LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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8. GLI ACCORDI DI PALAZZO GIUSTINIANI E IL RITORNO DI FANFANI ALLA SEGRETERIA POLITICA (1973-1975)

Mentre Giulio Andreotti guida il suo II░ Governo con una coalizione centrista, nella Democrazia Cristiana e nel Partito Socialista maturano le condizioni per un ritorno alla collaborazione di centro-sinistra. Nel marzo 1973, i dorotei di Mariano Rumor e Flaminio Piccoli a Roma si riuniscono in preparazione dell'imminente XII░ Congresso nazionale del partito. E appena un mese prima del Congresso, che avrebbe riportato Amintore Fanfani alla Segreteria politica della DC, il "New York Times" lo accusa di aver fatto pressioni sull'ambasciatore americano per ripristinare finanziamenti USA alla DC, beneficiaria secondo il giornale fino al 1967: tale accusa viene fermamente smentita da Fanfani.
Nel giugno 1973, a seguito dei cosiddetti "Accordi di Palazzo Giustiniani" tra i maggiori leader della DC, quali Fanfani, Moro e Rumor, il XII░ Congresso nazionale della DC approva il documento Fanfani che riapre in Italia la prospettiva politica del centro-sinistra, e conferma i dorotei di "Iniziativa Popolare" quale corrente di maggioranza relativa nel partito. Il successivo Consiglio nazionale del 17 giugno 1973 elegge Amintore Fanfani Segretario politico e Benigno Zaccagnini Presidente del Consiglio nazionale.
Il ritorno al centro-sinistra avviene quindi nel quadro di un accordo largamente maggioritario nella DC. Gli Accordi di Palazzo Giustiniani segnano anche il superamento della contrapposizione tra i due "cavalli di razza" della DC, Amintore Fanfani e Aldo Moro. Le recenti elezioni per il Presidente della Repubblica, nel dicembre 1971, avevano tra l'altro visto per entrambi il mancato successo.
A seguito di questi risultati congressuali, il governo di Giulio Andreotti rassegna le dimissioni. Il 7 luglio 1973 viene costituito il IV░ Governo Rumor con una coalizione di centro-sinistra DC, PSI, PSDI, e PRI, e con il ritorno di Aldo Moro come Ministro degli Esteri (escluso nel precedente governo centrista di Andreotti).
Ma anche nel PCI questi mesi segnano evoluzioni di strategia politica. Dopo il colpo di stato in Cile, il Segretario del Partito Comunista, Enrico Berlinguer, nel settembre e nell'ottobre 1973 pubblica su "Rinascita" tre articoli che rappresentano la nuova strategia del cosiddetto "compromesso storico", un'alleanza tra comunisti e cattolici per il governo del Paese.
Nel frattempo, la crisi petrolifera del 1973 induce il governo ad adottare vari provvedimenti di austeritÓ, mentre il terrorismo delle Brigate Rosse inizia la sue funeste azioni nel Paese, e attentati attribuiti a terroristi di destra si preparano in un clima di crescente violenza politica. A ci˛ si aggiunga una congiuntura economica che provoca varie situazioni di crisi del Paese.
Nel febbraio del 1974 scoppia lo "scandalo dei petroli", che coinvolge petrolieri, ENEL ed alcuni esponenti politici dei partiti di governo. Si tratta di fondi utlizzati dalle compagnie petrolifere per influenzare la politica energetica del governo e impedire l'utilizzo dell'energia nucleare in Italia. La successiva commissione parlamentare d'inchiesta archivierÓ gli atti di alcuni parlamentari (tra cui Giulio Andreotti, Giacinto Bosco, Mario Ferrari Aggradi).
Il IV░ Governo Rumor si dimette il 2 marzo 1974, a seguito degli scontri interni sui provvedimenti economici tra il repubblicano La Malfa ed il socialista Giolitti, mentre numerosi scioperi si svolgono nel Paese. Rumor ricostituisce un altro governo il 14 marzo sempre di centro-sinistra, nel quale il PRI rimane nella maggioranza ma non entra con suoi ministri nella compagine governativa.
Il tema rovente del 1974 Ŕ il referendum sull'abrogazione della legge sul divorzio, del 12 e 13 maggio. E' una delle prove pi¨ dure nella storia della DC.
Il Segretario della DC, Fanfani, profonde un impegno molto intenso nella campagna elettorale, facendone una forte battaglia in tutto il Paese. E' ben evidente il ruolo della gerarchia ecclesiastica nell'ispirare e nel sospingere Fanfani a questa scelta ed a questo impegno. Il responso delle urne Ŕ chiaro: prevalgono nettamente i fautori della legge sul divorzio (59,3% contro il 40,7%). Per la Chiesa Ŕ una presa d'atto amara dei cambiamenti di costume e di etica della nazione italiana e della sua secolarizzazione, per il mondo cattolico Ŕ il risultato anche di anni di contrasti interni che ne hanno minato l'unitÓ, per la DC Ŕ una sconfitta che va al di lÓ del merito stesso del referendum. Per il Segretario politico del partito, Ŕ una sconfitta anche personale, dato l'impegno che ha messo nella battaglia elettorale. La Direzione centrale della DC, la settimana successiva alla sconfitta sul referendum, si impegna ad affrontare la nuova situazione della societÓ italiana e dei problemi emersi dai risultati del referendum.
Nel maggio 1974 scoppia una bomba in Piazza della Loggia a Brescia, durante una manifestazione sindacale. Nell'agosto una bomba viene posta sul treno Italicus, scoppiata tra Firenze e Bologna: l'attentato Ŕ rivendicato da "Ordine Nero". Nel settembre i due maggiori esponenti delle Brigate Rosse, Renato Curcio e Franceschini, vengono arrestati. Questa Ŕ la situazione della violenza politica dell'estrema destra e dell'estrema sinistra.
Nella Democrazia Cristiana, la gestione fanfaniana comincia ad essere messa in discussione: i rappresentanti delle correnti di "Forze Nuove" e dei morotei si dimettono dalla Direzione centrale. Nel luglio 1974, il Consiglio nazionale del partito approva a maggioranza la relazione del Segretario Fanfani, in cui si conferma la validitÓ del centro-sinistra e si dÓ mandato alla Direzione di attuare una riorganizzazione del partito.
La grande difficoltÓ di garantire la governabilitÓ del Paese si accentua con la volontÓ espressa dal socialista De Martino di avere una maggiore attenzione verso il PCI, e dalle successive polemiche del socialdemocratico Tanassi che accusa De Martino di voler stare contemporanemante al governo ed all'opposizione. In questo clima, il 3 ottobre 1974 il V░ Governo Rumor si dimette: Ŕ l'ultima esperienza governativa di uno dei maggiori leader dorotei della Democrazia Cristiana, ma anche l'ultima esperienza governativa di centro-sinistra con i ministri del PSI. Infatti, fino al 1980, con il II░ Governo Cossiga, i socialisti rimarranno fuori dai governi nazionali.
Aldo Moro torna a guidare il governo, invertendo la composizione politica dei ministri: costituisce infatti un bicolore con il PRI di Ugo La Malfa, che era rimasto fuori nell'ultimo Governo Rumor. La composizione del IV░ Governo Moro Ŕ un equilibrio tra tutte le diverse correnti e sfaccettature del partito. La situazione economica del Paese Ŕ difficile (forti perdite della Borsa, molti ricorsi alla cassa integrazione, molti scioperi), ed il Governo riesce ad affrontare con discreti successi queste emergenze.
La situazione interna alla DC viene segnata da una progressiva contestazione verso la Segreteria Fanfani, sempre pi¨ in forte polemica contro il Partito Comunista, mentre questo continua a perseguire la stretegia del compromesso storico. Fanfani si mette in duro contrasto anche con il suo Movimento Giovanile, mentre al Consiglio nazionale del partito del maggio 1975 la relazione del Segretario viene approvata con l'astensione delle sinistre di "Forze Nuove" e della "Base".
Le elezioni amministrative del giugno 1975 segnano il pu¨ forte spostamento a sinistra dell'elettorato italiano. Queste elezioni costituiscono una sconfitta cocente per la DC: il PCI diventa il primo partito a Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Venezia, Cagliari. Si formano giunte di sinistra in cinque regioni italiane.
Amintore Fanfani paga questi risultati con la perdita della Segreteria politica: il Consiglio nazionale della DC del 19-22 luglio 1975 pone in minoranza il Segretario, che si dimette. Dopo una breve reggenza di Franca Falcucci, il Consiglio nazionale del 24 luglio 1975 elegge Benigno Zaccagnini, moroteo, nuovo Segretario politico.
Zaccagnini viene eletto con i voti dei morotei, dei fanfaniani, di "Forze Nuove" e della "Base", mentre dorotei e andreottiani votano scheda bianca. All'interno della corrente dorotea, il leader storico Mariano Rumor viene emarginato da Flaminio Piccoli e Antonio Bisaglia, che aprono verso la nuova Segreteria politica. E Aldo Moro inizia pubblicamente a sviluppare una strategia di attenzione verso il PCI, con il sostegno del suo Vice Presidente del Consiglio, La Malfa.

Approfondimenti

  • IV░ Governo Rumor: intervento di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 16 luglio 1973)
  • IV░ Governo Rumor: replica di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 20 luglio 1973)
  • V░ Governo Rumor: intervento di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 21 marzo 1974)
  • V░ Governo Rumor: replica di Mariano Rumor alla Camera dei Deputati
    (Roma, 23 marzo 1974)
  • Dopo il referendum sul divorzio: relazione di Amintore Fanfani al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 18 luglio 1974)
  • Dopo il referendum sul divorzio: replica di Amintore Fanfani al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 21 luglio 1974)
  • Il bicolore DC-PRI: intervento di Aldo Moro al Senato della Repubblica
    (Roma, 2 dicembre 1974)
  • Il bicolore DC-PRI: replica di Aldo Moro al Senato della Repubblica
    (Roma, 5 dicembre 1974)
  • Il bicolore DC-PRI: replica di Aldo Moro alla Camera dei Deputati
    (Roma, 7 dicembre 1974)
  • La soluzione della crisi del V░ Governo Rumor: relazione di Amintore Fanfani al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 20 dicembre 1974)
  • La soluzione della crisi del V░ Governo Rumor: ordine del giorno approvato dal Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 20 dicembre 1974)
  • Compromesso con il PCI, rapporti con il PSI, scelte della DC: relazione di Amintore Fanfani al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 31 gennaio 1975)
  • Compromesso con il PCI, rapporti con il PSI, scelte della DC: replica di Amintore Fanfani al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 3 febbraio 1975)
  • Le dimissioni di Fanfani: relazione di Amintore Fanfani al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 19 luglio 1975)
  • Le dimissioni di Fanfani: intervento di Aldo Moro al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 19-23 luglio 1975)
  • Le dimissioni di Fanfani: replica di Amintore Fanfani al Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 23 luglio 1975)
  • Le dimissioni di Fanfani: ordine del giorno del Consiglio nazionale della DC
    (Roma, 23 luglio 1975)
  • V░ Governo Moro: intervento di Aldo Moro alla Camera dei Deputati
    (Roma, 19 febbraio 1976)

  • Scheda sul XII░ Congresso nazionale della DC

  • Composizione del II░ Governo Andreotti
  • Composizione del IV░ Governo Rumor
  • Composizione del V░ Governo Rumor
  • Composizione del IV░ Governo Moro

  • Membri della DC in Parlamento nella VI░ Legislatura

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