I grandi scioperi del cosiddetto "autunno caldo" nascono viceversa dentro le fabbriche, le rivendicazioni sindacali sorgono da una base operaia, da classi lavoratrici. La contestazione studentesca del '68 è il prodotto di una ideologia rivoluzionaria che nasce dentro la borghesia abbiente ed è alimentata da una componente intellettualista degli stessi insegnanti, gli scioperi sono viceversa il prodotto delle rivendicazioni sindacali di chi lavora nelle fabbriche.
Il risultato combinato è l'instaurarsi di un clima esasperato di contestazioni e rivendicazioni che scuote la società e la classe politica, facendo da un lato crescere il peso ed il ruolo dei sindacati anche nella politica, e non solo nelle relazioni industriali, e dall'altro a consolidare in vari movimenti l'ideologia e la scelta politica di andare oltre la semplice contestazione universitaria, ed arrivare negli successivi alla creazione di una cultura eversiva contro le istituzioni che porterà anche al fenomeno del terrorismo.
Dopo la costituzione del I° Governo Rumor, Giulio Andreotti diventa Presidente del Gruppo parlamentare democristiano alla Camera, e nel gennaio 1969 Flaminio Piccoli viene eletto Segretario politico della DC, in sostituzione di Mariano Rumor. Viene eletto con 85 voti a favore, 87 schede bianche, e 5 nulle. A favore votano ciò che resta dei dorotei, i fanfaniani e gli amici di Taviani, contro votano "Forze Nuove", la "Base" ed i morotei. Ben 19 "franchi tiratori" della maggioranza del partito non votano a favore di Piccoli.
La segreteria politica di Piccoli nasce quindi in un contesto di grande debolezza (i voti a favore sono inferiori alle schede bianche e nulle). In questo quadro si inserisce la scelta socialista delle ACLI di Livio Labor, le dimissioni del Ministro della Pubblica Istruzione Fiorentino Sullo (in forte contrasto in Campania con l'emergente Ciriaco De Mita), ed il convegno della sinistra democristiana di "Base" dell'aprile 1969 a Firenze nella quale, alla conclusione dei lavori, Ciriaco De Mita propone un "patto costituzionale" aperto anche al PCI per affrontare i gravi problemi del Paese.
Il Governo Rumor affronta la difficile situazione del Paese con una serie di iniziative che ridanno slancio al profilo riformista del centro-sinistra. Viene definitivamente deciso il varo delle regioni; viene varato lo Statuto dei Lavoratori, accompagnato da incentivi salariali, pensionistici e previdenziali; si procede al contenimento dei disordini e della violenza politica, che sempre più prende campo sia all'estrema destra che all'estrema sinistra.
A cavallo del giugno e del luglio 1969 si svolge l'XI° Congresso nazionale della DC, nel quale si consuma la frantumazione della maggioranza dorotea del partito. La corrente dorotea di "Impegno Democratico", a cui aderiscono Piccoli (Segretario politico), Rumor (Presidente del Consiglio), Andreotti (Capogruppo alla Camera dei Deputati), crolla al 38,3% dei voti; i fanfaniani di "Nuove Cronache" hanno il 15,9%; gli amici di Taviani ottengono il 9,5%. A sinistra, "Forze Nuove" e la "Base" hanno insieme il 18,9%, i morotei ottengono il 12,7% e "Nuova Sinistra" (gli amici di Fiorentino Sullo) il 2,6%. Alla destra del partito, la corrente "Forze libere" guidata da Oscar Luigi Scalfaro ha il 2,9%.
Nel luglio 1969 il Consiglio nazionale della DC conferma Flaminio Piccoli quale Segretario politico, con il voto determinante dei fanfaniani.
Ma la situazione governativa si complica per i gravi dissidi all'interno dei socialisti. A fronte dell'ennesima scissione interna al mondo socialista, il Presidente del Consiglio Rumor si dimette. Nell'agosto 1969, Rumor forma il suo II° Governo, un monocolore democristiano nel quale i due partiti socialisti, non riuscendo a superare le loro divisioni, decidono di non entrare.
Nel settembre 1969 si svolge il convegno di San Ginesio, al quale partecipano Arnaldo Forlani, Ciriaco De Mita e Bartolo Ciccardini. Emerge una necessità di rinnovamento nella gestione del partito, un bisogno anche di ricambio di classe dirigente (i "quarantenni") per dare nuovo slancio all'iniziativa politica della DC. Il convegno di San Ginesio passa alla storia nella DC come quello che stabilisce un patto generazionale per una nuova gestione del partito.
La vitalità interna al partito, e la disgregazione della vecchia maggioranza dorotea, continua. Nell'ottobre 1969, un mese dopo il convegno di San Ginesio, la corrente dorotea di "Impegno Democratico" si divide in due: Mariano Rumor e Flaminio Piccoli (gli attuali vertici del governo e del partito) si separano da Giulio Andreotti ed Emilio Colombo. Rumor e Piccoli fondano "Impegno Popolare", Andreotti e Colombo mantengono la stessa denominazione di "Impegno Democratico".
In questo contesto di frammentazione correntizia, emerge forte la necessità di un superamento di questa fase difficile per il partito. Flaminio Piccoli si dimette dalla guida del partito, ed il Consiglio nazionale elegge il 9 novembre 1969 Arnaldo Forlani alla Segreteria politica della DC, con 157 voti a favore e 13 schede bianche. Pochi giorni dopo Ciriaco De Mita diventa Vice Segretario della DC: il patto di San Ginesio genera il frutto di una nuova guida alla DC.
Il periodo è turbolento, per il Paese, per la DC e per l'intero mondo cattolico. Nello stesso novembre 1969 la Camera dei Deputati approva la legge sul divorzio, con l'isolamento della DC insieme a missini e monarchici. In generale, in questi anni il partito inizia a trovare difficoltà a presentarsi ancora come espressione dell'unità politica dei cattolici, e a realizzare un efficace rapporto sinergico con associazioni, gruppi, movimenti ad ispirazione cristiana. Si assiste ad un progressivo scollamento e, in alcuni casi, alla rottura di quei tradizionali vincoli che hanno legato la DC all'arcipelago del cattolicesimo italiano.
Il Presidente del Consiglio Rumor si dimette nel febbraio 1970, per ricostituire un governo organico di centro-sinistra nel marzo 1970. Nonostante il successo politico per le prime elezioni regionali del giugno 1970, il III° Governo Rumor non sopravvive alle tensioni politiche e sociali nel Paese (lo sciopero generale del luglio 1970).
Il centro-sinistra organico viene salvato dal nuovo Governo di Emilio Colombo, dall'agosto 1970 al gennaio 1972. La DC, nel Consiglio nazionale del partito del settembre 1970, ratifica all'unanimità il sostegno politico al centro-sinistra.
Mentre il Segretario Forlani organizza nell'ottobre 1970, a Fermo, un convegno di studio per dare seguito alle conclusione del convegno di San Ginesio dell'anno precedente, la legge sul divorzio viene definitivamente approvata dal Parlamento, con la forte preoccupazione della Conferenza Episcopale Italiana, ed il movimento "Un popolo per la famiglia" organizza la raccolta di firme per il referendum contro la legge sul divorzio.
L'unità della Direzione centrale della DC nel sostegno al Governo Colombo non può impedire l'uscita dei ministri del PRI dalla compagine governativa, per le critiche alla politica economica del governo, ed alla riforma fiscale ed universitaria.
Ma il clima di violenza nel Paese contribuisce ad uno spostamento a destra dell'elettorato, con una crescita significativa del MSI di Almirante nelle elezioni amministrative parziali del 1971.
Due questioni segnano la politica italiana, e la DC in particolare, alla fine del 1971:
1) il tentativo della senatrice Tullia Carettoni Romagnoli, indipendente di sinistra, di evitare il referendum sul divorzio con una nuova legge che tenga conto di alcune richieste democristiane, non riesce a concludersi a buon fine, anche per l'ostilità dei partiti laici;
2) l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica divide la Democrazia Cristiana e i partiti della coalizione di governo. La DC candida Amintore Fanfani, le sinistre Francesco De Martino. Lo stallo in molte votazioni, dovuto anche a molti "franchi tiratori" nelle stesse file democristiane, porta alla rinuncia di Fanfani, all'impossibilità di trovare un accordo su Moro, ed alla fine alla elezione di Giovanni Leone al Quirinale, con i voti determinanti anche del MSI.
Nel gennaio 1972 i repubblicani escono dal Governo Colombo, e viene aperta la crisi. L'impossibilità a ricostituire un'alleanza di centro-sinistra porta la Direzione centrale della DC a chiedere un governo monocolore guidato da Giulio Andreotti, che non ottiene la fiducia del Parlamento, portando il Paese alle elezioni anticipate. Così viene, tra l'altro, anche evitato il referendum sul divorzio.
Le elezioni del 7 maggio 1972 confermano la leadership della DC nel panorama politico del Paese, e al tempo stesso l'inconsistenza numerica dei nuclei e dei movimenti dell'estrema sinistra: in un clima difficile e di forti tensioni, sia all'interno della vecchia maggioranza di centro-sinistra che nello stesso associazionismo cattolico, la DC ottiene il 38,7% dei voti alla Camera dei Deputati ed il 38,1% al Senato. Anche la paventata avanzata della destra del MSI viene contenuta dal punto di vista elettorale.
A fronte del risultato elettorale, la Direzione centrale della DC decide di varare una nuova alleanza centrista con il rientro del PLI nel governo. La sinistra DC vota contro, e non entra con propri rappresentanti nel II° Governo Andreotti costituito da DC, PSDI e PLI, con l'appoggio esterno del PRI.
Le conseguenze del ritorno ad una formula centrista provocano, all'interno della DC, le dimissioni dalla Direzione centrale dei rappresentanti delle correnti di "Forze Nuove" e dei morotei. Solo Benigno Zaccagnini, su indicazione dello stesso Moro, rimane Presidente del Consiglio nazionale, accanto a Forlani Segretario politico.
Nel dicembre 1972, nel convegno di studio sui problemi economici di Perugia, organizzato da Roberto Mazzotta, emergono le insoddisfazioni verso la politica economica espressa dal II° Governo Andreotti. Lo stesso Segretario Forlani, nella Direzione centrale, ritiene opportuno accogliere la richiesta delle sinistre interne di riaprire un dibattito interno sulla situazione politica.
Le spinte verso un riavvicinamento al PSI ed alla ripresa della collaborazione governativa di centro-sinistra sono sempre più forti. Sarà il XII° Congresso nazionale della DC a riaprire al ritorno al centro-sinistra.

Approfondimenti

  • Le conseguenze delle elezioni del 1968: intervento di Aldo Moro al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 21 novembre 1968)
  • I° Governo Rumor: intervento di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 16 dicembre 1968)
  • I° Governo Rumor: replica di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 23 dicembre 1968)
  • La segreteria Piccoli: intervento di Aldo Moro al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 18 gennaio 1969)
  • La segreteria Piccoli: intervento di Amintore Fanfani al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 19 gennaio 1969)
  • II° Governo Rumor: intervento di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 8 agosto 1969)
  • II° Governo Rumor: replica di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 10 agosto 1969)
  • XI° Congresso nazionale della DC: relazione introduttiva di Flaminio Piccoli
    (Roma, 27 giugno 1969)
  • XI° Congresso nazionale della DC: intervento di Aldo Moro
    (Roma, 29 giugno 1969)
  • La politica estera del centro-sinistra: intervento di Aldo Moro alla Camera dei Deputati
    (Roma, 21 ottobre 1969)
  • III° Governo Rumor: intervento di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 7 aprile 1970)
  • III° Governo Rumor: intervento di Arnaldo Forlani alla Camera dei Deputati
    (Roma, 16 aprile 1970)
  • III° Governo Rumor: replica di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 17 aprile 1970)
  • Il Governo Colombo: intervento di Emilio Colombo alla Camera dei Deputati
    (Roma, 10 agosto 1970)
  • Il Governo Colombo: intervento di Arnaldo Forlani alla Camera dei Deputati
    (Roma, 11 agosto 1970)
  • Il Governo Colombo: replica di Emilio Colombo alla Camera dei Deputati
    (Roma, 12 agosto 1970)
  • L'elezione di Giovanni Leone alla Presidenza della Repubblica: messaggio di Giovanni Leone al Parlamento
    (Roma, 29 dicembre 1971)
  • Il II° Governo Andreotti: intervento di Giulio Andreotti alla Camera dei Deputati
    (Roma, 4 luglio 1972)
  • Il II° Governo Andreotti: intervento di Arnaldo Forlani alla Camera dei Deputati
    (Roma, 6 luglio 1972)
  • Il II° Governo Andreotti: replica di Giulio Andreotti alla Camera dei Deputati
    (Roma, 7 luglio 1972)

  • Scheda sul XI° Congresso nazionale della DC

  • Risultati delle elezioni politiche del 19 maggio 1968
  • Risultati delle elezioni politiche del 7 maggio 1972

  • Composizione del II° Governo Leone
  • Composizione del I° Governo Rumor
  • Composizione del II° Governo Rumor
  • Composizione del III° Governo Rumor
  • Composizione del Governo Colombo
  • Composizione del I° Governo Andreotti
  • Composizione del II° Governo Andreotti

  • Membri della DC in Parlamento nella V° Legislatura
  • Membri della DC in Parlamento nella VI° Legislatura

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