LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN ITALIA

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14. LA GESTIONE MARTINAZZOLI E LA DECISIONE DI SCIOGLIERE IL PARTITO (1992-1994)

Dopo le elezioni del 5 aprile 1992, ed il ridimensionamento di gran parte dei partiti politici tradizionali, il Parlamento italiano procede alla elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Il clima politico è particolarmente pesante: iniziano a Milano le indagini cosiddette "Mani Pulite", con il coinvolgimento del Segretario amministrativo della DC, mentre a Palermo viene ucciso Salvo Lima.
Dopo essere stato designato dall'assemblea dei gruppi parlamentari del Partito quale candidato al Quirinale, il Segretario politico della DC Forlani incontra sul suo cammino una serie di "franchi tiratori" che non gli consentono di arrivare alle elezione. Forlani annuncia quindi le sue dimissioni dalla Segreteria politica della DC, e viene trovata una soluzione per il Quirinale in Oscar Luigi Scalfaro.
Il socialista Giuliano Amato, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Bettino Craxi, costituisce nel giugno 1992 il suo governo, un quadripartito DC, PSI, PSDI e PLI. Per la costituzione del governo Amato la DC vara una serie di norme interne (incompatibilità tra mandato parlamentare e carica di ministro).
Nel corso del 1992 si assiste ad una forte dialettica interna. Arnaldo Forlani ritira le sue dimissioni da Segretario politico, mentre al convegno della sinistra democristiana di Lavarone nell'agosto 1992 Tina Anselmi e Beniamino Andreatta invitano i giudici di Milano ad andare avanti nelle indagini di "Mani Pulite".
Alcune nuove sconfitte per la DC in alcuni test elettorali locali, il movimento di Mario Segni per le riforme istituzionali, la nascita di gruppi di intellettuali cattolici in polemica con gli assetti della DC, tutto questo fa evolvere la situazione politica interna al Partito. Forlani si dimette definitivamente da Segretario politico, e nell'ottobre 1992 viene acclamato, dal Consiglio nazionale della DC, Mino Martinazzoli quale nuovo Segretario del Partito.
Il 1993 inizia con uno stillicidio di avvisi di garanzia, che coinvolgono nuovamente il Segretario amministrativo della DC (Citaristi), ex ministri (Cirino Pomicino), ex portavoce (Carra). E le dimissioni dalle cariche attuali, anche solo per "voci" o "coinvolgimenti" di familiari in indagini giudiziarie, coinvolgono anche Goria, De Mita, Gianni Fontana.
Nel marzo 1993 il Consiglio nazionale della DC elegge la nuova Direzione nazionale, dalla quale vengono allontanati molti inquisiti.
Sempre nel marzo-aprile 1993, l'offensiva giudiziaria contro i principali esponenti della DC coinvolge Giulio Andreotti (accusato da Palermo di concorso in associazione mafiosa), Antonio Gava e Paolo Cirino Pomicino (per associazione a delinquere di stampo mafioso), Arnaldo Forlani (per violazione della legge sul finanziamento ai partiti).
Nell'aprile 1993 si vota per un pacchetto di otto referendum, che passano a larga maggioranza: a favore di un sistema maggioritario per l'elezione del Senato, per l'abolizione del finanziamento dei partiti, per la soppressione dei Ministeri delle Partecipazioni Statali, dell'Agricoltura e del Turismo.
Sempre in aprile il Presidente del Consiglio Giuliano Amato si dimette, e Carlo Azeglio Ciampi costituisce il nuovo governo, senza consultazioni con i partiti politici. Il governo Ciampi viene costituito da tecnici e da rappresentanti di DC, PDS, PSI, PSDI, PLI e Verdi.
Alle elezioni amministrative del giugno 1993, la DC subisce un nuovo tracollo elettorale: gli effetti elettorali delle denunce ai leaders della DC si fanno fortemente sentire a Roma, Napoli, Genova, Venezia, Trieste. Le dimissioni di Martinazzoli vengono comunque respinte.
L'inizio della fine della Democrazia Cristiana parte dal Veneto: nel luglio 1993, all'Assemblea regionale della DC, il Segretario regionale Rosy Bindi sostiene la necessità di far nascere una nuova forza politica. Nasce così il Partito Popolare del Veneto, e muore la denominazione "Democrazia Cristiana" da quella che era stata una della più grandi regioni bianche d'Italia.
Due settimane dopo, si svolge a Roma l'Assemblea programmatica della DC, nella quale il Segretario politico Mino Martinazzoli propone la nascita di un nuovo partito politico, che la sinistra democristiana vede come una netta discontinuità rispetto alla DC. Sergio Mattarella non esclude una prossima collaborazione con il PDS.
Nel novembre 1993, al primo turno di una tornata di elezioni comunali, la DC sprofonda all'11,2% dei voti su scala nazionale.
Nel gennaio 1994 si consuma la spaccatura della Democrazia Cristiana, e la diaspora dei democratici cristiani: Mario Segni presenta il "Patto per l'Italia", un gruppo di democratici cristiani (Pierferdinando Casini, Clemente Mastella, Ombretta Fumagalli Carulli) si stacca dalla DC fondando il Centro Cristiano Democratico (CCD), mentre l'ultimo segretario politico della DC, Martinazzoli, scioglie la DC e crea il Partito Popolare Italiano (PPI).
Le dimissioni del Presidente del Consiglio Ciampi portano l'Italia alle elezioni politiche anticipate.
Per la prima volta, dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla nascita della Repubblica, non ci sarà la lista della Democrazia Cristiana. E gli oltre undici milioni di cittadini italiani che due anni prima (1992) avevano votato per la DC, non hanno più il loro partito politico di riferimento.

Approfondimenti

  • Il Governo Amato: interventi DC nel dibattito sulla fiducia al Senato della Repubblica
    (Roma, 1-2 luglio 1992)
  • Il Governo Ciampi: interventi DC nel dibattito sulla fiducia al Senato della Repubblica
    (Roma, 11-12 maggio 1993)

  • Risultati delle elezioni politiche del 5 aprile 1992

  • Composizione del Governo Amato
  • Composizione del Governo Ciampi

  • Membri della DC in Parlamento nella XI° Legislatura

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